Il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), realizzato in collaborazione con la Procura della Repubblica di Avellino e pubblicato il 14 luglio 2026, offre diversi spunti di riflessione anche per Bagnoli Irpino. Lo studio ha interessato 86 Comuni della provincia di Avellino, fra cui il nostro, analizzando 296 siti individuati come possibili fonti di pressione ambientale e una serie di indicatori relativi allo stato di salute delle popolazioni residenti. Per quanto riguarda il nostro paese i dati che emergono presentano alcuni aspetti che meritano di essere conosciuti e approfonditi.

Il rapporto in riferimento a Bagnoli indica una popolazione residente di 3.029 abitanti (dati relativi al 2024) e una percentuale di popolazione potenzialmente esposta a siti inquinanti pari allo 0,7%. Il valore dell’Indicatore di Rischio Comunale ambientale (IRC) è invece pari a 41.878,93, collocando il Comune nella quarta classe su sei.

La notizia positiva è che, nell’inventario utilizzato dallo studio, a Bagnoli Irpino non risulta censito alcun sito inquinante e non risultano attività industriali ad alto rischio ambientale. Non vengono quindi individuati nel territorio comunale siti di smaltimento, discariche, aree di abbandono illecito di rifiuti o altre fonti di pressione ambientale comprese nella ricognizione. Questo dato seppur significativo non equivale a una certificazione assoluta dell’assenza di qualsiasi forma di contaminazione ambientale nel territorio comunale.

La domanda che sorge leggendo questi numeri è perché nonostante soltanto lo 0,7% della popolazione vive in un raggio di 1 chilometro da potenziali fonti di inquinamento e nel territorio comunale non risultano siti inquinanti viene inserito in quarta fascia per il rischio ambientale?

La spiegazione è legata alla metodologia utilizzata dall’ISS, che non considera esclusivamente i siti presenti all’interno dei confini comunali, ma tiene conto anche delle potenziali pressioni ambientali provenienti dai territori circostanti. Nel  nostro caso, ad incidere  nella valutazione sono la presenza, nei vicini Comuni di Montella e Nusco, di due discariche censite come siti inquinanti e di diverse attività industriali considerate potenziali fonti di pressione ambientale.

Un altro dato, particolarmente interessante, riguarda invece gli indicatori sanitari. In questa seconda classificazione Bagnoli Irpino raggiunge la classe 5, la più alta tra le cinque previste dal rapporto.

L’ISS ha elaborato un indicatore specifico, denominato Indice di Carico Sanitario (ICS), costruito sulla base degli eccessi rilevati nelle analisi relative a mortalità, ospedalizzazione, incidenza dei tumori e alcuni esiti riproduttivi, considerando sia la popolazione generale sia quella pediatrica-adolescenziale.

Il valore complessivo dell’ICS per Bagnoli Irpino è pari a 82,6 ed è composto dai seguenti contributi:

  • Decessi: 35,6.
  • Ospedalizzazioni: 26,2.
  • Tumori: 15,2.
  • Decessi nella fascia 0-19 anni: 2,4.
  • Tumori nella fascia 0-19 anni: 1,6.
  • Ospedalizzazioni nella fascia 0-19 anni: 0.
  • Nati con basso peso: 0,8.
  • Nati pretermine: 0,8.

Se prendiamo in esame i comuni circostanti nessuno è inserito nella nostra stessa classe mentre figurano Comuni della provincia, tra cui: Montoro, Serino, San Martino Valle Caudina, Atripalda, Sirignano, Cervinara, Solofra e Avellino.

La collocazione nella quinta fascia merita attenzione, ma richiede alcune precisazioni. Non significa automaticamente che nel Comune esista una specifica emergenza sanitaria, né dimostra che eventuali patologie siano riconducibili a cause ambientali. Gli indicatori sanitari rappresentano elaborazioni statistiche della popolazione e devono essere interpretati considerando i criteri utilizzati, i periodi di riferimento e i confronti con gli altri territori. Per stabilire eventuali collegamenti tra condizioni ambientali e stato di salute dei cittadini sono necessari approfondimenti epidemiologici specifici.

In conclusione, il rapporto dell’ISS restituisce un quadro articolato e contrastante della situazione del nostro paese. Da una parte, l’assenza di siti potenzialmente inquinanti censiti direttamente nel territorio comunale e una percentuale minima di popolazione potenzialmente esposta, dall’altra, una classificazione in quarta fascia per il rischio ambientale e in quinta per il carico sanitario. Al momento non sono disponibili ulteriori elementi per approfondire questi risultati. Il rapporto rappresenta comunque un contributo importante, perché offre indicazioni utili e individua gli ambiti sui quali concentrare l’attenzione.

L’auspicio è che possa esserci un seguito concreto, attraverso controlli effettivi sul territorio, monitoraggi ambientali e una maggiore disponibilità di dati accessibili alla comunità, anche in virtù delle parole del Procuratore Francesco Raffaele a margine della presentazione del rapporto dove ha sottolineato che «Probabilmente, da parte del territorio ci si aspettava un risultato un po’ migliore. Non siamo in una zona particolarmente industrializzata, non siamo in un’area come quelle del Nord Italia. Nonostante questo, sono emersi alcuni campanelli d’allarme. Non si tratta necessariamente di elementi negativi, ma ci sono dati che vanno sicuramente tenuti in considerazione»

Giulio Tammaro

Condividi questo articolo

Commenti

Articoli correlati