È nostro dovere innanzitutto ringraziare. Si, ringraziare, ringraziare tutti coloro che hanno permesso che quest’idea prendesse vita, trasformandosi in un vero e proprio viaggio nel tempo.

Ringraziamo il direttivo e i soci dell’Associazione Palazzo Tenta 39, in particolar modo Federica Russo e Giulio Tammaro per il loro prezioso impegno e Dina Nicastro e Giuseppe Iasbarrone per aver promosso l’iniziativa. Ringraziamo l’associazione “Viribus Unitis” per il loro attivo impegno e per averci concesso di utilizzare strutture e materiali in loro possesso. Grazie a Roberto, Carlo, Michelino e a tutti coloro che ci hanno offerto aiuto.

Ringraziamo i commensali, per aver creduto nella nostra idea e averci concesso sostegno e fiducia. Ringraziamo i ragazzi che hanno allietato la serata con le marce con percussioni medievali, un progetto nel progetto, un’idea che ognuno di loro ha accolto con entusiasmo e dedizione. In pochi giorni, (a dir il vero in poche ore di prove) hanno strutturato uno spettacolo di prestigioso valore storico e musicale. Grazie quindi ad Alessandro, Giorgio, Rocchino, Vincenzo, Nello, Vincenzo, Giuseppe.

Ringraziamo la Pro Loco Bagnoli Irpino – Laceno per aver collaborato nella realizzazione di questo evento, in particolare il Presidente Francesco Pennetti. Il suo aiuto è stato davvero prezioso. È doveroso inoltre ringraziare Roberto Celli e Umberto Patrone per averci aiutato nella logistica e nel servizio ed anche un uomo che, da commensale, si è trasformato in un elemento prezioso dello staff di questo evento: Antonio Di Mauro. Grazie per essere stato paziente, propositivo, intraprendente.

Abbiamo denominato questa manifestazione “Alla corte dei Cavaniglia” rievocando la storia e i fasti del nostro passato legati a questa nobile famiglia e alla loro residenza gentilizia, il castello normanno-svevo di Bagnoli. Il nostro intento principale è stato proprio quello di avviare un processo di riabilitazione storica di questa struttura, celebrandone la bellezza e l’imponenza non solo strutturale ma anche storica, un patrimonio culturale immenso da valorizzare sempre maggiormente.

Il nostro vuole davvero essere un piccolo input che possa enfatizzare le potenzialità di una struttura che è il fulcro del centro storico e culturale di questo paese. Abbiamo potuto disporne grazie alla concessione in uso della struttura da parte dell’Amministrazione Comunale. Ringraziamo doverosamente il sindaco e gli assessori che si sono spesi affinchè potessimo intraprendere questo progetto. Ringraziamo il consigliere Michelino Nicastro per averci dato la disponibilità di una data nel programma estivo per la realizzazione dell’evento e per aver creduto, con noi, che, nonostante i pochissimi giorni a disposizione, avremmo potuto realizzare qualcosa che in futuro possa davvero crescere e magari avviare una filiera turistica che coinvolga tutto il centro storico del paese.

Proprio per questo e per la lungimiranza del nostro progetto abbiamo ricevuto il sostegno di tantissime attività commerciali del nostro territorio. Il loro contributo è stato fondamentale per permetterci di acquistare quanto necessario all’allestimento della tavola e della struttura. Le spese per realizzare tutto ciò erano davvero proibitive ed il loro contributo economico è stato davvero fondamentale.

Preziosi pezzi da collezione ci sono stati concessi in prestito da Luigi Bruno; senza di essi l’atmosfera medievale non sarebbe stata appieno rievocata. Dobbiamo inoltre ringraziare la sempre pronta disponibilità del Dottor Nello Preziuso che non ha esitato alla nostra richiesta di assistenza. Un solo e immenso rammarico, un passaparola amareggiante, ossia che l’evento fosse una festa privata.

È vero, avremmo dovuto promuovere di più l’evento anche sui canali social ma la mole dei preparativi e le problematiche che si avvicendavano per il poco tempo a disposizione non ci hanno permesso di spenderci in questo ambito quanto avremmo dovuto.

L’evento è nato come una festa del popolo e per il popolo. Abbiamo acquistato panini, porchetta e vino in quantità notevoli proprio per poterne offrire gratuitamente a tutti gli avventori che sarebbero accorsi, abbiamo predisposto spettacoli itineranti e intrattenimento, tutto al fine di cercare di coinvolgere tutti, anche chi non era materialmente seduto al tavolo del banchetto. Ci dispiace che qualcuno abbia messo in giro questa voce e che a causa di questo molti non siano venuti o che siano addirittura anche andati via una volta li. Vi aspettavamo, tutti, e volevamo foste parte di questo. Il banchetto non era che una parte dell’evento, una cornice all’evento che avevamo preparato per tutti. Non era “venire a vedere quelli che mangiano in abito medievale”, era rievocare un banchetto con tanto di usanze e credenze e con un menù strutturato secondo i dettami e le disponibilità alimentari dell’epoca.

C’è stato tanto studio, tanta attenzione, tanta tanta fatica, giorni interi passati in macchina, serate interminabili per organizzarsi e preparare il tutto. In soli 15 giorni di tempo non avremmo davvero potuto fare di più. D’altro canto è una prima volta e le prime volte non possono essere perfette. C’è tanto ancora da fare, da imparare e da organizzare affinché possa essere un evento sentito da tutti.

È dell’aiuto di tutti avremo bisogno perché questo evento possa crescere e celebrare i fasti di un’epoca lontana, epoca di contese, di dispute, di battaglie, l’epoca in cui il nostro piccolo borgo è stato fondato, epoca in cui i fasti di questo piccolo paese riecheggiavano in tutto il regno di Napoli, epoca in cui la cultura e il prestigio di questo luogo, la maestria degli artigiani, le risorse offerte dalla natura e la posizione strategica per le rotte commerciali l’avevano resa, con i comuni limitrofi che con esso definivano il feudo, importante al punto da renderla dimora di prestigiose famiglie nobiliari come quella dei conti spagnoli Cavaniglia. A loro e alla loro cultura “straniera” dobbiamo molti degli usi, dei costumi, delle ricette, delle tradizioni e di quegli iconici termini dialettali che ci rendono “particolari” e diversi dalle altre comunità irpine.

Infine la riscoperta di una storia d’amore che ha attraversato i secoli e che neanche la morte ha saputo fermare, quella di Diego Cavaniglia e di Margherita Orsini. Anche a questo ci hanno condotto le nostre ricerche e anche per questo siamo forti dell’idea che ancora ci sia tanto da studiare, da scoprire e da realizzare affinchè tutto ció possa essere appieno realizzato. C’è tanto in quel castello, c’è tanto in quelle mura, tanta storia, emozioni, ma anche tante opportunità, teniamo accesa questa idea, che sia una piccola fiamma guida di quello che, con l’impegno ed il sostegno di tutti, potrebbe diventare.

Dina Nicastro

Condividi questo articolo

Commenti

Articoli correlati