L’Avellino – Rocchetta compie 130 anni, “Può essere volano di sviluppo”
Un lungo viaggio. Tra paesi, sogni e speranze, tradizioni e futuro. Un viaggio travagliato, tra sospensioni, riaperture e riconversioni. Ma la linea ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio ha compiuto 130 anni. Tracciato che attraversa l’Irpinia, Basilicata e Puglia, i fiumi Calore, Sabato e Ofanto. Lunga 119 chilometri e con 30 stazioni, la tratta resta al centro del dibattito sullo sviluppo. Dalle merci ai pendolari, fino ai turisti. Ed è sul turismo che si è discusso a ridosso dell’anniversario.
“Dopo 130 anni di alterne vicende tra terremoti, chiusure e riaperture parziali, la ferrovia si conferma una attrazione turistica fondamentale per il territorio e un patrimonio infrastrutturale, storico e culturale di grande importanza”, si legge nella nota delle associazioni per l’Alleanza Mobilità Dolce. “Una ferrovia che attraversa i territori dei grandi vini Docg, che tocca il Parco dei Monti Picentini ed è anche l’unica tratta della rete di Rete Ferrovia Italiana ad essere dichiarata di interesse culturale ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. È anche inserita nella Legge 128 del 2017 che instituiva le ferrovie turistiche e che ha come finalità la salvaguardia e la valorizzazione delle tratte ferroviarie turistiche. Inoltre – aggiungono le associazioni – fa parte del programma “Binari senza tempo” di Fondazione FS Italiane che opera per valorizzare l’enorme patrimonio ferroviario storico cercando di ovviare alle chiusure delle linee secondarie avvenute negli anni passati, per effetto della politica dei “rami secchi” che ha fatto strage delle nostre ferrovie.
Scongiurata la possibile nuova chiusura, la ferrovia Avellino – Rocchetta S. A. ha festeggiato l’anniversario con un Irpinia Express che ha percorso i suoi 199 chilometri domenica scorsa partendo dalla stazione di Avellino e arrivando a Rocchetta S. A./ Lacedonia, capitale delle Ferrovie Ofantine”.
I membri di Irpinia Express commentano il viaggio dal capoluogo irpino alla volta di Rocchetta-Lacedonia. “A Morra De Sanctis si è tenuto un momento di ricordo dedicato a Francesco De Sanctis. Arrivati a Rocchetta siamo stati accolti con grande calore dai sindaci di Rocchetta e Lacedonia e da alcuni ex dipendenti delle ferrovie, che hanno condiviso con noi ricordi e aneddoti di una vita sui binari, oltre all’inaugurazione della tappa della Capitale delle Ferrovie Ofantine”.
Proprio a Lacedonia il convegno “Tra memoria e futuro della linea”. Per i sindaci di Morra De Sanctis e Lacedonia, Fiorella Caputo e Antonio Di Conza, la linea ferroviaria può ancora rappresentare un volano di sviluppo.” Per il primo cittadino di Rocchetta Sant’Antonio, Pompeo Circiello, “la nostra stazione, da sempre crocevia di treni, persone, sogni e territori, oggi è tornata a vivere nel segno del turismo lento e della valorizzazione del patrimonio ferroviario”. Dunque, si spera in un tipo di sviluppo diverso rispetto a quello del secolo scorso, ma in ogni caso una possibilità da sfruttare. Più treni del weekend per i turisti, maggiore permanenza dei visitatori sul territorio. Nella speranza che le stazioni diventino quelle vetrine ideali, per località e prodotti, immaginate negli anni successivi alla riapertura.
Giulio D’Andrea – Il Mattino 28-10-2025
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