L’artista Maria Rachele Branca e l’arch. Franco Cione protagonisti del restauro del portone della chiesa di Sant’Antonio a Posillipo

Nei giorni scorsi è stata inaugurata la nuova porta lignea della Chiesa di Sant’Antonio a Posillipo  alla presenza di Monsignor Michele Autuoro, di Padre Antonio Giordano e di Padre Cesare D’Arezzo, con l’architetto Francesco Cione, responsabile del progetto, e la scultrice irpina Maria Rachele Branca.

La cerimonia si è aperta con il rito della benedizione liturgica, cui è seguito un intervento dal pulpito che ha illustrato il significato simbolico e comunitario dell’opera, soffermandosi sul contributo della scultrice.

Maria Rachele Branca è infatti l’autrice delle formelle in terracotta – successivamente fuse in bronzo – che compongono l’apparato iconografico della nuova porta, dando corpo e continuità alla simbologia dell’Ordine. Si tratta di un dettaglio significativo: un elemento decorativo e devozionale, che non rappresenta solo un arricchimento formale, ma si inserisce, per natura e funzione, nel nuovo varco simbolico e identitario della Chiesa.

Nel linguaggio plastico di Maria Rachele Branca , l’adesione alla tradizione religiosa si coniuga con la capacità di interpretare con rigore formale gli emblemi commissionati. Ed è così che le sue forme essenziali instaurano un dialogo atemporale ed ideale con la sede che custodisce la tela barocca: La Maddalena e San Giovanni Evangelista in adorazione della Croce del pittore della scuola napoletana e allievo del Solimena, Andrea D’ Asti  (Bagnoli Irpino, 1673 – Napoli, 1721), con il quale la scultrice condivide i natali.

Così, la nuova porta lignea non solo rinnova il suo invito alla comunità religiosa, ma diventa punto d’incontro tra passato e presente nel lavoro di Maria Rachele Branca che, ancora una volta, persegue, con sensibilità personale, il proprio sguardo sul sacro.

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