Una guida pensata per accompagnare pellegrini, escursionisti e viaggiatori lungo i 320 chilometri del Cammino di Guglielmo, articolato in quindici tappe tra Campania, Basilicata e Puglia. È la nuova pubblicazione illustrata presentata al Circolo della Stampa di Avellino, realizzata dopo due anni di lavoro per offrire uno strumento pratico a chi sceglie di percorrere uno degli itinerari di turismo lento del Mezzogiorno.

All’interno trovano spazio la storia del percorso, cartine, coordinate GPS, informazioni sui servizi, strutture ricettive e punti di ristoro, con l’obiettivo di rendere più accessibile un cammino che attraversa boschi, sorgenti, abbazie, santuari e piccoli borghi, valorizzando territori spesso esclusi dai tradizionali circuiti turistici.

La guida rientra tra le azioni del progetto PNRR “Attrattività dei Borghi – Linea B”, promosso dal Ministero della Cultura nell’ambito del programma di rigenerazione culturale e sociale avviato nel 2023 grazie alla candidatura elaborata dalla start-up irpina Ruralis per conto dei Comuni di Chiusano di San Domenico, capofila, e Ospedaletto d’Alpinolo.

Il Cammino è dedicato a Guglielmo da Vercelli, nato intorno al 1085, che ancora adolescente intraprese il pellegrinaggio verso Santiago de Compostela e, rientrato in Italia, fondò l’Abbazia di Montevergine nel 1124 e quella del Goleto nel 1133. L’itinerario porta il suo nome per raccontarne il percorso umano e spirituale, prima ancora della santità.

Durante la presentazione è stato ricordato come il progetto, nato nel 2012, attraversi oggi tre regioni, cinque aree parco e oltre trenta comuni. È già inserito negli Atlanti dei Cammini della Campania e della Puglia, mentre è in corso la valutazione per l’inserimento anche in Basilicata. Negli anni ha raccolto oltre cento protocolli d’intesa con Comuni, enti parco, diocesi, associazioni e operatori dell’accoglienza.

Dal giugno 2025 il percorso è sostenuto dall’Associazione Cammino di Guglielmo APS, presieduta dall’Abate di Montevergine Don Riccardo Guariglia.

«Il Cammino rientra in un’idea di turismo lento, che mette l’uomo in relazione con l’ecosistema che lo ospita. È un modo per ritemprare il corpo e lo spirito, recuperando il rapporto tra persona e ambiente», ha affermato l’Abate Guariglia.

Per il sindaco di Chiusano di San Domenico, Carmine De Angelis, «Guglielmo è stato un uomo alla ricerca, un errante che ha trasformato il viaggio in una scelta di vita. Il Cammino nasce dalla consapevolezza che non si procede mai da soli: si cammina insieme, condividendo esperienze e costruendo comunità».

Un ricordo è stato dedicato anche a Dario Bavaro, già presidente di Irpinia 7X e tra i promotori delle prime esperienze del Cammino, scomparso nei mesi scorsi. È stata richiamata una sua testimonianza del 2012: «Non sapevamo ancora che stavamo mettendo le prime radici del Cammino di Guglielmo. In questi anni abbiamo continuato a seminare passi condivisi».

Il sindaco di Ospedaletto d’Alpinolo, Luigi Marciano, ha sottolineato il legame del territorio con Montevergine e con gli antichi sentieri della juta, mentre don Salvatore Sciannamea ha definito il Cammino «un’esperienza di incontro, fraternità e riscoperta della natura, capace di unire il viaggio esteriore a quello interiore».

Il coordinatore del progetto, Angelo Verderosa, ha ripercorso la nascita dell’iniziativa, sviluppatasi dal 2012 fino al Protocollo d’Intesa sottoscritto nel 2023 a Montevergine, considerato l’atto fondativo del progetto condiviso tra Comuni, Parchi, Diocesi e associazioni delle tre regioni attraversate.

Con la nuova guida il Cammino di Guglielmo si dota di uno strumento aggiornato per accompagnare i pellegrini lungo un itinerario che unisce storia, natura e spiritualità, rafforzando un progetto che punta sulla valorizzazione delle aree interne e sulla crescita del turismo lento come occasione di sviluppo per i territori.

https://www.camminodiguglielmo.it/guida-stampata/

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