Gli italiani continuano ad avere fiducia nel mattone considerandolo un bene rifugio sicuro è una fonte di stabilita finanziaria. A dimostrarlo sono i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI), disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate, che mostrano un nuovo incremento (+8,5%) su base annua delle compravendite residenziali, nell’ultimo trimestre del 2025. La crescita riguarda gran parte del territorio nazionale, dai comuni minori ai capoluoghi, mentre nelle grandi città spiccano Milano e Palermo, che guidano la ripresa con aumenti rispettivamente dell’11,8% e dell’8,5%. Le buone notizie però finiscono qui, per l’Irpinia, infatti, i dati sono molto meno confortanti.
La provincia di Avellino si posiziona in fondo alla classifica con prezzi medi sia per le vendite che per gli affitti, molto al di sotto della media nazionale. Nell’intera provincia sono presenti oltre 7.516 immobili in vendita e 1.121 in affitto, con un indice di circa 20 annunci per mille abitanti. Il prezzo medio degli appartamenti in vendita varia dai 1.495 €/m² di Avellino città ai 284 €/m² di Cairano, registrando una quotazione inferiore che varia da 49% al 85% rispetto alla media regionale. Per quanto riguarda la vendita, la tipologia più scambiata è costituita da appartamenti seguita da case indipendenti. La tipologia più scambiata in affitto è costituita invece dagli appartamenti seguita dai locali commerciali. Il maggior numero di annunci immobiliari è pubblicato nel comune di Avellino (24%), mentre il più attivo in termini relativi è il comune di Sant’Angelo a Scala (77 annunci per mille abitanti).
Restringendo ulteriormente il campo ai comuni dell’Alta Irpinia, notiamo come il prezzo medio, sia per quanto riguarda le vendite che per gli affitti continua a calare rispetto al capoluogo attestandosi intorno ai 700 €/ m² per gli immobili in vendita e ai 4€/m² per gli affitti. Per quanto riguarda Bagnoli Irpino i dati sono leggermente migliori rispetto agli altri comuni dell’Alta Irpinia, il nostro comune registra infatti un prezzo di vendita medio di 759 €/ m² per le vendite e di 4,64 €/ m² per gli affitti, attestandosi, in un’ipotetica classifica fra i comuni dell’Alta Irpinia, sul secondo gradino del podio alle spalle del comune di Lioni, e davanti ai vicini comuni di Nusco (terzo) e Montella (quarta).
Questi dati non possono di certo confortarci perché mostrano come il nostro comune, come il resto dell’Irpinia, sia poco attrattivo sia se consideriamo le vendite degli immobili sia riguardo alle proposte in affitto. Le cause sono ovviamente da ricercare in alcuni fattori, primo fra tutti il fatto, ormai conclamato, che le aree interne hanno un patrimonio immobiliare spropositato rispetto alla popolazione. Il nostro paese, ad esempio, registra circa 2400 abitazioni a fronte di una popolazione di appena 3000 abitanti. Continuando così fra pochi anni in paese ci saranno più case che persone e di conseguenza aumenterà ancora di più il numero di immobili che saranno proposti in vendita. A ciò bisogna aggiungere che nella maggior parte dei casi l’immobile messo in vendita non rispecchia i canoni attuali: requisiti di sicurezza e conformità, efficienza energetica, spazi funzionali, moderni e con buona luminosità. In compenso la maggior parte degli immobili richiedono lavori di ristrutturazione per renderli funzionali. Per quanto riguarda gli affitti i problemi sono pressappoco gli stessi, a mancare è principalmente la domanda a fronte di un’offerta che continua ad aumentare, proprio in virtù del fatto che diminuendo la popolazione aumentano le case vuote.
È un circolo vizioso dove l’unico risultato sarà che fra qualche anno il patrimonio immobiliare inizierà a degradarsi trasformando un patrimonio edilizio potenzialmente utile in un peso, alimentando di conseguenza la marginalizza-zione dei nostri territori. Le soluzioni proposte da tanti comuni italiani in questi anni, come quello delle “Case a 1 euro” per riqualificare i borghi e attirare nuovi residenti, hanno avuto al momento un impatto minimo sul patrimonio immobiliare. Per provare a salvarlo servono interventi mirati delle amministrazioni comunali e del Governo per supportare la rigenerazione urbana e incentivare l’acquisto e la ristrutturazione. Una sfida ardua ma necessaria se vogliamo salvare i nostri borghi.
Giulio Tammaro – (da Fuori dalla Rete Dicembre 2025 Anno XIX n. 4)

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