Bagnoli 8 febbraio 1932, un tozzo di pane distribuito agli alunni poveri, svenuti per fame

di Antonio Camuso

La vita scolastica nelle scuole elementari di Bagnoli I. nel ventennio fascista

(Parte seconda)

Registri e quaderni scolastici, istantanee di  generazioni d’altri tempi

Nella precedente prima parte, pubblicata sul numero di gennaio 2018 di Fuori dalla Rete  e sul sito di Palazzo Tenta39, col titolo “Bagnoli Irpino 90 anni fa, terra di migranti e di infanzia negata”, ponevo in risalto  l’importanza  del recupero e la valorizzazione della memoria storica popolare attraverso la rilettura dei “Giornali di Classe” delle scuole elementari  che, pur riportando semplici notizie sulla vita quotidiana della scuola, accompagnati dalle  osservazioni dell’insegnante, con cadenza spesso  giornaliera, forniscono informazioni sull’inaugurazione dell’anno scolastico, le disposizioni ministeriali, le visite del dirigente scolastico  e di altre autorità, le ricorrenze civili e religiose, le feste scolastiche,  i dati sugli scrutini e sull’andamento scolastico di ogni singolo alunno.  Nella relazione finale dell’insegnante si trovano osservazioni sulla scuola, sull’edificio scolastico e l’aula, l’arredamento e i sussidi didattici, sulla biblioteca di classe e la mutualità scolastica, sulla frequenza degli alunni  e i problemi sulla sua continuità e, durante “il ventennio“, il tesseramento alle Organizzazioni Giovanili Fasciste.

Il fondo archivistico Marisa Cione.

Rodolfo Domenico Cione e Anna Melillo di Bagnoli Irpino custodi della memoria delle piccole generazioni bagnolesi.

La straordinaria  coincidenza che questi registri, invece di andare al macero, siano stati salvati  e custoditi,  per quasi un secolo, da parte  dell’ex direttore scolastico ed insegnante delle scuole elementari San Rocco, il prof Rodolfo Domenico Cione  e di sua moglie Anna Melillo, anch’essa docente presso lo stesso istituto,  ci permette di poter rivivere e ricostruire una parte della memoria  di Bagnoli Irpino ed in particolare di quelle giovani generazioni. Esse, cresciute nel ventennio fascista, dopo una sciagurata guerra, si dedicarono alla ricostruzione sociale e politica della, spesso dimenticata, parte della nostra meravigliosa  Italia che è l’Irpinia. Sono doverosi quindi i ringraziamenti miei (ma spero anche di tutti gli amanti di storia irpina e bagnolese) alla signora Marisa Cione di Bagnoli I, custode di una parte del l’archivio della famiglia Rodolfo Domenico Cione – Anna Melillo,  e sono onorato di aver avuto modo di accedere ed iniziare a censire questo prezioso patrimonio culturale, dandomi lo spunto per  questo  approfondimento sulla vita scolastica di BagnoliIrpino,  ed in generale dei piccoli paesi dell’Irpinia nel Ventennio  Fascista.

Un contributo che auspicherei fosse integrato con quello di altri studiosi  e che potrebbe esser di spunto per attività di attrazione culturale, da inserire in quel patrimonio già acquisito di meraviglie naturali e specialità agricolo-gastronomiche, che fanno parte dell’attuale offerta di accoglienza turistica locale.

Bambini che svengono in classe per la fame e il freddo…

I brani che riportiamo in corsivo sono tratti integralmente  dal Giornale di classe della prima elementare sez B. mista, di Bagnoli Irpino, chenell’anno scolastico 1931-32 fu ospitata in un edificio privato di via Bonelli, per ristrutturazioni in corso nella sede di Piazza San Rocco; a redigere il Giornale di Classe , la maestra  Elisa Gatti Frasca.

 9 settembre 1931. Primo giorno di scuola. Uno sguardo alla mia aula basta per comprendere quali inconvenienti presenta: e’ come si abitasse in un portone poiché la porta d’ingresso  si affaccia sulla strada, cosicchè nei mesi più rigidi maestra ed alunni staranno ben ventilati!…l’aula è una stanza di passaggio per i proprietari  e ciò sarà un elemento di distrazione ….le mura sono sudicie  per cui chiederò che siano imbiancate e che venga costruita una intelaiatura  che ci ripari dal  freddo  e impedisca agli alunni di distrarsi.”

9 gennaio 1932 L’aula è fredda  e il fuoco del braciere non si avverte affatto…gli alunni hanno continuamente le estremità gelate, per cui prestano poca attenzione! Quotidianamente v’è qualche bimbo che piange per il freddo  e che sono costretta a farlo rincasare prima dell’ora.

