Per chi ha lo sguardo di chi sa ancora stupirsi

di Antonio Vivolo

Sabato 17 maggio, finalmente si parte… evviva!

Il mio amico Dario membro del Co-mit-es (Comitato italiano all’estero) di Ginevra mi ha gentilmente invitato al Salone del Libro, edizione 2025. Per l’occasione è stato messo a disposizione un pullman diretto a Torino. C’è euforia e entusiasmo tra i partecipanti ginevrini, soprattutto tra gli alunni dei corsi di italiano, accompagnati da alcuni genitori e dai loro insegnanti. Si ride, si scherza, si canta: hanno un solo obiettivo, incontrare gli autori-disegnatori dei libri dei fumetti e delle ultime novità!

Anch’io mi sento come un bambino. Mi ricordano quando, in terza media, partii in gita da Bagnoli per visitare Venezia, Firenze, (di aver mangiato il pane senza sale) Repubblica di San Marino Perugia… le canzoni popolari cantate a squarciagola nel pullman… Bella Ciao… Il Piave Mormorava….Alla fiera dell’est… risuonano ancora nella mia lontana memoria.

L’ingresso al Salone è emozionante, c’è molta gente, molti giovani, pullman, taxi, macchine si affrettano a deporre il carico di fortunati visitatori, si respira aria italiana, la nostra lingua risuona nelle orecchie come una musica familiare. Mi allontano un po’ dal gruppo – me lo concedo e mi dirigo verso lo stand di un autore (penso che sia pure lui stesso il suo editore) scrive senza mai alzare lo sguardo, come se fosse in trance, completamente isolato nonostante il continuo via vai dei visitatori che sfogliano le pagine dei suoi “pochi” libri esposti. Mi avvicino, incuriosito, cerco di capire chi sia.

Finalmente solleva il capo. Mi guarda. Il suo sguardo è assente, pensieroso… ma mi guarda. Mi avvicino, come se lo conoscessi da sempre, e gli chiedo sottovoce:

“Non la disturbo… vero?”

Lui non risponde subito. Mi scruta come se cercasse qualcosa nel mio volto.

Poi, con voce bassa e quasi sorpresa, dice: “No, non disturba. Anzi… è raro che qualcuno si avvicini così.”

Mi appoggio sul bordo dello stand, (avendo male alla mia povera schiena con discrezione) lui richiude il taccuino, lasciando a metà una frase scritta di getto.

“Stava scrivendo qualcosa di importante?» chiedo, un po’ preoccupato”

Lui sorride appena. “Scrivo sempre qualcosa di importante… ma mai abbastanza da non potersi fermare per uno sguardo umano.”

Gli spiego del gruppo da Ginevra, gli dico che sono curioso e non so’ che genere di libro potrebbe interessarmi da leggere, gli dico che per me è comunque sempre un po’ difficile immergermi nei testi in italiano…  Mi ascolta. Poi prende un piccolo libro, una bozza, e me la porge. “Non è ancora pubblicato. Ma qualcosa mi dice che potrebbe piacere a lei.”

“Perché?” chiedo.

Perché ha lo sguardo di chi sa ancora stupirsi.”

Lo ringrazio. Non aggiungo altro. Torno al gruppo. Non racconto nulla. Alcune magie hanno bisogno di silenzio per restare vive. Arriviamo a Ginevra che  è ormai tarda sera, stanchissimo ma comunque soddisfatto. Scendo dal pullman e vedo mia moglie. Mi aspetta con il sorriso. Poco più in là, le nostre due ragazze con il mio adorato nipotino mi salutano con la mano. Le abbraccio forte, per ringraziarle dell’attesa poiché avevamo avuto ritardo nell’orario pianificato.

Allora, com’è andata?” chiede mia moglie. “È stata una giornata speciale” rispondo.  “Hai quell’aria lì. Di quando torni diverso.”

Racconto tutto. Del Salone, dei bambini, degli autori, della stanchezza, della soddisfazione comunque di aver visto una grande affluenza giovane, e mi dico contento che il libro cartaceo non finirà mai e speranzoso per il futuro e per le prossime generazioni.  Poi di lui. Dell’autore silenzioso, e che mi ha detto che avevo uno sguardo che potevo ancora stupirsi…

“Mi ha dato questa bozza. Ha detto che poteva piacermi.”

“Ce la leggi stasera?” chiedono le mie figlie.

Annuisco.“Allora una sola pagina, le seconda semmai……… sarà per domani” . Prima di dormire, scrivo sul mio taccuino: Grazie Dario per il tuo invito, grazie Torino del tuo salone del libro, grazie Jasmine Paoletti per l’emozione che ci regali. Mes meilleures salutations.

Antonio Vivolo – (da Fuori dalla Rete Giugno 2025 Anno XIX n. 2)

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