Addio ad Aniello Russo, restituì dignità alla cultura popolare

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Un ricercatore instancabile, uno spirito poliedrico, innamorato della sua terra e delle radici, tra i primi in provincia di Avellino a comprendere la necessità di raccontare l’universo contadino, così strettamente legato all’identità irpina. Si è spento ieri (il 29 maggio, ndr) il professore Aniello Russo, scrittore, poeta, autore di numerose pubblicazioni dedicate alla cultura popolare. Al centro della sua ricerca l’universo contadino travolto dalla modernità ma capace di sopravvivere nelle tradizioni, nei modi di dire, narrazioni, festività che ancora contraddistinguono le nostre comunità. Lo aveva fatto attraverso un prezioso lavoro di raccolta di documenti, testimonianze, interviste che oggi appare più prezioso che mai. Punto di partenza i racconti che scandivano le veglie pastorali, l’attesa del parto, la panificazione nel forno pubblico, il lavoro nei campi e quelle figure fantastiche che alimentavano queste narrazioni.

A raccontarlo l’amico Tonino Di Mauro che ne sottolinea l’impegno di amministratore nelle file del Pci “Bagnoli perde un importante protagonista della vita culturale e politica. Piu volte assessore comunale, fu tra i promotori della prima alleanza fra comunisti e democristiani. Eletto per più legislature al Consiglio provinciale, onorò il suo ruolo con serietà ed impegno. La sua capacità politica e amministrativa balzò all’attenzione della intera Provincia. Amava Bagnoli, la sua storia, le sue tradizioni e la sua cultura, oggetto dei suoi numerosi libri. L’onestà e la generosità dell’impegno sono state la stella polare che hanno guidato la sua vita. Oggi, amico mio, il tuo cuore ha smesso di battere, ponendo fine alla sofferenza della tua malattia, ma la tua morte non cancellerà la tua storia e ciò che essa ha prodotto. A Susy, Michele, Maurizio, Grazia e Diana il mio fraterno cordoglio. Con te Aniello ci incontreremo nei miei quotidiani, pindarici, pensieri e quando succederà non potrò fare almeno di sorridere”.

“Con Aniello – scrive il critico letterario Paolo Saggese – scompare non solo un docente stimato ma anche un politico che, nel Pci, come consigliere provinciale e assessore del Comune di Bagnoli, si è speso a favore dell’Alta Irpinia e dell’Alta Valle del Calore ma soprattutto scompare un testimone della civiltà contadina, pastorale e del dialetto irpino, I suoi lavori vivranno fino a quando ci sarà qualcuno che si occuperà di dialetto e della tradizione contadina. I suoi libri, apprezzati anche a livello nazionale, premiati con riconoscimenti di prestigio, col tempo saranno sempre più importanti, per riscoprire una civiltà che è al tramonto o forse è già tramontata. E di questo dovremmo essere grati ad Aniello, per il suo contributo al riscatto di questo mondo che amava sulla scia di figure come Tommaso Aulisa”.

 “Il contributo consegnato da Russo alla riscoperta della memoria del territorio è prezioso – sottolinea il preside Luciano Arciuolo, presidente associazione Pt39 – Aveva restituito dignità al dialetto bagnolese, attraverso la pubblicazione di una grammatica. Ma soprattutto aveva dedicato numerosi studi a tradizioni, credenze e rituali della cultura contadina, di cui si sarebbe altrimenti persa la memoria. Aveva terminato da poco la stesura di un romanzo ‘Il mistero della duchessa Maria Eleonora Mayorga’. Il titolo è un riferimento a quella che era la feudataria di Avellino. Questo romanzo rappresenta la sua eredità, capace di fondere narrazione, ricostruzione storica di quella pagina che fu la rivoluzione napoletana di Masaniello a Bagnoli e spaccato delle ritualità dell’Irpinia di allora. Lo presenteremo con l’associazione quest’estate, sarà l’occasione per rendergli omaggio”.

A sottolinearne lo spessore di ricercatore era stato anche Vinicio Capossela riconoscendo in una delle edizioni dello SponzFest come dovesse ad Aniello Russo buona parte della conoscenza della tradizione irpina, dalle janare allo scazzamauriello. Tra le sue opere più belle “L’immaginario collettivo degli irpini”, capace di documentare credenze, tradizioni, rituali legate a tutto il territorio irpino, quelle stesse che aveva raccontato per anni anche sulle pagine del Corriere e del Quotidiano del Sud nell’inserto domenicale. Un’opera che si affianca a numerose altre pubblicazioni, tra le altre “Il seme del sole. Cento e un racconto erotico della tradizione popolare”, edizioni Sigma, “Irpinia magica, rituali e miti del quotidiano”, edizioni Vereja, “Il novellino, racconti erotici di tradizione orale”, Pironti.

Ai familiari, in particolare alla moglie Susy, ai figli Michele, Maurizio, Grazia e Diana, alle sorelle, ai fratelli tutti l’abbraccio del direttore Gianni Festa e della Redazione.

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