“..E’ tempo che la vecchia classe lasci il suo posto di preminenza all’interno della società Bagnolese..”, è stata una delle prime cose che mi è ritornata alla mente ripensando al THIS. Non era solo una frase. Non era solo uno slogan. Era una provocazione, un grido di sfida, una ribellione. Era il segnale di una generazione che non voleva più restare in silenzio. In quegli anni, i giovani di Bagnoli iniziarono a parlare, a farsi ascoltare e in alcuni casi ad alzare la voce.
Il THIS in quell’epoca fu molto più di un giornale : fu una rivolta. Una rivolta culturale, sociale, civile, contro tutti e contro nessuno. Una rivolta che prese fuoco quasi inconsciamente più per istinto che per una precisa volontà. Non esistevano nemici dichiarati : c’era solo un principio chiaro e irrinunciabile. Attraverso il giornale ognuno era libero di esprimere la propria opinione e rappresentare le proprie idee. A tutti era fortemente raccomandato di seguire un vecchio insegnamento DonRemigiano , vale a dire quello di scrivere articoli brevi, asciutti, essenziali, magari ironici ed andare subito al punto per non ammorbare il lettore. Praticamente tutto il contrario di Palazzo Tenta 🤣
In questo senso il THIS rappresentò effettivamente una rivolta culturale. Sul giornale scrivevano tutti, ciascuno con il proprio linguaggio e le proprie forme grammaticali, senza la pretesa di essere perfetti. L’importante era intervenire, proporre, farsi capire. Senza vergogna, senza paura di sbagliare, senza timore di essere giudicati. Era un modello di libertà di espressione nella sua forma più autentica, spontanea ed inclusiva.
Ricordo comunque le ramanzine del lunedì mattina della cara zia Agnese che da brava maestra elementare mi riportava la lista degli strafalcioni che aveva rilevato : “Un’ altro si scrive senza l’apostrofo, prima delle consonanti panciute ci va sempre la m, i termini che finiscono in zione non vogliono la doppia z…“ Noi annotavamo e andavano avanti cercando di farne tesoro, ahimè con scarsi risultati.
In questo modo però il THIS riuscì a sdoganare l’intero paese. Sul giornale scrivevo Io o persone che come me , ignoravano molte delle più elementari regole della sintassi e della grammatica, così come scriveva il professore Alfonso Meloro, il professore Luciano Arciuolo o il professore Dell’Angelo (tanto per citarne qualcuno) che invece rappresentavano delle firme importanti e di spessore.
Tra gli altri scriveva anche Mike che ci faceva due palle con il suo catalizzatore 😁 argomento che ancora adesso al nostro Gerardo (addetto al data-entry) procura dei terribili incubi notturni.
Il dibattito tra nuove leve ed anziani andò avanti in maniera dura ma sempre civile con diversi attestati di stima , uno su tutti quello al giovane Gargano che oggi è un attempato signore, tutto bianco che disgraziatamente vive in Svizzera.
Sul THIS si parlava di politica, di cronaca, di sviluppo, di turismo, di ambiente, di storia, di religione, di costume, di sport, di gossip. C’erano anche gli spot pubblicitari: il Bar Roma diventò il vero caffè di Montagna, Titoff il pioniere dei Pub, il Bar Laceno il mago delle torte, La Delizia : Che Delizia!!
Si è fatto anche giornalismo di inchiesta : “La dura e amara realtà del Laceno” fu un dossier ad ampio raggio. Si parlava delle opere incompiute o di quelle mai fatte, degli allevatori, del taglio abusivo, della questione lago , dei rifiuti abbandonati, del degrado imperante. Il tutto corredato da numerose foto e testimonianze su quanto si descriveva. Ricordo che quando in piazza esponemmo i cartelli fummo praticamente assaliti: la gente guardava, leggeva e commentava. E’ stato uno dei pochi momenti in cui ho avuto la sensazione che il Popolo prendesse coscienza di sé, si sentisse coinvolto, assaporasse l’adrenalina del voler fare e qualcuno tra la folla sussurrò: “queste foto valgono più di cento comizi”. (Chissà se quel “qualcuno” se la ricorda quella frase. 😊
E poi c’era la cronaca sportiva. “Lasciate passare la stampa”, così veniva accolto sugli spalti del Vittorio Gatti il nostro Lodovico Maradei, mitico inviato, che ogni settimana raccontava le gesta del Bagnoli Calcio con le seguitissime pagelle. Inflessibile, imparziale e….stretto di voti, bisognava galoppare per guadagnare la sufficienza!!!
Tra le tante mi piace ricordare due genialate: la mitica vignetta tra Tempestini ed Aniello Nigro (bandolero) e un ritocco perfetto al nasino di un nostro collaboratore spiaccicato in prima pagina. Debbo dire che in entrambi i casi il nostro Art Director dimostrò tutto il suo talento.
Ora a distanza di 32 anni cosà è rimasto di quell’esperienza? Purtroppo molto poco. Con amarezza devo riconoscere che la mia è stata una generazione che non ha saputo realizzare i propri sogni e in questo fallimento mi includo anch’io. Avevamo idee, speranze progetti ma la verità è che negli ultimi 30 anni il paese è rimasto al palo se non addirittura abbia fatto significativi passi indietro. Le motivazioni possono essere diverse e sicuramente coinvolgono anche un quadro di crisi generale delle cosiddette zone interne ma la realtà è impietosa e sotto gli occhi di tutti.
“Quella vecchia classe…” lo spazio che chiedevamo non ce lo ha mai dato o forse siamo stati noi a non avere sufficiente forza e determinazione per conquistarlo. Molti di quei giovani, me compreso, non hanno avuto il coraggio o la ventura di restare o molto più semplicemente sono stati costretti ad emigrare. Il gruppo si è sfaldato e chi è rimasto probabilmente era troppo solo per poter portare avanti una lotta divenuta oramai impari .
Ma io sono un ottimista di natura e alla fine ritengo che si sia persa soltanto una battaglia e che sia intatta la capacità di tanti elementi della nostra comunità, giovani e meno giovani, di continuare a sognare. Finché ci sarà chi crede nel cambiamento e vuole bene al nostro paese, nulla è davvero finito.
Biagio Amico – (da Fuori dalla Rete Dicembre 2025 Anno XIX n. 4)

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