Laceno: tra tartufi e foliage nella sua stagione più bella

La bella e schiva Irpinia vive ora la sua stagione più bella. È tempo di foliage nei boschi, di funghi e soprattutto di tartufi. Si va per sentieri tra i Monti Picentini, la dorsale montuosa che si estende tra la provincia di Salerno e quella di Avellino, Parco regionale dal 1993. Piccoli borghi e natura intatta. È qui, tra gli 800 e i 1500 metri di altitudine, che si annida il Tartufo nero di Bagnoli Irpino: il colore è scuro, la forma globosa e irregolare, l’aspetto rugoso e la polpa presenta striature bianche, odore intenso e particolarmente pungente, al palato è dolce. È il tesoro dell’appennino campano, il profumo di tanta cucina locale. Una tradizione che ha radici antiche e che si tramanda di padre in figlio da generazioni.

Lo sa bene Lorenzo Nicastro, 35 anni, cavatore di tartufi da quando era poco più che un bambino. <<Ho imparato da mio zio, avevo 8 anni, uscivo con lui a cercare tartufi>>. La sua è una grande passione, prima ancora che un mestiere. Tutti i giorni si alza un’ora prima dell’alba e va per boschi con i suoi cani, Lula, Moka e Tigan. Sono tre meticci, perché qui in Irpinia non c’è la tradizione del Lagotto. Il miglior cane da tartufo – dicono gli esperti – è un incrocio tra un bracco e un bastardino, il primo mette il naso, il secondo l’intelligenza. <<La stagione si è appena aperta e le recenti piogge promettono bene>>.

Il raccolto fresco di Lorenzo si può trovare al ristorante Il Caliendo sull’Altopiano di Laceno, proprio a pochi passi dai boschi che frequenta. È il ristorante di Incoronata Vivolo, indirizzo storico all’interno del vecchio complesso turistico: atmosfera anni Ottanta, bancone bar, sedie e tavoli di legno e cucina semplice e genuina. Il nero di Bagnoli Irpino è protagonista indiscusso. Incoronata prepara l’insalata di tartufo tagliandolo a lamelle sottili con olio extravergine d’oliva. <<Il miglior modo per gustare questo tesoro del bosco>>, aggiunge.

Un’infilata di antipasti apre le danze a Il Caliendo: sono salumi e formaggi irpini, nodini di fior di latte freschi e pecorino bagnolese, polenta ripassata con funghi, bruschette, uovo in tegamino con tartufo. A seguire pasta fatta in casa, fettuccine ai porcini e ravioli al tartufo ed ancora carne e scamorza alla griglia.

Si viaggia con l’olfatto e il palato tra queste montagne. Bagnoli Irpino, alle falde del monte Cervialto, la cima più alta del comprensorio con i suoi 1810 metri, è la Città del Tartufo. Il centro storico conserva architetture e testimonianze del passato longobardo e normanno, nella seconda metà del XV secolo fu una fiorente cittadina.

La tradizionale Mostra Mercato del Tartufo si è da poco conclusa, ma il viaggio continua verso Montella dove dal 7 al 9 si celebra la Festa della Castagna di Montella IGP, altra prelibatezza del territorio. Per riempirsi gli occhi di bellezza e vivere a magia del foliage, la destinazione è l’altopiano di Laceno a 1000 metri di quota: un grande pianoro con il lago al centro, animali al pascolo e tutt’intorno foreste di faggi a perdita d’occhio con chiome color giallo, arancio e rosso. Lasciate l’auto e inoltratevi a piedi nei boschi. O prenotate un’escursione a cavallo guidati dai ragazzi del maneggio Il Piccolo ranch Laceno, per un’esperienza ancora più immersiva.

https://www.wineandthecity.it/laceno-tartufi-e-foliage-in-campania/

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