L’incontro tra le sette aree interne della Campania è l’occasione per fare il punto con il neo assessore regionale al turismo, Enzo Maraio. Da Palazzo Santa Lucia arriveranno oltre quattro milioni di euro per i sette ambiti di «Campania Interna», riuniti ieri a Contursi Terme per programmare le prossime mosse e muoversi come brand.
Tra le criticità dovute al ridisegno dei comuni montani e una Regione spaccata tra l’overtourism di Napoli e le briciole per molti altri, Maraio indica le prime contromisure: «La risposta all’overtourism in Campania è portare turisti e visitatori nelle aree interne». Sembrerebbe un vecchio adagio, ma oggi l’assessore sottolinea il ruolo che può avere l’aeroporto di Salerno: «Che serve a tutti i territori e su cui bisogna continuare a credere. L’aeroporto è una realtà, un processo irreversibile. Però dobbiamo capire che le regole dei flussi e dell’economia vengono dettate dalla domanda. E quindi noi dobbiamo costruire un’offerta valida. Mettere insieme le Dmo, e non creare inutili doppioni, è una strada».
I fondi per la Campania interna, i 4 milioni, andranno sul marketing e promozione per le sette aree tra cui quella dell’Alta Irpinia. Un brand. «E in generale bisogna mettere in campo progetti e iniziative forti, non parcellizzare l’offerta turistica e le strategie promozionali. Non servono centinaia di siti internet, uno per ogni Comune». Ultimo passaggio sottolineato anche in virtù della delega alla transizione tecnologica.
L’assessore entra poi nello specifico: «In Campania ci sono troppi periodi senza eventi e troppi periodi con una grande quantità di appuntamenti che si sovrappongono, è una stortura». Questi mesi ben rappresentano il primo caso, in effetti. Da Maraio la conferma dello stop ai finanziamenti su turismo ed eventi come li abbiamo conosciuti fino ad ora, le aggregazioni dei 5-6 Comuni per ottenere risorse «che nella maggior parte dei casi non portano a nulla». E c’è la necessità «di avere la certezza delle somme stanziate un anno prima e non un mese prima della stagione estiva».
Difficile avviare la riorganizzazione nel 2026, ma dall’anno prossimo si provvederà diversamente, assicura l’assessore. Che aggiunge: «Ho avuto critiche dalle Proloco, ma i fondi dedicati alle associazioni raddoppieranno».
Per l’Alta Irpinia parla il sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi e presidente dell’area interna, Rosanna Repole. In sala anche il Consorzio turistico Bagnoli-Laceno con il direttore Angelo Mattia Rocco. Per Repole «l’idea di cambiare il funzionamento dei cosiddetti Poc è ottima. A nessuno servono fondi che mediamente vengono erogati dopo due o tre anni e aggregazioni obbligate per raggiungere piccole somme. Serve, come ha detto l’assessore, una visione di ampio respiro per mettere i territori nelle condizioni di poter esser attrattivi. Tra i venticinque Comuni dell’Alta Irpinia avremo grandi occasioni nei prossimi mesi, da Laceno fino al comparto museale e archeologico. Mettendo poi insieme risorse regionali e statali saremo finalmente in grado di creare un’offerta che possa entrare nelle fiere di settore. E intanto bene il brand Campania Interna. Ma per crescere – aggiunge – sarà fondamentale il ruolo dei privati».
E un esempio è quello delle iniziative sull’altopiano del Laceno, dove la sinergia pubblico-privato ha funzionato negli ultimi due mesi anche senza le condizioni chiave per una località montana: senza neve, per intendersi. In ogni caso ieri un passo deciso verso un’intesa operativa tra Aree Interne della Campania: Alta Irpinia, Alto Matese, Cilento Interno, Fortore Beneventano, Sele Tanagro Alburni, Tammaro Titerno e Vallo di Diano, in sinergia con la alla Comunità Montana Vallo di Diano, capofila del progetto di comunicazione coordinata.

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