Futuro sospeso per il Laceno. La parola al Consiglio di Stato

Laceno

Continua la battaglia legale, senza nuove prospettive.

Futuro sempre incerto per l’Altopiano del Laceno. Gli ultimi in ordine di tempo ad accendere i riflettori sono stati i vertici della Uisp, che qui hanno organizzato la festa della montagna. La neve la si può vedere, certo, ma rigorosamente fuori pista: le seggiovie sono chiuse, gli impianti fermi, in attesa della sentenza presso il Consiglio di Stato, a cui ha fatto appello il Comune, in una battaglia legale con la società di gestione degli impianti. Il giudizio atteso per il primo febbraio, sarà ufficiale nei prossimi giorni: la discussione è stata sperata per entrare nella fase dell’analisi delle relazioni presentate dall’Amministrazione comunale.

Al centro della diatriba, resta una storia molto complicata, fatta di battaglie a colpi di carte bollate tra il Comune e società. Si parte dalla necessità di utilizzare i finanziamenti del Por Campania Fers 2007-2013 per l’ammodernamento degli impianti di risalita, quindi la diffida della società Giannoni per la consegna al Comune delle aree interessate dai lavori.

Tutti i passaggi successivi sono stati sempre improduttivi sul fronte di un accordo. Al centro di questa storia il futuro del Laceno, una risorsa inestimabile non solo per l’Irpinia, ma dell’Italia meridionale, in quanto stiamo parlando dell’unica stazione sciistica del Sud.

«Il Laceno vive una situazione emergenziale: perciò abbiamo inteso dare una risposta, per fare in modo che questa settimana sia un evento a disposizione della comunità. Ma ci vuole un intervento più strutturato e durevole nel tempo. Guardiamo all’intera stagione: il Laceno va trattato come un’emergenza non solo dell’Irpinia ma dell’intero meridione. Non può essere lasciato da solo: l’augurio è che anche altri presentino proposte e che si giunga ad un’attività strutturata».

Così ha detto Ivo Capone, presidente Uisp Campania, che, come dicevamo, ha inteso accendere i riflettori sulla montagna dell’Irpinia, con il doppio appuntamento che si è svolto dal 28 gennaio al 4 febbraio.

«Ho certezza che c’è un finanziamento per rinnovare gli impianti ma ho anche la certezza che fino a quando le aree saranno in mano ai privati non ci potrà essere alcun finanziamento – ha invece detto il sindaco Nigro -. Abbiamo deciso di fare una scelta semplice ma coraggiosa: rientrare nella disponibilità delle aree per far sì che già dal prossimo inverno gli impianti possano tornare a funzionare. Nel giro di un paio d’anni al massimo potremo dotare il Laceno di strutture moderne. Nel frattempo, già dall’invero prossimo, si tornerà a sciare utilizzando l’esistente. Per quest’anno stiamo pensando ad un progetto, con il coinvolgimento dei privati, per realizzare una pista di pattinaggio, una struttura di geoski, dove poter far divertire i bambini con gli sci, il bob, il tubing, ma anche proporre attività escursionistiche».

Non si sa se tutto questo sarà possibile: in mezzo al guado restano gli operatori dell’altopiano, con tutto il loro carico di scetticismo. Ci sono iniziative imprenditoriali il cui bilancio è fallimentare, resiste la gastronomia, ma l’accoglienza alberghiera è ai minimi, come è ovvio che sia.

Tra i tanti litiganti, nessuno sembra godere, mentre il Laceno appare svuotato dei suoi contenuti, e negato a questa terra.