4 febbraio 1932 La neve e il freddo intenso continuano da molti giorni il,lavoro manca e la miseria si presenta in maniera assai dolorosa! Vi sono stati alunni colti da malore, perché digiuni , per cui siamo venuti nella decisione  di raccogliere  danaro fra gli stessi alunni e maestri e soccorrere , sia pure con una fetta di pane , gli scolari poveri.

8 febbraio 1932 Quotidianamente viene offerto agli alunni poveri  di ciascuna classe una fetta di pane  che sbocconcellano con gran piacere ed appetito!

Relazione finale. La scuola fu aperta il 9 settembre, il numero degli obbligati è 57, però ne furono iscritti 54 ma non tutti hanno rispettato la frequenza e i frequentanti si sono aggirati sulla quarantina.

Assistenza scolastica Numero 10 bambini poveri furono sussidiati  offrendo loro  libri  e oggetti di cancelleria ; nel periodo invernale fu  offerto ai poveri  anche una razione di pane…

Un tuffo doloroso nel mio passato famigliare.

Mentre scorrevo  le pagine  di questo polveroso registro, confesso  di essermi commosso sino alle lacrime, poiché quanto leggevo coincideva perfettamente con i dolorosi ricordi famigliari tramandatimi da mio padre  che in quel terribile anno s. 1931-32 frequentava le scuole elementari di Montella. Un anno terribilis per la famiglia Camuso, che parimenti a tanta  povera gente  subì i contraccolpi della Grande Crisi , del 29, scoppiata in America e giunta a farsi sentire in Europa in ritardo.

Gli effetti  devastanti di quella Crisi economica furono nascosti dal regime fascista  che quotidianamente, con un’accorta macchina di propaganda, esaltava le opere del regime. Effetti  disastrosi  che permisero l’avvento in Germania del nazismo, un movimento populista, demagogico e reazionario che ci condusse  alla seconda Guerra mondiale e i suoi orrori, l’Olocausto e l’ Atomica.

Doppiamente colpita, in quel 1931-32, la famiglia di mio padre Luigi Camuso che, privata forzatamente di  mio nonno Generoso Camuso, noto antifascista, inviato al confino, faceva i salti mortali per sfamare i suoi componenti, figurarsi se calzarli adeguatamente o acquistare  libri e quaderni per i più piccoli!

Le contraddizioni delle politiche demografiche del fascismo

I risultati di nove anni di politiche demografiche del Fascismo, premianti la natalità, sono riscontrabili dai dati provenienti dai registri di classe  di Bagnoli di quell’anno scolastico 1931-32: classi che straripano di alunni iscritti, anche se un po’  meno di frequentanti per i motivi che ho già sottolineato nel mio lavoro precedentemente pubblicato da Palazzo Tenta39, ovvero l’estrema necessità nelle famiglie più povere  di poter avere a disposizione tutte le braccia utili, comprese quelle dei bambini in età scolare per le attività lavorative, capaci di produrre un tozzo di pane per sfamare famiglie sempre più numerose.

In ogni caso, stipare oltre 40 bambini in un’unica stanza e seguirne per ognuno il difficile percorso formativo di base, era per le maestre un lavoro sicuramente arduo ma, come ricordavo nella prima parte di questo mio lavoro,  affrontato con forza d’animo d’altri tempi e, dobbiamo ammettere , motivate dalla convinzione che il Fascismo avesse intrapreso  una giusta via per una Istruzione nazionale di massa.

La maestra Fanora Gina nel Giornale della classe  1° mista  sez C di Bagnoli , a.s.1931-32 annotava che gli alunni iscritti erano ben 55 di cui frequentanti solo  42.  Non avendo altri dati a disposizione e presumendo l’esistenza di una sezione A e B, immaginiamo che vi fossero oltre centocinquanta bambini iscritti quell’anno alla sola  prima elementare, a cui aggiungere circa 30 per ogni classe seguente fino alla quinta , moltiplicati per entrambe le sezioni maschile e femminile. Un numero che superava in totale  i cinquecento bambini dipendenti  dalla direzionedidattica di Piazza San Rocco, di cui era incaricato il professor Rodolfo Domenico Cione. Un numero ,se rapportato  all’odierno impressionante calo demografico e la desertificazione di Bagnoli Irpino e di tantissimi altri paesi e città del Sud, che ci lascia un grande amaro in bocca e che pone molti dubbi sulle vere motivazioni di ciò, lasciandoci dubbi sul solito leit motiv,”- le coppie di oggi non hanno soldi per metter su famiglia!”.

