“A la Mer’ca”, il testo di Sara Gatta finalista del Premio Drammi di forza maggiore

Saranno in quattro a contendersi il Premio Drammi di forza maggiore. Fra i finalisti anche la bagnolese Sara Gatta con il suo testo “A la Mer’ca”. Lo scritto di Sara Gatta  racconta la storia di Leonardo, che emigrato negli Stati Uniti per lavorare in acciaieria, lascia la famiglia in Italia e instaura un legame inatteso con Angie, la moglie dell’amico Vincenzo.

Il Dramma di Forza Maggiore 2025 sarà annunciato il 2 dicembre 2025, con la pubblicazione dei voti dei partecipanti e della  motivazione collettiva. Nel frattempo pubblicheremo, è stata presentata al pubblico l’ intervista a Sara Gatta  finalista del concorso.


Ci avviciniamo all’annuncio del vincitore di Drammi di Forza Maggiore 2025 e, come ormai è tradizione, nel tentativo di contribuire a unire le tante isole sparse che sono i drammaturghi in un arcipelago che inizi ad avere una forma, intervistiamo i nostri finalisti, sul loro testo ma anche no.

🔸 SINOSSI
Alla fine degli anni ’60, Leonardo lascia il Sud Italia per raggiungere l’amico Vincenzo negli Stati Uniti e lavorare in acciaieria. Spaesato da lingua e lavoro, incontra Angie, moglie di Vincenzo, con cui nasce un legame inatteso. In Italia, intanto, la famiglia affronta la sua assenza.

🔸 SULLA GENESI E SUL TEMA DEL TESTO

Ho iniziato a scrivere questo testo un anno fa, ma in realtà cercava di emergere da molto più tempo. Nasce dalla storia della mia famiglia, dai racconti di chi è partito e da ciò che invece non è mai stato detto ma che ho sempre percepito. Entrambi i miei nonni sono emigrati, mentre le loro famiglie restavano in paese: questa distanza ha segnato le loro vite e, in modo sotterraneo, anche la mia. Sentivo il bisogno di dare forma a quelle memorie prima che si disperdessero, e allo stesso tempo interrogare ciò che l’emigrazione lascia nelle relazioni: cosa cambia quando si parte, quando si resta, cosa sopravvive e cosa si spezza. A LA MER’CA per me è un atto d’amore e di restituzione.

🔸 SULLO STILE

Non saprei ancora definire con precisione il mio stile, questo è il mio primo testo da autrice; peròriconosco alcune costanti nel mio modo di immaginare le storie: l’America è una presenza forte nelmio immaginario, così come il cinema. Penso spesso in immagini e atmosfere: molte scene sono nate come inquadrature silenziose e solo dopo si sono trasformate in dialogo.Per questo testo le influenze sono state chiare: Gente di Dublino di Joyce, per la capacità di raccontare la paralisi esistenziale; l’immaginario di Edward Hopper; e le canzoni di Bruce Springsteen, quell’America tesa tra solitudine, sogno e sconfitta dove le vite operaie sono raccontate con dolcezza e rabbia: storie segnate dalla disillusione e dalla fatica del quotidiano.

🔸 SUL PANORAMA DRAMMATURGICO

La mia esperienza nel panorama drammaturgico è appena cominciata, e forse proprio per questo il mio sguardo è ancora molto aperto. Arrivo alla scrittura dalla recitazione: per me i testi nascono dall’ascolto, dal ritmo della parola detta e soprattutto dai silenzi. Quando scrivo, non cerco qualcosa di “nuovo” in senso formale, ma qualcosa che mi riguarda e che possa toccare anche altri, puntando a rendere universale ciò che è personale. Mi auguro un teatro che dia tempo ai processi, alla ricerca condivisa, in cui autori e attori possano lavorare insieme nel tempo; un panorama in cui la ricerca non sia pressione alla novità o urgenza di stupire, ma cura delle storie che scegliamo di raccontare.

🔸 SUL PROCESSO DI SCRITTURA

Ho deciso dall’inizio che avrei raccontato l’Italia e l’America in parallelo, e che avrei scritto in dialetto. Ogni volta che scrivevo in italiano, la scena perdeva verità: la lingua, in questo caso, è stata una chiave emotiva. Il mio processo di scrittura parte dai personaggi: dalle loro ferite, paure, desideri. Solo quando questi diventano chiari, i dialoghi emergono quasi naturalmente. La scrittura è durata sette mesi, senza riscritture radicali, ma attraverso piccole modifiche continue, rivelando la storia un frammento alla volta.

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