Siamo realisti oggi il Laceno rappresenta l’unica stazione turistica montana della Campania, eppure dobbiamo ammetterlo è un centro turistico allo sbando, senza una meta; come un animale ferito che non riesce a trovare la strada, che di tanto in tanto si lecca le ferite grazie a qualche contributo statale o alle speculazioni di qualche “avventuriero”. È l’ora di rimboccarsi le maniche. Noi del This facendo nostre alcune proposte di un giovane laureato napoletano (Lucio Natale), cerchiamo con queste di sensibilizzare gli organi competenti, le associazioni, gli operatori turistici e la popolazione locale affinché tutti insieme si possa fare qualcosa. Per un ulteriore sviluppo del Laceno si auspica pertanto:
- Graduale ma deciso cambiamento dell’attuale tipologia turistica da sciistico ricreativa a naturalistica-scientifica
- Sistemazione del bacino lacustre dal punto di vista della capacità idrica, dell’accessibilità della flora e della fauna;
- Coordinamento degli interventi pubblici e privati da parte di un comitato composto dai rappresentanti di associazioni locali impegnate sul tema: sindacati, partiti, enti pubblici, istituzioni, operatori turistici e popolazione;
- Valorizzazione di tutte le potenziali attrattive turistiche del comune di Bagnoli strutturata in seguito a studi effettuati con la collaborazione della scuola e di esperti;
- Miglioramento della viabilità e dei servizi pubblici in genere;
- Elaborazione di un nuovo look turistico per il Laceno, che possa far identificare con immediatezza all’utente, cosa offre questa località. In merito si suggerisce: a) identificazione di un animale da difendere (animale totem) al fine di beneficiare della sua carica simbolica; b) istituzione di caratteristici punti vendita dei prodotti locali; c) maggiore attenzione verso l’architettura del luogo, da armonizzare con il panorama circostante:
- Maggiore consapevolezza che l’impatto delle masse turistiche può compromettere l’equilibrio del territorio in particolar modo per ciò che riguarda l’inquinamento in tutte le sue forme;
- Miglioramento della qualità dei servizi offerti ai turisti e della professionalità offerta dagli operatori turistici, al fine di garantire un’accoglienza che possa far parlare di sé;
- Stimolare tutte quelle iniziative in grado di attrarre un turismo equamente distribuito durante l’arco dell’anno. Si suggerisce in particolare: a) accordo con le scuole per realizzare una serie di “incontri con la natura” a beneficio dei ragazzi troppo spesso lontani dalla coscienza e dal rispetto di questa; b) iniziative gastronomiche d’eccellenza in periodi diversi da quelli delle sagre, c) organizzazione di convegni e meeting.
- Reinterpretazione dell’attuale sistema neve.
Infatti, la difficoltà del Laceno a decollare come località turistica è racchiusa anche in quest’ultimo dato, in quanto si è voluto creare qui un popolo di sport invernali laddove non potranno mai essere apprezzati se non da un pubblico dilettantistico od interessato alla praticità delle piste innevate. Il Laceno se invece intende rinascere dal punto di vista turistico, dovrebbe pensare un po’ di più a quella quota di naturalisti in quanto essi non si servono del territorio ospitante bensì lo curano e lo contemplano come fosse loro.
Lo stesso discorso andrebbe fatto per le grotte del Caliendo, quest’ultime data la loro morfologia creano numerosi problemi per un eventuale attrezzamento turistico, ma in attesa che vengano stanziate le rilevanti somme per consentire chi lo desideri di poter ammirare tali bellezze nascoste, nessuno avvia serie iniziative per promuovere un avvicinamento del (già visto episodicamente) “turismo scientifico” sicuramente meglio disposto a qualche disagio di accesso. Lo sfruttamento delle cavità naturali verso un’utenza specialistica ha quale intento quello di far confluire in zona speleologi, geologi e anche paleontologi. Per cui, di conseguenza, si potrebbe creare intorno a questa iniziativa, un livello minimo di infrastrutture del tipo: centro informazioni e coordinamento turistico, centro studi e ricerche, di sicuro interesse dal punto di vista occupazionale, non solo diretto, ma anche volto a ravvivare le strutture alberghiere esistenti. Infine, una piccola ma per noi geniale proposta è quella dell’animale “totem”, vi immaginate i vantaggi economici ma soprattutto di immagine, della creazione di un animale simbolo del Laceno.
Quindi allo stato attuale delle cose, per il Laceno urge un intervento che faccia entrare nei circuiti turistici questa località dalla porta principale, le possibilità ci sono ora non ci resta che muoverci.
This Informazione Anno II Numero 9 (domenica 4 luglio 1993) – (da Fuori dalla Rete Dicembre 2025 Anno XIX n. 4)

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