Il 50 per cento dei bambini Bagnolesi, con la tessera di povertà.

Quale fosse  la condizione economica prevalente delle famiglie bagnolesi  lo si può desumere attraverso un analisi statistica comparata allo studio dei dati riportati sul Giornale di classe della 1 elementare sez C,  a.s. 1931-32, trascritti meticolosamnte dall’insegnante Fanora Gina, anch’essa  originaria di Bagnoli.

Nella sezione II del registro appaiono annotate accanto al nome di ogni alunno, la paternità ed altri dati anagrafici, anche  le condizioni di famiglia dove  ben 16 su 42 frequentanti, tra bambini e bambine, vivevano in uno stato di estremo disagio o di assolutà povertà. Se aggiungiamo che 13 alunni, pur iscritti, in quella classe non misero mai piede poiché le  loro famiglie avevano bisogno anche delle loro braccia per  racimolare un piatto di minestra al giorno, riteniamo che  su 55 bambini iscritti ben 29 provenissero da famiglie bagnolesi in estrema difficoltà economica.

Il 1932, l’anno in cui si spopolarono i paesi irpini della valle dell’Alto Calore.

Il grande Johnn Ford con il suo film Grapes of Warth ( versione italiana Furore, 1940) con la magistrale interpretazione  di Henry Fonda, raccontò l’esperienza di migliaia di migranti economici che nel 1929 si spostarono da un capo all’altro degli Stati Uniti per sfuggire alla carestia, alla disoccupazione  e ai soprusi. Dinamiche  simili, nello stesso periodo, sono riscontrabili nella storia di quegli anni dei paesi irpini attraverso le  rilevazioni demografiche che attestano  tra il 1931 e il 1932, nella maggior parte dei  paesi della valle dell’Alto Calore un  rilevante calo demografico .  Esso  è solo apparentemente in contrasto  con l’aumento della presenza di  bambini in età scolare iscritti in quegli anni in paesi come Montella, Bagnoli, Cassano,  (vedi nota 1 a piè pagina), ma chi conosce i meccanismi dell’emigrazione ed in particolare quella del Sud Italia, sa bene che a lasciare nei momenti di crisi il proprio paese sono  stati sempre  i capifamiglia, accompagnati magari dai figli in età “adulta”, mentre a casa si lasciavano mogli e figli piccoli, che in seguito avrebbero   potuto raggiungerli.  Bagnoli, con la sua particolare presenza di pastori ed agricoltori transumanti ebbe le sue piccole eccezioni , che come ricordavo nella mia prima parte videro  anche bambini di 6 e 7 anni seguire  greggi e genitori nelle migrazioni di uomini ed animali.

“…I fratelli D.P. Luigi  e Giuseppe assenti perché trasferitisi a Montella, D.C. Donato, N.Francesco, T.Antonio, B .Addolorata, e le sorelle N. Michelina e N. Rosa  durante il mese di dicembre sono emigrate in Terra di Lavoro …”( Giornale della classe 1° mista  sez C di Bagnoli , a.s. 1931-32)

Nelle pagine di cronaca scolastica dello stesso registro  troviamo riportate le difficoltà in cui questa maestra è costretta a barcamentarsi, tra le assenze per i tradizionali lavori agricoli e quelle dell’indigenza  in cui versano  gli alunni e le alunne e che non permettono loro di poter acquistare libri, quaderni e l’indispensabile pennino per scrivere su di essi, come anche l’impossibilità di pagare “la tassa” di lire 4 per aver diritto ad una pagella. Ad aggravare poi la situazione, quell’anno, ci si mise  anche  il Partito Fascista  che, attraverso il Ministro dell’Educazione Nazionale (ex Min. dell’Istruzione),  impose  l’adozione dei libri di  testo unici obbligatori  per tutte le scuole elementari italiane e scritti da un a commissione costituita dal regime fascista. Libri che arrivarono nelle scuole del Sud più povero con estremo ritardo, come riporta l’insegnante Fanora Gina:

7 dicembre 1931: riunione servizio in merito ai libri di testo

2 febbraio 1932 : Ho ricevuto oggi i quaderni e le pagelle gratis per gli alunni poveri della mia classe. I libri non sono ancora arrivati.

6 febbraio 1932 Ho ricevuto i libri per gli alunni poveri.

