Carissimi,
le feste pasquali in corso non le stiamo vivendo con i migliori auspici, nubi tempestose e forti nubifragi di guerre e violenze sociali ci stanno accompagnando ormai già da molto tempo e non se ne vede la fine, le preghiere che pure rivolgiamo al Signore non sembrano produrre effetti concreti. Però come credenti celebriamo le nostre liturgie e atti di culto, facciamo le nostre preghiere, viviamo i nostri momenti di devozione. Tutto è “spettacolizzato” anche il culto, per cui impera il superficiale in quanto, spesso, tutto è diventato superficiale.
Allora? Tutto inutile? Ci arrendiamo?
Il cristiano non si arrende perché si nutre (e deve nutrirsi) di fede, speranza e carità. Ma senza scomodare il Manzoni (ci ricordiamo il “Carneade, chi era costui” dei Promessi sposi?), forse oggi ci dobbiamo domandare “ma che sono veramente la fede, la speranza e la carità?”. Il mondo di oggi le ha rese troppo superficiali e personalizzate, adattandole ognuno a proprio uso e consumo!
Dobbiamo ritornare alle radici, all’origine, dobbiamo ritornare alla Parola originale di Gesù, al Vangelo! Dobbiamo nutrire la fede con abbondante Parola di Dio, dobbiamo fare molto esercizio di vera carità con amore fraterno sincero e non di facciata o di comodo, dobbiamo alimentare la speranza credendo ciecamente alle parole del Salmo: chi cerca il Signore non rimane deluso! Bisognerebbe aggiungere: “veramente, sinceramente e nel modo giusto”, perché vista la superficialità anche del nostro pregare, ne costatiamo l’apparente inutilità, senza dimenticare il fatto che quando preghiamo vogliamo che sia il Signore a intervenire e fare tutto Lui, senza dare la nostra libera disponibilità a fare la nostra parte nella costruzione di un mondo migliore.
Perché tutto questo?
Perché anche la nostra conversione e il nostro ritornare a Dio, il nostro cambiare vita, sono qualcosa di superficiale, non autentico, falsato, perché dobbiamo cambiare sul serio per poter ritornare veramente a Dio. E Dio ci legge nel cuore!
Ecco la vera Pasqua che auguro alla mia comunità! E vi assicuro che non sono parole di circostanza, sono sentite e vengono dal profondo. Cambiamo vita, viviamo più fraternamente, costruiamo la pace vivendo in pace con Dio, con gli altri, con se stessi. Ricordiamo le parole pasquali di Gesù Risorto: “Vi lascio la pace vi do la mia pace, non come la dà il mondo io la do a voi” e la nostra realtà veramente pacifica, Bagnoli comunità di pace, sarà il lievito che fermenterà “tutta la pasta”, il mondo intero! Amen!
Buona Pasqua!
Vs don Stefano

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