Negli ultimi anni, operando nel settore delle infrastrutture – esperienza arricchita anche dal contributo al coordinamento del progetto di ampliamento del porto di Trieste – ho compreso una verità semplice ma decisiva: le opere si realizzano davvero quando c’è dialogo tra le diverse aree di un territorio, quando si coopera e si parla una sola lingua. È la capacità di fare rete che trasforma le idee in progetti e i progetti in realtà. Con questo spirito continuo a guardare all’Irpinia, una terra che porto nel cuore e che merita una nuova stagione di sviluppo, fondata su connessioni efficienti e su una visione comune.
Da questa consapevolezza nasce la proposta di immaginare una metropolitana leggera dell’Alta Irpinia, costruita sul potenziamento della storica tratta Avellino–Rocchetta Sant’Antonio. Una linea moderna e funzionale che colleghi quotidianamente tutti i comuni interni alla futura Stazione dell’Alta Irpinia, pensata in una posizione baricentrica e facilmente raggiungibile. Un’infrastruttura così concepita avrebbe il merito di ridurre le distanze tra i borghi, di renderli parte di un sistema integrato e di restituire loro quella centralità che negli anni si è progressivamente attenuata.
La Stazione dell’Alta Irpinia, in questo disegno, diventerebbe il nodo fondamentale verso due grandi assi nazionali: l’Alta Velocità di Salerno, che apre la strada al Tirreno e alle direttrici verso il Nord Europa, e la Stazione Hirpinia lungo la Napoli–Bari, asse strategico per l’Adriatico e per i collegamenti verso l’Europa orientale. Come mostra lo schema che accompagna la proposta, la creazione di questi collegamenti completerebbe un vero e proprio anello infrastrutturale che abbraccia l’intera provincia. Al centro di questo cerchio si colloca l’Irpinia, che tornerebbe ad essere un punto di snodo tra ovest ed est, tra nord e sud, finalmente non più periferia ma territorio strategico all’interno dei grandi flussi di mobilità del Paese.
Questo progetto, però, non deve limitarsi al trasporto passeggeri. La linea ferroviaria deve diventare il motore di un rilancio competitivo delle aree del Cratere, collegando in modo efficiente le zone produttive, industriali e artigianali e rendendole più attrattive per investimenti e nuove attività. Senza connessioni moderne, nessun territorio può crescere davvero; con una ferrovia efficiente, invece, si aprono nuove possibilità per l’economia locale, per le imprese e per chi vuole costruire il proprio futuro qui. Penso a una ferrovia che diventi strumento di vita quotidiana, che faciliti gli spostamenti di studenti, lavoratori e famiglie, che favorisca il turismo nei nostri borghi e che restituisca dignità a territori troppo spesso considerati lontani. Penso a un sistema che migliori la qualità della vita e che consenta alle comunità di sentirsi finalmente parte di una stessa identità territoriale, non più frammentata da distanze fisiche e burocratiche. Scrivo queste riflessioni con un’emozione profonda, perché conosco il valore dell’Irpinia e so quanto questa terra abbia bisogno di infrastrutture adeguate per tornare ad essere protagonista. Le esperienze maturate nel coordinamento di opere complesse mi hanno insegnato che nulla si costruisce senza collaborazione istituzionale e senza una visione chiara e condivisa. È arrivato il momento di superare i campanilismi, riconoscere che l’Irpinia è una soltanto e che solo parlando con una sola voce potrà essere ascoltata.
Immagino un’Irpinia che non accetta più l’isolamento, ma sceglie la strada della connessione. Una terra che non si limita a chiedere, ma propone; che non si arrende, ma si organizza; che non rimane ai margini, ma torna al centro. La metropolitana leggera dell’Alta Irpinia, collegata alle grandi direttrici nazionali, può essere il primo passo concreto verso questo futuro. Un futuro costruito insieme, con competenza, con responsabilità e con l’amore profondo per la nostra terra.

Gerardo Nappa – Architetto – (da Fuori dalla Rete Dicembre 2025 Anno XIX n. 4)
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