“Frammenti di un mondo perduto”, intervista a Rosaria Patrone
Venti storie tutte con un unico comune denominatore: Bagnoli Irpino . “Frammenti di un mondo perduto” non è la classica raccolta di racconti ma un libro dove si incrociano storie e personaggi di un tempo, aneddoti familiari e vicende comuni, dove il ricordo di tempi lontani si mescola e allo stesso tempo racconta una Bagnoli che ormai vive soltanto nei ricordi di chi l’ha vissuta.
Il merito di questo libro è senza dubbio di Rosaria Patrone che con tenacia e determinazione ha voluto dare vita ad un’opera inedita per il nostro paese. Le difficoltà e i momenti di scoraggiamento non sono di certo mancati, ma ne è valsa la pena, “Frammenti di un mondo perduto”, ha un valore storico e culturale che funge da ponte tra generazioni e preserva ricordi altrimenti destinati a perdersi.
A Rosaria Patrone auguriamo di realizzare tutti i suoi sogni e la ringraziamo per averci concesso questa intervista. Buona lettura.
Come nasce l’idea di realizzare “Frammenti di un Mondo Perduto”?
L’idea nasce dall’esigenza di cristallizzare il ricordo di chi erano e come vivevano i bagnolesi nel secolo scorso, sollecitata dall’allarmante spopolamento dell’intero territorio irpino, a cui assistiamo rassegnati ormai da diversi anni. I nostri vecchi, custodi di ogni tipo di memoria, ci stanno lasciando inesorabilmente, portando con sé un patrimonio di ricordi che parla di radici e di identità.
I giovani, che numerosi sono andati via per studio o per lavoro, interrompendo quel flusso di memoria legato al territorio, alle origini, avranno la possibilità di recuperarlo, in parte, solo attraverso il racconto di chi ancora serba quei ricordi. E quando non ci sarà più nessuno che potrà raccontare, chi sopperirà a questa mancanza? Un libro! Questa è la risposta che mi sono data e che mi ha convinta a realizzarlo quel libro.
Dovendo riassumere in poche righe il senso del libro, cosa diresti?
Il senso del libro è tutto nello sforzo degli autori di riportare alla mente il proprio vissuto di un passato lontano, mettendolo a disposizione di chiunque senta il bisogno di sapere chi siamo stati e come vivevamo nel ‘900. Un piccolo patrimonio di usi e costumi legati al territorio e al tempo che spazia dagli anni ‘40 del secolo scorso ai giorni nostri.
Questa raccolta di racconti, ha un valore storico e culturale, che funge da ponte tra generazioni e preserva ricordi altrimenti destinati a perdersi. L’autenticità delle sue testimonianze, rende il libro prezioso per la letteratura di memorie ed eventualmente anche per studi antropologici del luogo.
Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire “Frammenti Di Un Mondo Perduto”, quali useresti?
Ogni racconto è un frammento di quel mondo che i ventuno autori hanno rappresentato e nonostante questo, gli aggettivi che, per me, definiscono il libro sono: commovente, autentico e sorprendente. I racconti sono intrisi di nostalgia e affetto per la nostra terra, con un forte impatto emotivo per chi ha vissuto esperienze simili. La capacità degli autori di evocare immagini vivide rende il libro accessibile a un pubblico ampio, non solo a chi ha legami con Bagnoli.
C’è stato un particolare criterio di scelta nel selezionare gli autori?
La selezione degli autori è avvenuta per gradi. Sono partita da chi è avvezzo a scrivere e quindi avrebbe potuto farlo molto bene. Poi ho voluto che anche chi non aveva mai scritto nulla partecipasse, regalandoci un’autenticità non condizionata dal “mestiere” di scrivere che spesso e volentieri edulcora i ricordi. Il risultato è stato sorprendente. Nessuno dei 21 partecipanti conosceva i nomi degli altri autori e neppure cosa avrebbero raccontato. Avendo lasciato la totale libertà di parlare di quello che avrebbero voluto, mi ha stupito constatare che ogni racconto fosse completamente diverso dagli altri, sia per argomento che per tempo di ambientazione, come se si fossero messi d’accordo tra loro per regalarci la più vasta varietà di temi. Il risultato è un libro polifonico per la pluralità delle voci che accoglie, ricco di stili narrativi variegati (prosa, poesia, memoria storica e autobiografia).
Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere da questa esperienza di lettura?
“Frammenti di un mondo perduto” rappresenta un’importante testimonianza della vita a Bagnoli Irpino nel Novecento. Recupera esperienze e frammenti di memoria collettiva, permettendo di preservare la cultura, il dialetto, le tradizioni locali e la trasformazione del nostro paese nel tempo.
Dalla lettura dei racconti si acquista una nuova consapevolezza di come e quanto siamo cambiati negli anni, rafforzando quel senso di appartenenza, di radici che, in un’era competitiva come la nostra, tendiamo a sottovalutare. Il rapporto tra passato e presente invita anche a una riflessione su memoria, radici e futuro.
Hai nuovi progetti? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?
Progetti di scrittura ne ho più di uno e questo mi fa capire che non sono ancora pronta a dare vita a un nuovo libro, non a breve. Intanto vorrei promuovere “ Frammenti di un Mondo Perduto”, portandolo nelle scuole, e non solo in quelle di Bagnoli. Mi sto adoperando per questo e per gennaio avrò una prima data per presentarlo all’Istituto Comprensivo di Bagnoli, con la partecipazione delle terze medie di Nusco.
Giulio Tammaro – (da Fuori dalla Rete Dicembre 2025 Anno XIX n. 4)
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