L’immobilismo estatico della nostra Irpinia

Caffè letterario

Gli studenti della classe V Informatica e Telecomunicazione, IISS “Rinaldo D’Aquino” di Montella, narrano le bellezze e le problematicità del loro territorio con un atteggiamento  di amore e disincanto.


Inoltrandoci nel territorio montano dell’Alta Valle del Calore ci troviamo in una delle valli più belle d’Italia con i monti del Terminio, della Acellica e del Raiamagra che le fanno da cornice con le sue acque zampillanti dalle mille sorgenti, il verde dei prati e la natura rigogliosa. Questa antica terra è ricca di tradizioni, riti, usanze, maestranze e sapienze letterarie, culinarie, culturali e spirituali: ombre taciturne di civiltà diverse e vestigia di un passato storico mai dimenticato. Un tempo qui scorreva la mitica strada Paestum-Manfredonia, l’unica che permetteva di passare dal Tirreno all’Adriatico, e viceversa, senza inoltrarsi in zone impervie; oggi la valle è attraversata dall’importante arteria di comunicazione la SS 7 – Ofantina Bis, che favorisce  i traffici commerciali tra il capoluogo di provincia, l’alta Irpinia, il salernitano (Contursi) e i collegamenti interni verso le grandi coltivazioni del vino Taurasi. Un crocevia importante tra le aree urbane e quelle rurali, tra le zone di mare e quelle montane. Il miglioramento della rete viaria ha influito tanto sullo sviluppo dell’entroterra irpina che, per le sue caratteristiche orografiche, è stata in passato tagliata fuori dal circuito socio-economico, fissandola come afferma Carlo Levi in una dimensione arcaica “di antichissima sapienza e paziente dolore”.

La civiltà contadina ha caratterizzato da sempre il modus operandi delle genti irpine  e solo in tempi più recenti il processo di industrializzazione ha interessato i nostri borghi. Tuttavia, sono ancora poche le realtà industriali che, insediatesi pelopiù dopo il terremoto dell’Ottanta a ridosso della valle dell’Ofanto, producono beni e servizi non strettamente correlati alla tipicità del nostro territorio, motivo per cui alcune aziende sono state delocalizzate oppure chiuse perché incapaci di sostenere i costi per la materia prima e i trasporti. Per intenderci, finora non si sono create delle grosse filiere agroalimentari capaci di trasformare  e confezionare  prodotti del territorio, anche se ci sono delle piccole e medie aziende che lavorano sotto lo stesso breed per valorizzare prodotti di nicchia, come il grano irpino, un grano di collina considerato superiore a quello di pianura, ed altri prodotti collegati con la pastorizia e la castanicoltura di antica tradizione .I boschi che ammantano le pendici dei monti Terminio-Cervialto sono ricchi di castagneti che, con i loro tronchi ritorti e nodosi, offrono un impatto paesaggistico notevole e una produzione che ha acquisito il marchio di qualità de  La castagna di Montella Igp, considerata tra le migliori prodotte in Italia per le proprietà organolettiche, per il sapore intenso e la genuinità del prodotto. Il settore agro-alimentare, comprendente sia le attività del settore primario (coltivazione, silvicoltura, allevamento da carne e da latte, attività di estrazione e minerarie, ecc.) sia quelle del settore industriale relative al comparto alimentare (industria della carne, caseifici, oleifici, industrie legate alla produzione, lavorazione e vendita delle castagne I.G.P., etc.), rappresenta una componente minoritaria sia per ciò che concerne le unità attive che gli addetti.

Dall’analisi economico-produttiva dei dati ISTAT, nella maggior parte di questi comuni, il settore che delinea la più alta concentrazione di attività e addetti è quello dei servizi, con una percentuale media, rispettivamente, del 63% e del 64%.

Dai grafici a torta si evince un’economia  territoriale ancorata al lavoro impiegatizio, al famigerato <posto fisso>, un clichè probabilmente scaturito da un retaggio culturale di stampo conservatore che vede protagonista la classe dirigente che, per mantenere i propri privilegi, ha attuato una politica clientelare e un immobilismo estatico. Come affermava Salvemini, il Sud è stato un serbatoio di voti. E oggi, la cultura del non cambiamento , paralizza ancora i nostri giovani che hanno paura ad investire le proprie risorse professionali ed economiche , cercando lavoro altrove.

Tornando alla nostra analisi, andiamo ad attenzionare il settore turistico: soprattutto nei comuni di Bagnoli Irpino e Montella i servizi di alloggio e ristorazione sono una realtà produttiva importante. In particolare, il comune di Bagnoli presenta una concentrazione molto ampia di strutture ricettive, circa il 22% delle unità attive e un congruo numero di operanti, per la presenza sul territorio del comprensorio turistico del Laceno. Un tempo dimora dell’Accademia Pontaniana, oggi Bagnoli si dimostra anche un’ottima località hi-tech: da alcuni anni è sede di una delle aziende leader in Italia nel campo informatico, ACCA Software, che produce software per l’edilizia, architettura e ingegnerie, con un impiego nel settore di oltre 200 dipendenti, molti giovani laureati, che altrimenti avrebbero dovuto cercare fortuna altrove, lontano da questi luoghi incantevoli e incontaminati. Nata come una start up, come azienda di piccole dimensioni che si è lanciata sul mercato sull’onda di idee innovative nel campo della tecnologia, è diventata in pochi decenni grazie al genio creativo e lungimirante dei fratelli Cianciulli una grande azienda non solo in territorio italiano, ma anche internazionale con una finestra aperta in tutti i continenti. L’azienda “Acca” nasce da una straordinaria intuizione di Guido Cianciulli che, in un territorio devastato dal terremoto, ha trovato “motu proprio” le ragioni di una rinascita. L’azienda si avvale della materia umana, delle capacità intellettive dei giovani che da un posto così remoto comunicano e interagiscono a livello globale. Oggi chi apre un’impresa costituisce un forte baluardo contro lo spopolamento dei nostri borghi e contro la fuga di cervelli e intelligenze dal Sud: solo creando nuove possibilità di lavoro contribuiamo allo sviluppo sociale delle nostre comunità. Acca ha tracciato una strada che nel prosieguo è d’obbligo continuare: l’azienda al passo con i tempi  e che spesso li anticipa. Così come Acca, l’azienda del futuro è improntata alla tecnologia, all’innovazione ed alla internazionalità. A tal proposito, da qualche mese si sta parlando del “ Piano strategico di sviluppo della piattaforma tecnologica per la mobilità sostenibile e sicura <Borgo 4.0> approvato il 22 aprile scorso. L’ideatore di questo progetto è l’imprenditore napoletano,  originario di Lioni, Paolo Scudieri  presidente dell’ANFIA. Il progetto prevede una sperimentazione, tramite l’ausilio della tecnologia 5 G, della guida assistita senza pilota per la macchina del futuro, dove vediamo protagonista l’alta Irpinia .Questo è un segnale forte che le imprese dovranno cogliere per far ripartire le attività produttive di ricerca e sviluppo della filiera “automotive”.

L’auspicio è  di  sensibilizzare i giovani alla cultura d’impresa, a investire sul territorio, costruendo delle reti interattive tra enti comunali,  privati e associazioni, ciò che viene comunemente chiamata <sussidiarietà orizzontale >.

Alunni della classe V  Informatica e Telecomunicazione, IISS “Rinaldo D’Aquino”di Montella


(Le due foto di copertina sono di Rino Figliuolo)

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