Cosa posso chiedere ancora in questa “penultima” tappa che il tempo mi concede?

di Gino Di Capua

Ed eccomi OGGI alla “bella età” di 72 anni…sfilati via sornioni e indifferenti. Maledetti loro: corrono quando li implori di rallentare.

PERÒ QUESTA È LA VITA, E GUAI SE NON FOSSE COSÌ.

Cosa posso chiedere ancora in questa “penultima” tappa che il tempo mi concede?

Forse, chiedere al “TEMPO” di essere gentile abbastanza con me, di non cancellare dalla mia memoria, negli anni a venire, i ricordi, i miei tanti ricordi: quelli con i miei figli in particolare.

I momenti impagabili della loro infanzia: le risate, i bacetti, le carezze, i giochi, le passeggiate, le torte di compleanno…e perché no, i pianti, prontamente ammutoliti dalle braccia della loro mamma.
Mi piacerebbe ricordare tutto, sino alla fine dell’ultima tappa: con tenerezza e senza rimpianto, solo con un po’ d’inevitabile nostalgia e di emozione.

Oggi chiedo semplicemente, come regalo di compleanno, che arrivino più sovente quelle video-chiamate da lontano, da troppo lontano… oppure quei leggeri squilli alla porta… che il telefonino s’illumini…che la porta si apra… E vedere apparire, sempre più spesso, quei bei visini che solo l’AMORE ha saputo creare: le mie quattro principesse sorridenti… e sentir loro gridare quella parola magica che riesce a farmi tremare il cuore: NÓNNÓÓÓ !!
E rileggere la tanta tenerezza nei loro occhi…

Ed è grazie a loro quattro, l’ultima è arrivata alcuni mesi fa (non l’ho ancora sfiorata con un bacetto, una carezza), ai loro papà, alle loro mamme se continuo ad andare avanti con la testardaggine di chi, nonostante le 72 primavere trascorse, ha ancora tanto tempo da dedicare a questo meraviglioso tragitto vitale.

Sono loro a farmi amare la vita, a darmi ancora la capacità di sognare.

Sono loro a farmi capire che non devo aver paura del futuro; che amare non è un’illusione, ma un flusso di sogni, di emozioni, di desideri, di speranze da vivere ancora pienamente.

E allora mi dico che se il passare degli anni è inevitabile, se la “vecchiaia” è un male incurabile, io forse ho trovato la medicina per rallentare questo male! [nonno e papà GinoEd eccomi OGGI alla “bella età” di 72 anni…sfilati via sornioni e indifferenti. Maledetti loro: corrono quando li implori di rallentare.

PERÒ QUESTA È LA VITA, E GUAI SE NON FOSSE COSÌ.

Cosa posso chiedere ancora in questa “penultima” tappa che il tempo mi concede?

Forse, chiedere al “TEMPO” di essere gentile abbastanza con me, di non cancellare dalla mia memoria, negli anni a venire, i ricordi, i miei tanti ricordi: quelli con i miei figli in particolare.

I momenti impagabili della loro infanzia: le risate, i bacetti, le carezze, i giochi, le passeggiate, le torte di compleanno…e perché no, i pianti, prontamente ammutoliti dalle braccia della loro mamma.
Mi piacerebbe ricordare tutto, sino alla fine dell’ultima tappa: con tenerezza e senza rimpianto, solo con un po’ d’inevitabile nostalgia e di emozione.

Oggi chiedo semplicemente, come regalo di compleanno, che arrivino più sovente quelle video-chiamate da lontano, da troppo lontano… oppure quei leggeri squilli alla porta… che il telefonino s’illumini…che la porta si apra… E vedere apparire, sempre più spesso, quei bei visini che solo l’AMORE ha saputo creare: le mie quattro principesse sorridenti… e sentir loro gridare quella parola magica che riesce a farmi tremare il cuore: NÓNNÓÓÓ !!
E rileggere la tanta tenerezza nei loro occhi…

Ed è grazie a loro quattro, l’ultima è arrivata alcuni mesi fa (non l’ho ancora sfiorata con un bacetto, una carezza), ai loro papà, alle loro mamme se continuo ad andare avanti con la testardaggine di chi, nonostante le 72 primavere trascorse, ha ancora tanto tempo da dedicare a questo meraviglioso tragitto vitale.

Sono loro a farmi amare la vita, a darmi ancora la capacità di sognare.

Sono loro a farmi capire che non devo aver paura del futuro; che amare non è un’illusione, ma un flusso di sogni, di emozioni, di desideri, di speranze da vivere ancora pienamente.

E allora mi dico che se il passare degli anni è inevitabile, se la “vecchiaia” è un male incurabile, io forse ho trovato la medicina per rallentare questo male! [nonno e papà Gino]

Gino Di Capua

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