Il fascino della scultura in terracotta

di Vincenzo Dino Patroni

Agli inizi degli anni “Novanta” dedicai la mia ricerca artistica alla scultura in terracotta e alla mia personale interpretazione plastica di manieri e di fortezze medievali da me visitate in precedenti soggiorni in Sicilia e in Spagna. Molti di questi erano stati costruiti nel periodo della dominazione araba nell’isola.

Tra i tanti visti, rimasi particolarmente affascinato dal castello dell’Emiro di Cefalà Diana in provincia di Palermo. Nacquero così, dalla mente ancora accesa da quel ricordo e dalle mie mani che plasmarono terre refrattarie, sculture rappresentanti vari castelli saraceni.

Tutto ciò senza aver voluto mai copiare dalla realtà trasfigurandola, invece, e affidando l’esecuzione di ogni mia opera alle emozioni personali vissute e ricordate durante la modellazione stessa.

Questa scultura interpreta un castello saraceno e fa parte di quella serie di opere che ancora oggi rappresentano per me un momento importante della mia produzione di sculture in terracotta.

Nel 1996 questa scultura fu esposta, su proposta dell’amico ceramista Salvatore Cipolla che all’epoca insegnava all’Accademia di Firenze, insieme ad altre opere di Pietro e Tommaso Cascella, Fioretta Fioroni, Romano Lucchini, Maly Zemach ed Ernesto Treccani, nella Sala delle Arti e del Disegno in Piazza S. Marco a Firenze e fu poi acquisita, a fine mostra, per una raccolta privata dove tutt’oggi è collocata al centro di una fontana di un rigoglioso giardino di una villa nei pressi di Fiesole.

Vincenzo Dino Patroni 

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