Parte della serie scultorea 𝐌𝐄𝐀 𝐒𝐔𝐌 (𝐈𝐨 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐦𝐢𝐚), insieme ad America e Trinacria, L’ Opulenta  concentra la propria forza espressiva nell’equilibrio tra costruzione volumetrica e tensione gestuale, in una ricerca plastica che celebra la body positivity attraverso la valorizzazione di un corpo non conforme ai canoni estetici convenzionali. La sua figura giunonica si caratterizza per una silhouette voluttuosa, avvolta — dal foulard al telo che le fascia il corpo — da una dominante cromatica di blu, che richiama l’orizzonte marino di un’assolata estate mediterranea.

In questa atmosfera, alla quale l’opera sembra idealmente appartenere, L’ Opulenta si raccoglie in un abbraccio, sfiorandosi con naturalezza e dando forma a un desiderio che non ricerca uno sguardo esterno, ma trova compimento in un intimo atto di consapevolezza e autoaccettazione. Ed è proprio il gesto dell’abbraccio a costituire il fulcro compositivo dell’opera: attraverso una dinamica centripeta, il movimento delle braccia guida lo sguardo verso una corporeità pienamente abitata, promuovendo una dimensione di cura, ascolto e riscoperta sensibile di sé, nella quale il corpo femminile cessa di essere oggetto di contemplazione per divenire soggetto attivo, capace di rivendicare il diritto a piacersi.

In tal senso, il titolo orienta la lettura verso una riflessione sulla corporeità quale spazio di libertà: qui, infatti, l’opulenza non assume il significato di eccesso, ma si configura come espressione di pienezza, vitalità e compiutezza esistenziale. Ed è così che le proporzioni generose della figura diventano il principio formale attraverso cui Maria Rachele Branca propone un’idea di bellezza emancipata dagli stereotipi estetici e culturali, fondata sulla rivendicazione della propria identità corporea, senza costrizioni né la pressione di uno sguardo normativo.

Testi critico Rossella Della Vecchia

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