Svimez 2023: in una Campania da Medioevo l’Irpinia perde 27 mila residenti in dieci anni

Rassegna stampa

Irpinia a crescita zero e con 27mila residenti persi in dieci anni.

I rapporti Svimez e Unisannio

In un Mezzogiorno che non cresce le Aree Interne sono quelle in posizioni più critica per mancanza di investimenti industriali e produttivi. Lo dicono i rapporti della Svimez e dell’Unisannio che sottolineano il dato dell’Irpinia: persi 27mila residenti in dieci anni

È una Irpinia a crescita zero con 27mila residenti persi in dieci anni quella descritta dalla Svimez e dall’Unisannio. In un Mezzogiorno che non cresce, segnando un Pil in territorio positivo appena dello 0,4% – la metà della media italiana – le Aree Interne sono quelle in posizione più critica. Mancano gli investimenti industriali e produttivi, ma soprattutto la filiera dei contratti è troppo precaria per sostenere i consumi. I rapporti della Svimez e dell’Unisannio conclamano una recessione sostanziale, che per il momento non viene dichiarata solo grazie agli investimenti pubblici collegati al PNRR

https://www.itvonline.news/2023/12/06/irpinia-a-crescita-zero-e-con-27mila-residenti-persi-in-dieci-anni-i-rapporti-svimez-e-unisannio/


Svimez 2023: nella catastrofe del Sud, una Campania da Medioevo

Crescita dimezzata rispetto al Nord e una contrazione del reddito doppia. Sono 2,5 milioni le famiglie in povertà. Un laureato su due emigra. Il 70% delle donne delle nostra regione senza lavoro, il dato più basso d’Europa dove la media è 72.5%. Un asilo nido per 6 bambini su 100

Sud sempre più povero e con sempre meno prospettive per il futuro. Ai giovani non resta che emigrare, soprattutto per chi ha investito sulla formazione. La disoccupazione rimane a livelli allarmanti, sopratutto quella femminile. In termini generali, cresce il divario con il Nord, a causa del diverso andamento dei consumi. Entrando nei dati, si registra una contrazione del reddito disponibile delle famiglie meridionali del 2%, doppia rispetto al Centro-Nord.

Pur se il Pil nazionale è in aumento dello 0,4% nel 2023, il Mezzogiorno registra una crescita dimezzata rispetto al Centro-Nord che invece si attesta al 0,8%, al di sotto del dato nazionale che si ferma al +0,7%. Secondo la Svimez, l’incremento dell’occupazione, maggiore al Sud che nel resto del Paese, non basta ad alleviare il disagio sociale in un contesto di diffusa precarietà bassi salari. Salari, lavoro povero ed emigrazioni giovanili sono, secondo Svimez, “le questioni più urgenti”.

Nel Mezzogiorno, la povertà assoluta tra le famiglie con persona di riferimento occupata è salita di 1,7 punti percentuali tra il 2020 e il 2022, dal 7,6 fino al 9,3%: quasi una su 10. In generale nel 2022, sono 2,5 milioni le persone che vivono in famiglie in povertà assoluta al Sud: 250.000 in più rispetto al 2020 (-170.000 al Centro-Nord). Ma sono le condizioni della Campania in particolare a risultare drammatiche. Il tasso di occupazione femminile è il più basso d’Europa e l’emigrazione selettiva, soprattutto di giovani laureati, depaupera la regione del suo futuro.

E per finire, l’atavico problema dell’emigrazione di giovani laureati. Secondo il rapporto Svimez un laureato su due è destinato a emigrare al Nord o all’estero, capitale umano pronto a fare le fortune lontano da casa. Il 70% delle donne in Campania è senza lavoro, ovvero il dato più basso di tutta Europa dove la media di occupazione femminile è, al contrario, del 72.5%.

A determinare questa situazione è in particolare l’inadeguatezza dell’offerta sui servizi per la prima infanzia: solo 6 bambini su 100 hanno la possibilità di usufruire di un asilo nido in Campania, la media imposta dall’UE agli albori del nuovo millennio fu del 33%.

https://www.orticalab.it/Svimez-divario-Nord-Sud-disoccupazione-emigrazione-lavoro-Campania-poverta

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