Comuni in ritardo, il Ministero si riprende i finanziamenti

Il Quotidiano del Sud

Anche Bagnoli nell’elenco dei Comuni a rischio finanziamento.


Anche se i soldi non sono così tanti, i Comuni non riescono a spenderli. Finanziamenti erogati secondo la norma Fraccaro nel 2020 per le annualità 2021-2024 destinati all’efficientamento energetico, all’illuminazione pubblica, il risparmio energetico degli edifici di proprietà pubblica e di edilizia residenziale pubblica nonché all’istallazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, per lo sviluppo territoriale sostenibile, la modalità sostenibile, l’adeguamento e messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale e per l’abbattimento di barriere architettoniche.

Insomma risorse per tutte le esigenze e facilmente traducibili, da parte dei tecnici amministrativi, in interventi ma dai report generati dal sistema di monitoraggio del Ministero dell’Interno sono emerse per 44 Comuni irpini, (fra cui anche Bagnoli Irpino con due progetti del valore rispettivamente di € 100.000,00 e € 50.000,00 ndr), “irregolarità”, ritardi di tipo diverso: “L’Ente ha avviato le opere oltre i termini previsti; l’ente non ha provveduto ad utilizzare nei termini previsti il finanziamento concesso in quanto non risultano Cup associati al citato finanziamento; l’Ente ha provveduto ad utilizzare parzialmente il finanziamento concesso; l’Ente non ha proceduto al corretto inserimento dei dati nel sistema di monitoraggio previsto.” L’inizio dei lavori sarebbe dovuto avvenire nello stesso anno di erogazione del contributo. Ma non è andata così, molte amministrazioni -vedi tabella- che ora rischiano di perdere risorse che sono state già inserite nei loro bilanci. Il Ministero dell’Interno ha avviato infatti il procedimento amministrativo per la revoca dei finanziamenti. Opere che se già avviate potrebbero restare incomplete. Nel caso di finanziamenti di interventi, con più annualità di contributo, il Ministero dell’Interno, fermo restando l’erogazione del 50% della prima annualità previa verifica dell’avvenuto inizio dell’esecuzione dei lavori attraverso il sistema di monitoraggio, eroga infatti sulla base degli stati di avanzamento dei lavori restanti quote di contributo, prevedendo che il saldo, nella misura del 20% dell’opera complessiva, avvenga dopo la verifica della completa ultimazione dei lavori.

A questo punto viene da chiedersi: se la capacità di spesa dei Comuni è così lenta, se c’è la capacità di progettazione e di esecuzione, come sarà possibile e in che modo utilizzare i fondi del PNRR che richiedono progetti ben più complessi di quelli per l’efficientamento energetica di una scuola, progetti che per la loro importanza andrebbero calati su un territorio che va oltre il confine del Comune?

Il Quotidiano del Sud

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