Il tema della Sagra è sempre delicato e difficile da affrontare. Ogni anno si sentono sempre critiche e poche volte si sente parlare di idee e proposte. Io, sinceramente, non voglio mettermi a criticare per raggiungere il consenso di quelli che devono ditruggere a prescindere. Quello che vorrei fare, invece, è ragionare su cosa si potrebbe migliorare in una Sagra che ha perso la propria strada da molto tempo. Per anni si è pensato solo ed esclusivamente alle presenze:
– Abbiamo fatto bloccare l’Ofantina
– Quest’anno abbiamo fatto registrare 200.000 presenze (bisognava fare la gara con Montella)
– Hai visto che domenica non si camminava? Per fare 100 metri ho impiegato mezz’ora.
Questo è stato l’unico metro di giudizio, per un evento divenuto importantissimo per il nostro territorio. Bisognava creare il caos. Oggi cosa ci ritroviamo? Esattamente il caos!
Mettiamo subito le cose in chiaro: le presenze ovviamente servono! Non c’è minima ombra di dubbio, e con le presenze tutti ci guadagnano. Però proprio perché si guadagna, e alla fine tutti si ritrovano con più di qualcosa in tasca, che poi non si vede oltre… Quindi, ci basta questo per valutare l’intero evento e portarlo avanti nel tempo?
Dal mio punto di vista, no. Di questo passo le presenze caleranno, cosa già evidente negli ultimi anni (quest’anno ancora più). Ma non caleranno per il meteo incerto, o perché giocheranno l’Avellino e il Napoli in casa. Le presenze caleranno perché la nostra Sagra è diventata solo ed esclusivamente un mangia, bevi e fuggi. Questo proprio perché il focus è stato solo ed esclusivamente sulle presenze.
Da anni non c’è neanche l’ombra di un convegno sul Tartufo e sulla Castagna, non ci sono momenti di attrazione per chi viene a visitare il nostro paese in queste due settimane, non c’è un calendario di eventi musicali, non c’è uno spazio per le famiglie e per i bambini, non c’è più il famoso Tronco di Castagne, non c’è più la dimostrazione della ricerca del Tartufo, non ci sono più le visite guidate, e potrei continuare ancora… Ci siamo mai chiesti: ma una famiglia che viene con un paio di figli e qualche anziano, oltre a mangiare e bere, cosa potrebbe fare?
La risposta è: niente. Infatti sono in netto aumento i giovani in cerca solo ed esclusivamente di divertimento. A me non interessa fare la critica, come tanti, a chi dopo anni di lavoro riesce a portare una marea di giovani in una piazza e li fa divertire. Anzi, ben venga che i giovani abbiano un punto di ritrovo in una piazza che, tra l’altro, non è neanche al centro della Sagra.
Ovviamente sta soprattutto ai giovani assumere atteggiamenti leggermente più civili (qua rientriamo in un discorso molto più ampio sulle nuove generazioni e non è il momento), e non è certo colpa di chi somministra bevande se ci sono tali atteggiamenti, perché le bevande possono benissimamente comprarle ovunque (è l’educazione che non si compra, purtroppo).
Il problema reale è che non essendoci altro nel resto della Sagra, di questo passo finiremo per restare sommersi da giovani che hanno come unico scopo quello di mangiare e, soprattutto, bere fino a superare ogni limite. Questo fenomeno si può arginare solo se si creano degli spazi alternativi. Io capisco perfettamente che la Pro Loco, da sola, non potrà mai gestire anche tutta una serie di iniziative all’interno della Sagra.
Ecco perché c’è bisogno dell’aiuto dell’Amministrazione, di qualche Associazione del territorio (Consorzio Turistico?), o anche creando un gruppo di persone formato da varie professionalità del paese, e ce ne sono, in grado di portare un valore aggiunto a tutta l’organizzazione dell’evento. Questo deve essere visto come affiancamento, come una presenza attiva, utile e indispensabile, e non come un intralcio. Sia chiaro. È l’unico modo per salvare una Sagra che altrimenti arriverà ad un punto di non ritorno. Bisogna creare, come dicevo in precedenza, eventi collaterali in spazi che possono dirottare la massa nei momenti di maggiore afflusso, e che possono dare nuova vita all’interno della Sagra stessa.
Bisogna sfruttare la Villa Comunale che è centrale, ma abbandonata a se stessa. Questo potrebbe essere uno spazio per i convegni, sfruttando l’anfiteatro (meteo permettendo), altrimenti abbiamo spazi al chiuso all’occorrenza. La Villa, con l’anfiteatro, potrebbe essere sfruttata anche come uno spazio per le famiglie, per toglierle dalla massa e dare respiro ai bambini (e genitori), organizzando anche degli spettacoli a tema. Si deve creare assolutamente un cartellone di spettacoli musicali, non solo serali e non sempre con gli stessi gruppi, ricercando anche band e cantautori di musica popolare che permetterebbero di portare un tocco di qualità in più.
Bisogna creare uno spazio/mostra, in cui inserire tutte le bellezze visitabili a Bagnoli, facendo partire da quel punto le visite guidate. Questo serve sia per chi in quei giorni ha voglia anche di fare un giro e visitare le nostre bellezze, sia per incuriosire chi un domani vorrà ritornarci in un periodo di maggiore calma. Si deve ripristinare la dimostrazione della ricerca del Tartufo, è un’attrazione ma è anche una dimostrazione di cosa avviene nel nostro territorio e tutti possono vederla dal vivo. Per quanto riguarda il Tronco di Castagne, il problema sembrerebbe quello dei costi diventati eccessivi.
Allora bisogna inventarsi un’alternativa, se si vuole riportare in vita anche questo. Inoltre abbiamo i due venerdì che comunque sono i giorni con meno visitatori, e si potrebbero inserire, mi verrebbe da pensare all’interno del Castello, degli Show Cooking con Chef importanti del territorio e non, facendo lavorare i nostri prodotti in maniera diversa da come li usiamo solitamente.
Questo, oltre ad essere di richiamo attrattivo, potrebbe essere d’aiuto anche ai nostri ristoratori, non per mancagli di rispetto, ma per dagli anche delle idee da cui prendere spunto. Si potrebbe pensare a degli spettacoli itineranti. Si potrebbe pensare di allestire un altro spazio con mostre a tema “Tartufo e Castagna”, contattando artisti del territorio (un anno sulla pittura, uno sulla scultura, uno sulla fotografia, ecc…)
Infine si potrebbe lavorare ancora meglio sulla comunicazione, anche dal punto di vista dell’audiovisivo, perché per attrarre sappiamo che di questi tempi è fondamentale. Queste sono solo alcune delle idee. Oltre a questo bisogna migliorare i servizi, ma qua si apre un discorso ancora più ampio.
Per questo serve l’aiuto di tutti. Se si riuscirà a fare questo passo, vedremo uno spiraglio di luce per il futuro della Sagra. Abbiamo la possibilità di invertire la rotta solo in questo modo, ma bisogna farlo subito altrimenti sarà troppo tardi. Dobbiamo attrarre, dobbiamo incuriosire, dobbiamo regalare spazi e momenti interessanti a tutti quelli che visitano il nostro paese e la nostra Sagra. Le presenze si, ma dobbiamo offrire tanto altro oltre al mangia, bevi e scappa.
Nello Patrone
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