Festa, l’ex parà di Bagnoli che vive sotto scorta il suo thriller mozzafiato pubblicato da Piemme

Entra nella scuderia di Piemme, gruppo Mondadori, Pioggia salata. È il libro dell’ex parà avellinese Massimiliano Festa. Pubblicato in prima battuta in modalità indipendente, ma per un bel periodo tra i più venduti su Amazon nella categoria thriller, Pioggia Salata ha ora una sua casa editrice.

Una soddisfazione per Festa. Ma forse anche uno scudo, uno schermo. Il militare-scrittore è attualmente sotto scorta, dopo l’aggressione subita da ignoti a Bagnoli Irpino. Era lo scorso 15 gennaio, Festa finì in ospedale. A marzo la sua protezione fu intensificata.

«Questo dopo la firma del contratto con Piemme e richieste di informazioni di un’Ambasciata con cui si chiedevano lumi sull’uscita del libro», afferma l’autore. Aggressione ancora misteriosa, come misteriose e controverse sono le vicende narrate in 688 pagine attraverso le missioni all’estero, le morti della giornalista Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin, quelle altrettanto atroci di Lorenzo D’Auria e Marco Mandolini, il primo agente del Sismi e il secondo soldato d’élite ritrovato con la testa fracassata a Livorno. Ed altro, altro ancora. Tra ombre, depistaggi, servizi, potenze straniere. Come in un muro di gomma.

«In effetti l’approdo del libro con un grande editore rappresenta una tutela per me e i miei bambini. Chi mi ha aggredito, chi forse non voleva che il contenuto del volume avesse una diffusione ancora più ampia, sa che adesso un eventuale attacco alla mia persona potrebbe avere una eco ancora maggiore» spiega Festa. «Insomma, sarebbe un boomerang. Poi, è chiaro, sono felice di aver trovato un editore che abbia accettato di pubblicare il libro senza tagli, modifiche o censure. Nemmeno la copertina è stata cambiata», aggiunge. Avere 20 anni come paracadutista in Iraq. Operare in prima linea quando gli odierni droni erano allo stadio embrionale, conoscere da vicino fatti e personaggi di un periodo particolare, in scenari infernali come la Somalia. Assistere indirettamente alle conseguenze a lungo termine di una guerra, come in romanzo-verità di Nicolai Lilin.

Questo è il passato di Massimiliano Festa, che dopo circa due decenni è come se avesse iniziato a mettere insieme i pezzi. Come in un viaggio al termine di una notte, ma di una notte senza fine. Questo è «Pioggia salata», a metà tra biografia, saggio e romanzo. «Ma la parte romanzata – racconta – è pur sempre vera. Solo che è stato necessario cambiare qualche nome, alcune location, determinate date, per questioni di sicurezza mie e di altri». Pezzi di vita militare, ingerenze sussurrate, puntini distanti che vengono uniti col tempo. «Un soldato è uno dei cerchi concentrici di un enorme ingranaggio. Agisce, non discute. C’è chi continua a farlo dopo l’esperienza bellica. Qualcuno invece vede ciò che accade intorno e prova a farsi delle domande. Voglio provare a far riflettere, tanto che è in cantiere la pubblicazione di un altro libro».

Ma se l’aggressione subìta pochi mesi fosse davvero dovuta a Pioggia salata? «E’ una possibilità, certo. Che non mi priverà della mia libertà di parola. Ma adesso par-lerò con maggiori garanzie. Se è vero come è vero che in certi ambienti si tende a non dimenticare un affronto o una verità scomoda, è pur vero che in Italia, Paese civile, le libertà debbano essere garantite. Ed è per questo che ringrazio le autorità, i Carabinieri che mi proteggono. E i lettori di ieri e di domani, la linfa vitale di chi racconta»

Giulio D’ Andrea – Il Mattino 18-06-2025

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