Il prezzo del legno sale, si guarda ai boschi delle aree interne. L’Afai altirpina si propone in Italia

Nuovairpinia.it

IL 10 GIUGNO SONO SCADUTE LE MANIFESTAZIONI DI INTERESSE PER L’AGENZIA FORESTALE. Nel numero di “Comunità Montagna” pubblicato dall’Uncem un ampio servizio dedicato all’Agenzia Forestale dell’Alta Irpinia candidata nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne


Schizza il prezzo del legno, si guarda ai boschi delle aree interne. L’Afai altirpina potrebbe diventare “terreno” di investimenti nazionali. Il drastico aumento del prezzo del legno utilizzato nell’edilizia e destinato al mercato delle costruzioni è aumentato del 70 per cento. Complice la riduzione della produzione dettata dalla pandemia, che però ha già condizionato le importazioni fino al prossimo autunno-inverno 2021.

Foreste, patrimonio naturale nazionale italiano
Mentre le associazioni nazionali di categoria puntano alla valorizzazione del bosco nazionale, per impedire il default del comparto e il crollo con effetto domino di altri settori produttivi, Fondazione Montagne Italia e Crea propongono la soluzione. Nello studio su base scientifica licenziato dal numero di giugno di “Comunità Montagna” pubblicato da Uncem, si evidenzia che il patrimonio boschivo altirpino rappresenta il 10 per cento del complessivo regionale, e che la costruenda Agenzia Forestale candidata a valere sulla progettazione Psr della Strategia Nazionale Aree Interne, può rappresentare una chiave di volta. Sviluppo endogeno e autosostentamento produttivo in una manovra inedita che potrebbe inaugurare una nuova stagione di politica economica nazionale. Non solo per la grave anoressia demografica- quindi sociale ed economica- in cui versa l’Alta Irpinia, che ha qui l’opportunità di trasformare la crisi in opportunità, ma anche per consentire all’asset produttivo del legno italiano di investire sui boschi italiani e superare la crisi dettata dall’aumento del prezzo del materiale estero. Già Assolegno si è pronunciata sulla valorizzazione del bosco nazionale, descritto come il serbatoio naturale di fissazione dell’anidride carbonica, in grado di contenere gli effetti negativi del cambiamento climatico, e che rappresenta anche un importante driver di sviluppo socio-economico delle aree marginali, rurali e di montagna. Infatti l’associazione spinge in questo momento per una gestione pubblico- privata, che mira a ridurre le importazioni, che oggi raggiungono l’80 per cento del fabbisogno di materiali legnosi destinati all’edilizia. Le risorse boschive locali potrebbero dirottare sui territori marginali circa 600 milioni di euro di interventi privati che, a loro volta, genererebbero economie di scala, creando posti di lavoro e salvaguardando il bosco, a vantaggio di aziende e territorio. Una visione che potrebbe incontrare il cantiere di progettazione allestito da Montagne Italia e Crea in Alta Irpinia, che si é preparata peraltro alla scadenza del 10 giugno per la presentazione delle manifestazioni di interesse da candidare alla misura 16.7 del Prs in Campania, che oggi ha una dotazione di 10milioni di euro appostata sull’Agenda Europea in scadenza. Obiettivo della cabina di regia tecnica, è quello di definire il quadro progettuale di lungo termine, per gettare le basi di una Agenzia Forestale che possa anche nella prossima Agenda continuare l’attività e generare un moltiplicatore di sviluppo.

“Tra i borghi e i paesaggi di questo tratto di Appennino meridionale, i boschi hanno necessità di un complessivo ripensamento. Di un pensiero organico, politico, istituzionale, operativo. Economico” si legge nelle pagine della rivista. “Ripartire dal bosco significa proporre quell’Irpinian Wood che non ha niente di bucolico”. Oggi le imprese forestali locali sono per lo più familiari con scarso livello tecnologico e producono assortimenti a basso valore aggiunto. Manca una filiera produttiva strutturata per la lavorazione e trasformazione del legname. Come si legge nella documentazione fornita dalla pubblicazione dell’Uncem, “L’Alta Irpinia vanta un ricco patrimonio materiale e immateriale connesso alle proprie risorse ambientali, culturali, economiche, sociali ed enogastronomiche.

Vi sono tutte le caratteristiche per realizzare un percorso di valorizzazione unitario volto a creare un Marchio D’Area Territoriale in grado di contraddistinguere l’offerta di prodotti, beni e servizi ambientali e turistici (pubblici e privati) perché quei luoghi sono importanti, dal punto di vista di chi li vive. Il prodotto finale del progetto non è, però, il prodotto definitivo: una mappa di comunità è uno strumento dinamico, che dovrà essere in grado di evolversi insieme al territorio. Evoluzione e aggiornamento necessari per andare oltre i limiti imposti dai tempi tecnici di realizzazione e che permetteranno di completare il processo di coprogettazione”. La rosa degli obiettivi della progettazione integrata guarda all’incremento della tutela e valorizzazione del patrimonio forestale e promozione dello sviluppo delle filiere ambientali, produttive (prodotti legnosi e non legnosi), ma anche turistico-ricreative e socio-culturali, al fine di sviluppare nuove opportunità occupazionali e imprenditoriali.

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