In questi giorni l’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino sta inviando una raffica di sanzioni per presunte visite mediche mai disdette, scatenando proteste e profondo sconcerto in tutta la provincia.
Il caso emblematico, portato alla luce dal giornalista Enzo Costanza, arriva da una donna di Bagnoli Irpino che si è vista recapitare una richiesta di pagamento da 56 euro intestata al padre, scomparso nel 2020. La presunta violazione risalirebbe al 2018, ma l’uomo non aveva disdetto alcuna visita semplicemente perché non ne aveva mai prenotata una.
L’episodio riaccende i riflettori sui gravi disservizi legati a questo invio massivo di cartelle esattoriali. Le comunicazioni notificate ai cittadini appaiono prive dei requisiti minimi di trasparenza: nella quasi totalità dei casi mancano il giorno e il mese della presunta prenotazione e non viene neppure specificata la tipologia di prestazione sanitaria contestata.
Questa totale assenza di dettagli rende impossibile per gli utenti verificare la fondatezza del debito e difendersi adeguatamente. Il risultato è il caos: moltissime persone si stanno recando di persona agli sportelli del CUP per chiedere spiegazioni e fare ricorso, trovandosi purtroppo di fronte a enormi difficoltà nell’ottenere risposte chiare e verifiche tempestive. GT

Commenti
Per visualizzare i commenti Disqus devi accettare i cookie Marketing.