L’ intelligenza artificiale “vede” un Laceno che non c’è

di Giovanni Nigro

C’è chi dice che le nuove tecnologie ci faranno e ci fanno impazzire, ci renderanno schiavi di esse stesse. Vero, forse siamo andati veramente oltre con le nuove tecnologie e lo dobbiamo accettare come abbiamo accettato l’avvento del telefonino e di altro che è diventato il pane quotidiano per tutti. A volte però qualche tipo di tecnologia ci aiuta, come quelle videochiamate avvenute durante la pandemia del 2020, dove abbiamo imparato cosa sono le videochiamate, che prima non usavamo così spesso.

Oggi, proprio oggi sta arrivando qualcosa di diverso: l’intelligenza artificiale che ci trasforma le giornate oltre che le immagini e la nostra immaginazione. Lo ha fatto l’amico Michele Nigro, che con l’intelligenza artificiale ha immaginato cosa il Laceno può diventare, cosa ci può essere in futuro e cosa magari il futuro potrebbe riservarci. Zone parcheggio adeguate ai nuovi standard, un lago ricolmo d’acqua nei mesi estivi con delle barchette per i turisti, ma ancora un ruscello che alimenta il tutto, i parcheggi a Via Roma, un passeggio con panchine e lampioni vicino al lago per una passeggiata romantica e non solo, quasi come i vari lungomari che conosciamo bene.

Poi ovviamente si è fatto prendere la mano dall’intelligenza artificiale come è giusto che sia ed ha anche ipotizzato una tendostruttura per eventi, un volo dell’angelo dal belvedere, cosa che avverrà non proprio lontano da noi. Ma ancora gemellaggio con Lioni e caseifici con latte di Laceno. Bello tutto bello ed anche di più. Sfide per il futuro, ma una cosa che l’intelligenza artificiale ha prodotto, con la mano di Michele è stato anche un Centro Sportivo con tanto di nome “Zauli” Laceno. Un qualcosa di non troppo distante dalla realtà e non per forza di cose frutto solo dell’intelligenza artificiale. Diciamocela tutta Michele ha messo troppo per una sola progettazione e questo lui lo sa, ma il sogno mischiato all’amore per il territorio hanno permesso di viaggiare con la mente e farci ancora una volta pensare che le occasioni perse negli anni sono molte e troppe. Chi utilizza l’intelligenza artificiale oggi lo fa per divertimento e molto spesso domanda anche cose inutili: tipo modifica la foto di un gattino o meglio ancora “mi fa male il polso sinistro, che può essere?”.

Questo non è quello che ha fatto Michele. Lui ha messo un po’ di immaginazione ed un pizzico di cuore che trasmette amore per questo territorio, come in un film antico. Dove i guerrieri indiani difendevano il proprio territorio dagli invasori. Bene ritornando al Centro Sportivo, cosa che ha fattibilità e progettazione ampia. Con un pizzico di visione forse sarebbe stata fatta già. O meglio non sappiamo se è stata fatta, perché nessuno ne parla. Intanto a Montella tra qualche giorno l’Avellino Calcio, che è la cosa che più unisce l’Irpinia andrà a fare qualche sgambata, si ipotizza una partitella. Ma anche se andasse solo a provare il Campo Basile, già sarebbe un di più per l’Alta Irpinia. Pensare che la stessa società sportiva farà un primo ritiro al Castagneto di Sturno, una struttura di ultima generazione, per poi spostarsi proprio nel ritiro pre campionato a Rivisondoli, dove alloggerà all’Hotel Victoria che è a 5 minuti a piedi dai Campi da Calcio del Centro Sportivo. Una meta che fa gola a molte squadre, anche la Salernitana l’anno scorso era lì. Ma Montella ha ospitato anche la Turris e anche Nusco qualche anno fa ha ospitato Primavere e squadre di serie C e D. Tutto grazie alle strutture.

Qualcuno però dovrebbe essere invidioso della vicina Montella. Che progetta, fa scelte coraggiose: vedasi la zip line più lunga d’Europa dal Santuario del Santissimo Salvatore all’Altopiano di Verteglia. Ma anche il volo dell’Angelo e non solo. E non è solo una questione politica, badate bene, non è solo il fatto che Montella ha il presidente della Provincia. Non è solo questo. È molto altro. Visione, progettazione e non normale amministrazione. Cosa che purtroppo si fa da anni. E ribadisco, da anni.

Resta quindi un rammarico enorme, che sicuramente l’amico Michele nel chiedere all’Intelligenza Artificiale di inserire su foto del territorio dei dettagli, avrà avuto qualche risentimento. Mi immagino anche che il sistema abbia risposto, qualcosa tipo: non si può fare il centro sportivo, perché ci sono già le seggiovie, oppure non si può aggiungere niente a questo posto perché ha pochi abitanti che non vedono oltre il proprio dito. Ma mi sbaglierò, spero. Credo che però questo spunto vada preso in considerazione da tutti, anche da quelli che nei film vecchi facevano il tifo con gli sceriffi e non con gli indiani.

Giovanni Nigro – (da Fuori dalla Rete Giugno 2025 Anno XIX n. 2)

 

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