Ma il ritardo più abissale è quello con il quale ci si decise come corpo insegnante, Patronato scolastico e dirigenti locali delle associazioni giovanili fasciste,quali la ONB (Opera Nazionale Balilla) nel distribuire un tozzo di pane agli alunni poveri, che sedevano affamati tra i banchi

25 febbraio 1932: Riunione di servizio: propaganda fascista e proposta refezione alunni poveri.

8 marzo 1932 (Decimo anno dell’Era fascista): Si è iniziata oggi la distribuzione gratuita agli scolari poveri Nella mia classe ricevono la refezione  numero 6 alunni.

Se il popolo ha fame, sfamatelo con le tessere fasciste…

Una vera sopresa per me ritrovare tra le pagine del Giornale della classe  prima elementare sez C mista, un sottile foglio di colore giallo: è  il modulo mod 1 (tesseramento) dell’Opera Nazionale Balilla(per l’educazione fisica e morale della Gioventù- legge Aprile 1926 n2247)  che elenca i tesserati maschi (BALILLA) e femmine (Piccole Italiane) e il rispettivo numero di tessera. Sono ben 16 i Balilla e 15 le Piccole Italiane che  hanno “ spontaneamente “ chiesto di essere tesserate all’età di 6 anni. Quanto questo  fatto non sia stato di motu proprio ma bensì opera di persuasione  condotta dalle maestre, lo si evince da ciò che scrivono le stesse sui diari di classe su questo argomento . Che lo facessero di  loro spontanea volontà per adesione ideologica al Regime  o costrette dal giuramento di fedeltà al fascismo loro imposto dal 1929, pena il licenziamento, lo lasciamo al giudizio sulla libertà di opinione nei regimi totalitari.

Molti ricercatori, ben più autorevoli del sottoscritto,  mettono in luce  comunque il fatto che  gran parte delle insegnanti di scuola elementare, ed in particolare dei piccoli paesi del Sud, fossero per motivi anagrafici, nel periodo risalente alla Marcia su Roma , in procinto di conseguire il diploma o appena diplomate e che comunque  la avessero ritenuta un avvenimento entusiasmante e rivoluzionario. Non dobbiamo quindi scandalizzarci se  esse accettassero di buon grado quelle disposizioni ministeriali che invitavano a far della scuola, il pilastro della perpetuazione generazionale e dell’indottrinamento al regime  dei nuovi italiani e delle nuove italiane…, così come concepito dal filosofo Gentile e poi dal ministro fascista della Cultura Ricci, ideatore della ONB.

Dai giornali di Classe dell’anno scolastico 1931-32 delle scuole elementari di Bagnoli Irpino:

23 novembre“- ciò che mi colpisce  è la sporcizia che circonda i piccoli… Capelli arruffati, orecchie nere, mani sudixicie, giacche unte, mancanza assoluta del fazzoletto….inizio subito la battaglia contro la sporcizia.  Accarezzo l’idea dell’uniforme (quella fascista di giovane Balilla, NdR) e mi accingo a parlarne con le madri  pur sapendo gli ostacoli e dopo breve riflessione: sono costretta a cambiare idea e mi conviene iniziare subito il tesseramento.

21 dicembre – la lotta di persuasione  che dobbiamo sostenere con i genitori degli alunni  nei riguardi del tesseramento è quanto mai difficile. TUTTI indistintamente  sono restii a pagare la quota della tessera e solo dopo  una discussione agitata  che si riesce  nell’intento parzialmente poiché vi sono dei genitori ostinati  con i quali ogni tentativo  riesce infruttuoso.

Ed ancora su un altro registro rileviamo come  si riuniscano delle vere e proprie task forces didattiche  per organizzare la persuasione  al fascismo  di genitori ed alunni restii.

4 dicembre 1931 Riunione di servizio in merito alla ONB

5 dicembre  1931: ho commemorao  il “Divin Balilla” entusiasmando i piccoli…Ho ragione di credere  che le mie parole non siano state inutili….

21 dicembre 1931. Con l’attuale crisi economica e la disoccupazione invernale che quest’anno si fa sentire ancora più presto e più forte, non si può credere quanto lavoro e pazienza richieda  da parte di noi maestre, l’iscrizione alla Opera Nazionale Balilla. …nonostante ciò spero di iscrivere la maggioranza della mia scolaresca. Sono ricorsa  ed escogitato tutti i mezzi possibili…

31 genaio 1932 Dopo tanto lavoro Ho inviato oggi l’elenco deglia lunni tesserati: nel numero di 13 Balilla e 14 piccole italiane. Totale 27. Tenendo presente la disoccupazione, maggioritaria nella mia classe e tanti altri fattori , posso dirmi soddisfatta ma  spero di migliorare questo risultato…

3 marzo 1932 Dietro mio invito  si sono presentati stamane i genitori dei miei alunni  ai quali ho parlato più di un ‘ora sui benefizi  che il Fascismo apporta  giornalmente con i fatti  e le opere, soffermandomi sull’importanza della ONB….

