Nota bene: A scanso di equivoci, quanto segue non è per difendere qualcuno a me vicino (leggete i firmatari della lettera) o altri, né tantomeno si vuole attaccare una parte piuttosto che l’altra. È una questione di PRINCIPIO. Dato che reputo irrazionale l’attacco kamikaze volto a screditare senza alcun motivo, questo è il mio personale punto di vista. Gli antieroi non mi sono mai piaciuti granché e Camelot non ha bisogno di sedicenti profeti che, in fin dei conti, sono solo degli avvelenatori di pozzi senza né arte né parte (consiglierei di prendere in considerazione un consulto su Unobravo.com).
A Camelot non ci si annoia mai e c’è sempre qualcosa di divertente e surreale da leggere. Tuttavia, inizia a stancarmi un po’ questa “provocazione fine a se stessa”.
Leggevo della vicenda multe in piazza e mi sono soffermato su un particolare punto di vista. Si partiva da un paragone cinematografico per arrivare a una conclusione molto pesante: dare la colpa ai commercianti e al “bagnolese medio”. Interessante, tuttavia….
Il passaggio logico è debole: Il punto centrale dell’articolo è che l’applicazione rigida delle regole metterebbe in difficoltà le attività. Tuttavia, da qui si salta direttamente a un’accusa ancora più forte: i problemi deriverebbero da anni di cattiva gestione dei commercianti. Questo collegamento, però, non viene dimostrato in alcun modo. Sono due piani diversi: una cosa è una scelta amministrativa recente (legittima), un’altra è la storia economica di attività che esistono da decenni. Parliamo di attività che, nonostante tutto, resistono da anni: ridurre tutto a “fallimenti” è una semplificazione poco credibile.
In più, se il problema viene segnalato oggi e non in passato, forse il nodo non è una presunta “incapacità gestionale” (accusa piuttosto pesante), ma una mancanza di buonsenso e di tolleranza nell’applicazione delle regole e nel rispettarle. Sapete, si può essere anche un tantino flessibili ma capisco che l’attuale governo italiano un po’ vi riapre quello spirito nostalgico di tempi ormai andati…
Pertanto, se si vuole giudicare o criticare, non basta urlare accuse: bisogna partire dai fatti, immergerli nel contesto in cui essi accadono, distinguere i piani e spiegare i legami di causa ed effetto. Se non lo si fa, o si è in malafede (uhm, uhm uhm), oppure molto più semplicemente non si è in grado.
Resto dell’opinione che sia necessario un confronto tra le parti in causa, perlomeno per cercare un compromesso o una soluzione. Parliamoci chiaramente, non è che il paese è così tanto trafficato dal dover evitare ingorghi e problemi di viabilità incredibilmente complessi, quindi una soluzione si può trovare (e magari cercare chi parcheggia h24 in piazza/via De Rogatis per sedersi sulle panchine in piazza).
Tuttavia, e la chiudiamo qui, aspetto di conoscere questi “miglioramenti da apportare” alle attività commerciali (perché quelle non sono parole provocatorie, non sia mai), magari a Camelot abbiamo anche qualche genio del marketing e dell’imprenditoria e ce lo siamo perso.
Il tamburo suona forte, ma non conosce la musica.
Gianpaolo Iuliano

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