Grotta del Caliendo: la grande spelonca dell’Irpinia
Come noto le più grandi grotte della Campania turisticamente fruibili sono le Grotte di Pertosa-Auletta e quelle di Castelcivita. Ma c’è un’altra grotta, terza per dimensioni nello scenario campano, che potremmo definire “semituristica”, nel senso che si può visitare insieme ad associazioni autorizzate, dato che l’accesso alla grande cavità, se anche si volesse tentare di andare da soli, è protetto da un robusto e invalicabile cancello.
Parliamo della Grotta del Caliendo, situata nel territorio comunale di Bagnoli Irpino, in provincia di Avellino. L’esplorazione della grotta iniziò nel 1932 ed è continuata a più riprese fino ai giorni nostri, tracciando un complesso sistema ipogeo di grande rilevanza scientifica, naturalistica e storica. Questo affascinante mondo sotterraneo, che si estende per oltre 4.100 metri, racconta storie di antiche forze geologiche, esplorazioni coraggiose e leggende che si tramandano nel tempo.
La grotta si configura come un emissario idrogeologico stagionale del Lago Laceno, situato a quota 1050 metri sul livello del mare. Le sue acque, nel corso dei secoli, sono state inghiottite in vari punti dell’altipiano, a quote sempre decrescenti, creando un complesso sistema di corsi sotterranei.
La cavità si sviluppa con un percorso sinuoso attraversando ampi corridoi alti fino a 50 metri, sale e stretti passaggi, gole, laghetti e meandri. La temperatura interna si aggira intorno agli 8°C, mentre l’umidità relativa raggiunge il 100%, creando un ambiente umido e suggestivo. Allo stato attuale la Grotta di Caliendo è ancora parzialmente attiva, anche se si sta lentamente trasformando in un sito fossile. La presenza di numerosi sifoni rende l’accesso possibile solo durante i periodi di magra estiva, quando le acque si abbassano.
Ho visitato questa affascinante e imponente caverna con le guide di “Lago Laceno 5w Experience”, associazione bagnolese che consiglio vivamente per la professionalità e la passione con cui operano. Già il percorso per arrivare all’ingresso della grotta è ricco di suggestioni, dato che per l’avvicinamento si attraversano faggete secolari, immerse in un silenzio emozionante.
Varcato il cancello d’ingresso una scala permette di immergersi nel grandissimo androne iniziale, una sala davvero imponente lunga ben 90 metri, larga 16 e alta 36, di grande impatto visivo, chiamata per la sua vastità “la cattedrale”. Il soffitto altissimo, le cavità nascoste e le acque cristalline creano giochi di luce unici, grazie anche alle concrezioni che ricoprono le pareti e le volte.
Le stalattiti, le stalagmiti, le colate, le vele e i mammelloni di carbonato di calcio sono particolarmente abbondanti nelle zone più alte e nei tratti fossili, contribuendo a creare un paesaggio sotterraneo ricco di forme e colori. La parte inferiore della grotta, più accessibile e meno ricca di concrezioni, ospita l’alveo del torrente sotterraneo che, durante l’inverno, percorre circa 3 km prima di riemergere alla superficie dalla Bocca di Caliendo, situata sul versante opposto del monte a circa 858 metri di quota. Questa bocca, aperta su una parete rocciosa imponente, dà accesso a un paesaggio naturale molto spettacolare, con forre profonde, salti e cascate che arricchiscono ulteriormente il panorama.
Le numerose pozze d’acqua e una bella cascata che sgorga da una cavità della parete rocciosa creano eccezionali occasioni per gli amanti della fotografia, le impressionanti dimensioni della cavità aggiungono il contorno emotivo all’esperienza.
Per una visita della grotta bisogna contattare “Lago Laceno 5w Experience” al numero: 379 181 3813
https://rosmarinonews.it/grotta-del-caliendo-la-grande-spelonca-dellirpinia/
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