Il 2026 sarà l’anno del rilancio del Laceno, speriamo lo sia per tutti e non per pochi
di Giovanni Nigro
C’è chi dice che il 2026 sarà l’anno del rilancio del Laceno, del territorio e di tutto quello che ne comporta. Siamo d’accordo e lo speriamo, ma a quanto pare questo al di là del ponte delle tavole non è chiaro, o meglio è chiaro a poche persone, magari agli addetti ai lavori che ringraziamo per l’impegno.
Il brand Laceno è strettamente collegato a quello che sono le nuove forme di comunicazione. Vedasi gli innumerevoli influencer che arrivano e creano contenuti video nel territorio. Ed è sicuramente un bene. Non ci aspettiamo l’esodo di Roccaraso alla Rita De Crescenzo, anche se alcuno lo sperano perché un tale numero di persone non lo vediamo da anni ed anni. Il futuro passa anche da qui. Dal fatto che non possiamo esimerci dal fatto che dobbiamo cominciare a pensare di investire in qualcosa che ancora non c’è e non parlo della Intelligenza Artificiale, ma del futuro del turismo. Che siano aperte o chiuse le seggiovie, che siano funzionanti o che ci sia neve o no, il futuro sarà per chi esiste e comunica sul web le proprie intenzioni, in maniera chiara e non in poche persone.
Da queste colonne quest’anno abbiamo anche parlato di futuro e di passato, concentrandoci su quello che sarà il nostro paese, che dal punto di vista imprenditoriale perde qualche pezzo o ne acquista altri. Speriamo che le nuove generazioni sappiano prima di tutti cosa succederà, sappiano prima di tutti dove stiamo andando. Il 2026 sarà un anno importante per la popolazione, ci saranno nuovi scenari, magari politici o soltanto di visione futura. Certo è che l’impegno di tutti deve esserci per non pensare di tagliare solo un nastro senza abbellire il negozio. Spesso abbiamo sentito proclami che ci hanno fatto sperare alle imminenti risoluzioni dei problemi. I problemi non sono solo ed esclusivamente di visione, ma anche di mantenimento. Perdiamo pezzi e la nave sta andando alla deriva, su tanti aspetti che il palazzo non vede.
I comuni si stanno mobilitando per trattenere con le catene i giovani, per farli restare per far aumentare di poco il proprio prodotto, che sono le persone e queste persone sono il futuro. Un paese senza persone non è un paese. Ci meravigliamo che nessuno parla, che nessuno discute, però siamo i primi a non porci i problemi considerandoli problemi degli altri. E questo nemmeno sarà più possibile, a chi ancora oggi pensa che la barca viaggia da sola, o meglio, la giostra basta che gira, si deve rispondere che non è così. La giostra, la barca e tutte le cose che riguardano il trasporto, hanno bisogno delle persone e più ce ne sono meglio è. Non serve il cerchio magico, le decisioni per il futuro di questa terra non possono essere prese dalle singole persone, questo è il problema. Coinvolgere tutti in un unico obiettivo comune, deve essere anche il leitmotiv della prossima amministrazione, che, ricordiamo, sarà eletta nel 2027.
Non ci dimentichiamo che quello che è avvenuto alle ultimissime elezioni, quelle regionali, non è stato sicuramente buono, cioè il fatto che la maggior parte delle persone non è andata a votare, come qui, dappertutto è così. Però nei piccoli paesi, con la scomparsa dei luoghi di confronto, come i partiti, il distacco dalla Cosa Pubblica è ancora di più, è ancora maggiore rispetto a tutte le grandi città. La futura classe dirigente di questo paese, non potrà quindi parlare solo del tema seggiovie, come un qualcosa che sta arrivando, ma si spera come qualcosa che funziona. E quindi l’alibi di dire abbiamo fatto questo e quindi questo già è tanto non lo potrà avere più nessuno, ora si deve pensare al futuro.
Lo diciamo da tempo che le nuove funivie non sono il punto di arrivo, ma uno di partenza per pensare ad un domani migliore, per i nostri figli. Io immagino che la società civile ha ben chiara la cosa e sicuramente avrà capito questo aspetto fondamentale. Ma non sono sicuro che i governanti futuri vogliano aprire ad un dialogo per quanto riguarda il domani di questo territorio, non lo so ho questa sensazione di vedere una partita a porte chiuse, una di quelle partite che nessun tifoso può vedere, anzi nessun tifoso riesce a vedere. 22 giocatori e l’arbitro in un campo. Il risultato lo si può scoprire solo alla fine e se la tua squadra ha perso non sai nemmeno perché. Voglio essere smentito, voglio che sicuramente ci siano ancora giorni per partecipare e per esserci. Vogliamo sicuramente esultare quando ci sarà un’azione clamorosa, però che non sia troppo tardi.
Allora speriamo che il 2026 porti molte persone a decidere e partecipare, anche perché se deve essere un anno speciale, che lo sia per tutti e non per pochi.
Buon Anno.
Giovanni Nigro – (da Fuori dalla Rete Dicembre 2025 Anno XIX n. 4)
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