La fascistizzazione della scuola

E’ sconcertante scoprire  attraverso la lettura dei registri scolastici dell’epoca, il ruolo  che il regime fascista impose al corpo insegnante di ogni ordine e grado, facendo sì che la scuola divenisse  il veicolo di propaganda  più subdola presso le giovani generazioni in via di formazione.Dopo la riforma Gentile del 1923, Il 25 marzo 1927 l’allora ministro dell’istruzione Pietro Fedele dichiarava di voler “fascistizzare la scuola”, educando la gioventù a “comprendere il fascismo” e a partecipare attivamente alla rivoluzione fascista”. Affinchè il controllo sulla vita giovanile fosse totalitario, dopo qualche anno il Ministero della Pubblica Istruzione fu ribattezzato Ministero dell’Educazione nazionale, ed il relativo  controllo dell’Opera nazionale Balilla.
Nel febbraio del 1929 veniva imposto ai maestri elementari il giuramento di fedeltà al regime fascista, obbligo esteso poi anche agli insegnanti di scuole medie ed università Nel novembre 1934 si stabiliva l’obbligo dell’uso della divisa per gli insegnanti nelle cerimonie pubbliche e soprattutto a livello locale, agli insegnanti elementari,  fu imposto di esser gli animatori ed il fulcro  delle attività delle organizzazioni
giovanili del regime dentro e fuori la scuola. (la vita scolastica nel regime fascista , http://www.storia900bivc.it/pagine/breia/breia1f.html)

Fu grazie a questo efficace lavaggio dei cervelli infantili che quegli stessi ragazzi, dieci anni dopo, andarono a morire nei deserti africani o nelle gelide pianure della Russia, senz’acqua e con scarpe di cartone, ma senza però mai mettere  in dubbio  il pensiero del Duce.Dovette giungere l’8 settembre per poter far cadere quella monolitica certezza ed accorgersi come il Fascismo avesse rubato loro anche l’infanzia.

L’iscrizione alla Gioventù Italiana del Littorio è stata  totalitaria…

E ‘ un amara constatazione quella che facciamo rilevando che , se nel 1931 vi fu ancora una buona percentuale di famiglie bagnolesi che rifiutarono di far iscrivere  i loro figli tra i Giovani Balilla,  10 anni dopo in piena guerra,  l’adesione  fu  ferreamente imposta come riportato sul registro di classe della quinta elementare di Bagnoli Irpino, a-s 1940-41 dal maestro, professor Rodolfo Domenico Cione nell ‘apposita sezione dedicata al tesseramento alle organizzazioni giovanili fasciste: “…il tesseramento è stato totalitario sin dalla loro iscrizione ..”.

Dietro questo dato che sembrerebbe un trionfo del Regime fascista  giunto alla soglia del ventennio,  c’è un’altra realtà  che ci consegna un altro registro di quinta, del successivo anno scolastico 1941-42 dove, nel  prospetto relativo al piccolo bagnolese N. Salvatore , nato nel 1928, figlio di Domenico e P.Concetta, accanto alla voce “assente agli esami” troviamo una motivazione  emblematica: “ritiratosi il 26 gennaio 1942 XX E.F.poiché privo di indumenti e di  calzature” .   Il piccolo Salvatore, figlio quasi sicuramente di un pastore di capre è il simbolo di quell’italia povera e stracciona che, spinta dalla follia di un Mussolini  in vena di condottiero romano  faceva  la guerra ad altra povera gente , pastori ed agricoltori anch’essi, sui monti della Grecia o nelle pianure della Russia.
Ma di questo ne parleremo in maniera più particolareggiata nella terza parte di questo lavoro.

Antonio Camuso

Archivio Storico Benedetto Petrone
Fine seconda parte

(da Fuori dalla Rete, Aprile 2018, anno XII, n. 2)


Nota 1 a piè pagina: Il rilevamento storico  statistico  di Bagnoli Irpino, Montella  e Cassano Irpino vede questi paesi decrescere la loro popolazione  in numero rilevante nel decennio tra il 1921 e il 1931 con questi dati : Bagnoli  Irpino da 4000 abitanti a 3400, Montella  da 8000 a 7250, Cassano irpino da 1800 a 1600.


DOCUMENTI STORICI

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