L’imbroglio

La poesia del prof. Ferdinando Rogata

L’imbroglio

***

Forse mi sbaglio,
ma sento una storia
che puzza di imbroglio.

Dove? Chi sa!
Canteremo le lodi al signore,
notte e giorno a tutte le ore.

Staremo tutti compìti
a recitare spartiti,
tutti davvero pentiti
più onesti e più ravveduti.

Staremo in piedi o seduti,
saremo nudi o vestiti?

Saremo più giovani e belli
o, come eravamo da vivi,
minacceremo sfracelli?

Infine arriva il Signore!
Chissà se a piedi o in carrozza,
se in pullman o in fuoriserie:
(no, non ha la patente)
e canteremo piangendo
tutte le nostre miserie
mentre ci ascolta paziente.

Faremo una vita normale,
rispetteremo l’ambiente,
non sporcheremo la via,
saremo gente civile!

Un sindacato è gradito!
Un tribunale guarnito
un avvocato di grido
un portaborse spedito
e sistemiamo Tobia!

Ferdinando Rogata
(Tratto dalla raccolta di poesie “Essere Soli” pubblicata nel 2018)

(da Fuori dalla Rete, Settembre 2019, anno XIII, n. 4)

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