Ci sono gesti e atti simbolici che, se non producono l’effetto sperato di arrestare una guerra o qualsiasi altra ingiustizia, hanno il potere di far elevare il senso di giustizia e di responsabilità morale a livello personale o di una collettività di persone.

Ogni testa è un mondo, ogni pensiero un’idea di realtà. Ciò che sta avvenendo in Palestina, a Gaza in particolare, può essere affrontato dalle persone comuni (purtroppo impotenti di fronte al massacro di massa), in due modi: il primo è quello di prendere le distanze e di dimostrare, attraverso appunto atti e gesti simbolici, la totale contrarietà e dissenso verso una delle pagine più orribili della storia; il secondo è quello di non fare e non dire assolutamente nulla, portando avanti un tacito assenso che rende corresponsabili di tali atrocità e barbarie.

La nostra amministrazione comunale ha scelto di affrontare la questione nel secondo modo, ossia assumendo una totale indifferenza che inequivocabilmente la posiziona, e per ricaduta anche noi inteso come comunità, dalla parte del governo della destra israeliana, con chi porta avanti uno sterminio di massa ai danni di una intera popolazione, quella palestinese, che la vede crudelmente soccombere giorno dopo giorno sotto i colpi del fuoco o della fame.

Questa posizione insensibile è stata prima di tutto portata avanti con l’assenza assoluta di iniziative di solidarietà a sostegno del popolo palestinese, nessuna parola, nessun gesto, nessuna azione; è stata poi confermata e ribadita con la totale indifferenza in seguito ad una richiesta di riconoscimento dello Stato di Palestina formalmente inviata oramai tre mesi fa al sindaco e al consiglio comunale. Un silenzio assordante, orribile e disumano, oltre che irrispettoso verso chi pretendeva almeno una risposta.  L’associazione politica “Giovane Sinistra”, in totale accordo con il gruppo consiliare di minoranza “Bagnoli Fenix”, attende una risposta dal lontano 5 giugno, giorno in cui la richiesta è stata protocollata, per riconoscere politicamente e formalmente lo Stato di Palestina.

In quel documento il sindaco e la giunta sono stati invitati a trasmettere l’atto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai Ministri competenti, alle Camere del Parlamento e ad altri enti e istituzioni affinché “l’Italia riconosca lo STATO DI PALESTINA nelle sedi competenti e si faccia promotrice di analogo processo di riconoscimento presso l’Unione Europea mediante ratifica degli organi competenti”. Da allora sono passati ben 3 mesi e 2 consigli comunali, senza aver avuto nessuna risposta. Più che a noi, dovete una risposta a voi stessi, alla storia che vi giudicherà, ponendovi dalla parte giusta o sbagliata. Per ora avete scelto la seconda, e non credetevi nemmeno per un attimo innocenti: “Per quanto voi vi crediate assolti, siete lo stesso coinvolti”.

Prima dell’amministratore c’è l’uomo che qualifica se stesso e il ruolo che ricopre: se questo è un uomo, questo è anche il Comune.

L’ assemblea dei soci

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