“Frammenti di un mondo perduto”, è un libro che ho voluto fortemente. È stato realizzato con il contributo di venti autori di origine bagnolese.
Solo quando mi sono arrivate le prime copie, rigirandone una tra le mani, annusandola, sfogliandola, mi sono resa conto che era reale.
Nell’arco dell’anno che ci è voluto per far venire al mondo questo libro, non ho mai disperato di non farcela, convinzione non sorretta da alcun fondamento, se non da una mia inossidabile determinazione.
La “chiamata a raccolta” degli autori è avvenuta per tappe, ma la loro adesione, senza tentennamenti, ha rafforzato la già grande risolutezza che mi pervadeva.
Per onestà devo dire che qualche momento di avvilimento c’è stato, ma solo legato ai tempi di consegna degli elaborati e delle brevi biografie degli autori, che hanno ritardato l’invio a case editrici potenzialmente interessate a pubblicarli.
L’arrivo discontinuo dei racconti, da fine settembre 2024 a gennaio-febbraio 2025, ha movimentato le mie giornate da tempo scandite da impegni pressanti.
I racconti sono serviti quindi a farmi uscire da una routine che mi assorbiva completamente, aprendo due spiragli di luce: una sul passato, con i racconti degli autori e l’altra sul presente, facendomi andare oltre quello spazio abitativo che, negli ultimi cinque anni, ha rappresentato per me la sola dimensione di vita.
Mi stupisce quanto un libro possa essere determinante anche in situazioni che non rientrano direttamente nella sua missione.
E qual è la missione di “Frammenti di un mondo perduto”?
Preservare la memoria della vita a Bagnoli nel ‘900, per farne testimonianza per le generazioni future.
Con uno dei racconti ambientato nel ’43, la memoria inizia un cammino che ci conduce ai giorni nostri, creando un rapporto diretto tra passato e presente.
Sono state organizzate due presentazioni: una a Bagnoli, l’altra a Laceno.
E pur con autori e pubblico entusiasti e commossi, ho dovuto constatare che c’erano assenze “ingiustificate” e, qualunque polemica si è voluta fare in proposito e si farà in futuro, questo resta un “fatto”.
Ventuno autori, un giorno, si sono seduti a una scrivania, a un tavolo della cucina, magari su di un prato e hanno scritto di ricordi legati alla loro vita, a quella delle loro famiglie, di eventi catastrofici che hanno cambiato il volto di questo paese, e di luoghi che ci hanno visto crescere, ecc.
Queste persone meritano rispetto, oltre alla nostra gratitudine.
Hanno realizzato un libro diverso da quelli scritti in passato sul nostro paese:
libri pregevoli, anche perché hanno richiesto ricerche laboriose e studi precisi e per questo definibili “libri storici”.
Frammenti di un mondo perduto, rientra invece nel campo della letteratura e non è sovrapponibile a nessun altro libro scritto su Bagnoli.
Quindi un libro unico nel suo genere per l’argomento trattato: i ricordi.
Sarebbe stato utile, per la realizzazione di questo progetto, un aiuto economico, ma la nostra Amministrazione Comunale non ha potuto (voluto!) stipulare il contratto con Intrecci Edizioni, casa editrice da me scelta per la pubblicazione e che prevedeva l’acquisto di un certo numero di copie, numero comunque negoziabile.
Oggi mi chiedo perché non si è cercata una soluzione, visto che altri Comuni della nostra provincia lo hanno fatto senza alcun problema?
Comunque ho stipulato io stessa il contratto, anticipando mille euro per l’acquisto di 70 copie. Somma che ho recuperato per un terzo, avendo regalato un buon numero di copie sia agli autori che agli amici.
In ultima analisi se questo libro è stato scritto da bagnolesi per i bagnolesi possiamo anche immaginare che, prima o poi, lo leggeranno tutti, e che anche gli troveranno un posto di riguardo nelle loro librerie.
Rosaria Patrone


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