Porterà con sé un ricordo prezioso della “sua” Irpinia, fatto di emozioni e incontri. Carlin Petrini, scomparso l’altra notte a 76 anni nella sua casa di Bra dopo una lunga malattia, amava questa terra. Qui aveva stretto rapporti importanti e visitato molti tra i luoghi più suggestivi. A cominciare dall’altipiano del Laceno, dove nel novembre 2004 Nicola Di Iorio, all’epoca presidente della Comunità montana Terminio-Cervialto, organizzò la convention nazionale di Slow Food. L’appuntamento culminò in una cena con oltre 200 invitati: ospite d’onore lui, Carlin; ai fuochi uno chef emergente, il predestinato Antonio Pisaniello. Probabilmente fu amore a prima vista con l’Irpinia per Petrini, che in quell’occasione, e anche negli anni successivi, tornò più volte a esplorarla e degustarla in tutte le sue sfumature.

«Grazie ai buoni uffici, oltre che alla lungimiranza, di Di Iorio, che aveva visto lontano – rammenta al telefono dagli Usa, dove ha aperto il suo ristorante Nyc Sud, lo chef Pisaniello – arrivò quella presentazione favorita dall’indimenticato architetto Maurizio Zito e da Gabriele Matarazzo, all’epoca fiduciario per Avellino di Arcigola. Un rapporto consolidato poi dagli incontri con altri amici, come Sabino Alvino del ristorante Zì Pasqualina Valle di Atripalda e il maestro Mario Cesa, tutti legati per vocazione e passione a quel suo mondo: quello del “cibo pulito,
buono e giusto per tutti”, che Carlin ha portato avanti con scelte decise e decisive e difeso fino all’ultimo respiro».

«Il rapporto tra mondo contadino, piccoli paesi e industria che stava cambiando, di cui Carlin fu vaticinatore, mi affascinava e me ne innamorai», ricorda Di Iorio. «Con lui, come con Vanni Chieffo, provammo a dare una
svolta allo sviluppo di una terra flagellata e mortificata dal sisma dell’Ottanta e non solo. Mi incontrai con Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, e con Silvio Barbero, suo braccio operativo, e nel 2004 organizzammo sul Laceno il grande raduno delle condotte italiane.

Portammo in tour i delegati a Montella, Taurasi, Castelvetere, Montemarano, Caposele, Materdomini. Carlin era felice come un bambino, se ne innamorò e, dopo un po’, sulla Stampa scrisse: “Ho visto l’Irpinia: dobbiamo imparare a osservare la Campania con le spalle al mare, guardando e apprezzando l’intero territorio”». Luoghi della memoria dimenticata. Scoperte di eccellenze come le castagne infornate e il pecorino bagnolese, protagoniste
anche della celebre cena all’Hotel Grisone, durante la quale chef Pisaniello propose cecaluccoli e maccaronara, con la presentazione di due formaggi autoctoni a confronto: il pecorino bagnolese e il Carmasciano, prodotto nel triangolo Guardia Lombardi-Rocca San Felice-Frigento. Sapori che fecero letteralmente impazzire Carlin, abituato ai prodotti genuini e importanti, come il Cinque Querce di Salvatore Molettieri e i tartufi di Salvatore Lenzi.

«Una cena nel segno e nel sogno della filosofia Slow Food, con prodotti locali», ricorda Pisaniello, che all’epoca era a Il Gastronomo, a Ponteromito di Nusco, Chiocciola Slow Food. «Entrammo subito in sintonia – prosegue lo chef – e mi invitò ad andare all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Per l’epoca era una cosa inimmaginabile, molto avanti tecnicamente: un modo di leggere e fare cucina nel rispetto della tradizione, con un’idea nuova. Se lui pensa quello che penso io, allora sono a posto».

La morte non spegne il futuro. «In lui trovavo saggezza, pacatezza, lungimiranza e una forza ostinata nel difendere sostenibilità e prodotti. Lo accompagnava sempre un sorriso disarmante e, allo stesso tempo, magnetico. Ascoltava a lungo prima di parlare. Oggi parlano tutti di tutto, purtroppo senza cultura e conoscenza. Ecco perché le cose vanno cambiate, per poter cambiare davvero», conclude Pisaniello. Tra gli altri, Petrini fu amico di Enzo Di Pietro, della storica trattoria di Melito, e dell’indimenticato Gabriele Matarazzo, che portò la Condotta ad Avellino e fu uno dei primi a iscriversi a Slow Food in Campania.

Annibale Discepolo – Il Mattino 23-05-2026

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