Bagnoli, per intercessione di Sant’Onorio

di Giovanni Labbiento

Una nota storica per presentare una rara immagine di Sant’Onorio dichiarato Protettore di Bagnuolo del Principato Ultra dal pubblico Parlamento del Comune di Bagnoli Irpino (Bagnuolo, Vagnulu) nel 1687, le cui spoglie furono raccolte in un’urna argentea fatta a spese del Comune nel 1689, un anno dopo il terremoto del 1688.

Il Sanduzzi nelle sue “Memorie Storiche di Bagnoli Irpino” narra che il Duca e la Duchessa di Bagnoli per riabilitare la loro pubblica opinione da parte del popolo bagnolese chiesero e ottennero le spoglie di Sant’Onorio Martire estratto nel 1686 dal Cimitero di San Callisto in Roma, e le offrirono al Capitolo della Chiesa Matrice.

Questi si affrettarono ad accettare il dono con riconoscenza, lusingandosi di accreditare maggiormente la Chiesa col possesso delle ossa di un Martire, aumentando così l loro prestigio in confronto a quello dei Domenicani, mira costante dei canonici di quel tempo.

Narra poi l’avvenimento dell’arrivo delle spoglie di Sant’Onorio Martire a Bagnoli, della dichiarazione da parte della Amministrazione Comunale che con pubblico Parlamento dichiarò il Santo Protettore del paese, e del terremoto del 1688, che danneggiò solamente la Chiesa e il Convento di San Domenico, mentre la Chiesa Matrice e il resto del paese non subirono danni.

Il Capitolo per accreditare maggiormente il nuovo Protettore si fece premura di diffondere fra i cittadini la credenza che se Bagnoli era stata risparmiata dal terremoto, che fece gravi danni nella provincia e in altre parti del Regno di Napoli, ciò era dovuto all’intercessione di S. Onorio, il cui potere quale Martire era di gran lunga superiore a quello di San Domenico!!!

Quindi in questa guerra di influenza e di campanilismo tra il clero diocesano e i Frati Domenicani, il clero si servì del nome di Sant’Onorio per infliggere ai Domenicani una pesante sconfitta e, nello stesso tempo, aumentare la devozione al Santo, dichiarato “compatrono” insieme a San Lorenzo. Questo permise così di far aumentare il numero di Bagnolesi intorno al clero e alla Chiesa.

Il Comune nel 1689 fece raccogliere le ossa del Santo Martire in un’urna d’argento che tuttora le racchiude e si espone alla venerazione dei cittadini nella festività a lui dedicata. L’urna fu fatta dall’orafo napoletano Antonio Avitabile e costò 475 ducati e 87 grani, come si rileva da documenti del tempo conservati nell’archivio comunale.

“Onorio” fu un nome molto usato negli anni successivi dai devoti del paese.

Giovanni Labbiento


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