Laceno d’Oro 50 e non sentirli
Cinquanta e non sentirli. Anzi: festeggiarli come si festeggia una tappa importante di un viaggio collettivo, fatto di visioni, idee e incontri. Il Laceno d’Oro International Film Festival compie mezzo secolo e si prepara a celebrare questo traguardo con un’edizione che promette di essere “indimenticabile”.
A dirlo è Maria Vittoria Pellecchia, direttrice artistica del festival, che ha vissuto tutte le trasformazioni del Laceno d’Oro prima da spettatrice, poi da collaboratrice e infine da guida creativa di un progetto che ha saputo coniugare tradizione e avanguardia. «È un onore e una grande responsabilità – spiega Pellecchia – soprattutto in un’edizione così simbolica per un festival che ha ormai raggiunto la dimensione internazionale che merita.
Vivo questo ruolo non come una posizione di vertice, ma come il collante tra le varie anime del festival». Con uno sguardo sempre attento e curioso, il Laceno d’Oro ha attraversato decenni di cambiamenti, mantenendo vivo il legame con le sue radici: la provincia, l’Irpinia, l’idea originaria di Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio, pionieri che avevano già intuito come il cinema potesse raccontare il territorio e dialogare con il mondo. Ospiti come Pasolini e Rossellini hanno segnato la storia del festival, ma oggi, spiega Pellecchia, «tradizione e innovazione non sono in opposizione, ma dialogano costantemente: la forza della prima sta nel suo saper offrire fondamenta solide, mentre la seconda infonde nuova linfa».
Anche per questo, l’edizione 2025 – in programma dall’1 all’8 dicembre – non sarà solo una celebrazione, ma un rilancio. I bandi per partecipare ai tre concorsi internazionali sono ufficialmente aperti su Film-Freeway e sul sito lacenodoro.it, con scadenza fissata al 5 settembre. I tre concorsi – Laceno d’Oro 50, Gli occhi sulla città e Spazio Campania – rappresentano le tre anime del cinema contemporaneo che il festival intende esplorare. Laceno d’Oro 50 è dedicato a medio e lungometraggi, sia di finzione che documentari, superiori ai 30 minuti; Gli occhi sulla città si concentra su cortometraggi che affrontano tematiche legate agli spazi urbani e all’ambiente. Spazio Campania valorizza le opere realizzate da autori campani o ambientate nella regione.
Il premio Spazio Campania – Chiara Rigione ha inoltre un significato speciale. Dedicato alla giovane regista di origini bagnolesi scomparsa prematuramente, rappresenta un omaggio affettuoso e simbolico: «Chiara era parte integrante della famiglia del Laceno d’Oro – racconta la direttrice – ha iniziato come partecipante e in pochi anni è diventata giurata. Questo premio vuole tenere vivo il suo spirito: aperto, curioso, innamorato del territorio».
Uno dei punti cardine è la sezione Gli occhi sulla città, ideata da Aldo Spiniello, capo-programmatore del festival, che indaga il rapporto tra cinema, ambiente e paesaggio urbano. «Questa sezione è oggi fortemente identitaria mette in dialogo autori e spettatori su trasformazioni che riguardano spazi, ambiente, quotidianità.
Il cinema diventa così strumento critico di osservazione del presente». Non mancheranno eventi speciali, retrospettive e ospiti d’eccezione, per celebrare i cinquant’anni con il giusto equilibrio tra memoria e futuro. Una sfida non semplice, soprattutto oggi, tra risorse limitate, pubblico frammentato, linguaggi che cambiano. «La sfida più grande – conclude – è mantenere l’equilibrio: tra sostenibilità e scelta artistica, tra innovazione tecnologica e accessibilità, tra radici locali e visione globale. Ma se il cinema ci ha insegnato qualcosa, è che il cambiamento va sempre attraversato con lo sguardo aperto. Proprio come fa il Laceno d’Oro».
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