Da pochi giorni la commissione tecnica ha collaudato le nuove seggiovie del Laceno dando il via libera alla riapertura dell’unico impianto sciistico presente in Campania, fermo dal gennaio 2018. L’apertura di questa stazione sciistica, insieme alla prossima apertura delle Grotte del Caliendo e la presenza dell’estesissima rete sentieristica presente nei parchi regionali dei Monti Picentini e del Partenio possono costituire concretamente il vero volano per il definitivo decollo turistico dell’area.

Oggi, grazie ad una galleria della lunghezza di circa 100 metri realizzata dall’Ente Parco dei Monti Picentini nel 2009 è possibile accedere alle Grotte del Caliendo proprio dalla Piana dal Lago Laceno, raggiungendo in poco tempo quella che per decenni è stata la parte terminale del lungo e spesso impraticabile percorso in risalita che si faceva partendo dalla Bocca.

Con i suoi 3.800 metri di sviluppo, la Grotta del Caliendo è attualmente una tra le più importanti cavità della Campania, seconda solo per lunghezza a quella turistica di Castelcivita, in provincia di Salerno. Essa è caratterizzata dall’alternarsi di ampi corridoi ed angusti budelli, da ampie sale e stretti sifoni, da gole, salti, laghetti e meandri. La grotta presenta peculiari caratteristiche poiché, oltre a migliaia di stalattiti e stalagmiti, accoglie, l’alveo del torrente sotterraneo.

Nel periodo invernale il fiume, dopo aver percorso l’intera grotta, riemerge a valle della maestosa ed imponente bocca di Caliendo, ricadente sul versante opposto del monte che accoglie la grotta, su una altissima parete rocciosa, da cui si diparte poi una profonda e spettacolare forra con salti e cascate. L’ingresso dal Lago Laceno, inoltre, consentirebbe di osservare il funzionamento idrogeologico di questa notevole cavità carsica durante le piene, proponendosi anche come un importante modello per spiegare “dal vivo” la circolazione idrica sotterranea degli acquiferi carsici, ricchezza e caratteristica del Parco dei Picentini.

La Conca del Laceno, rappresenta una singolarità dal punto di vista idrogeologico: è un tipico esempio, forse il più significativo d’Italia, di area carsica tributaria di due diversi bacini idrografici. Infatti, le acque sotterranee dell’intera struttura del Monte Cervialto costituiscono il “serbatoio” di alimentazione della sorgente Sanità emergente nel comune di Caposele, da cui ha origine il Fiume Sele. Le acque di ruscellamento superficiale della conca, invece, contrariamente a quelle sotterranee, confluiscono nel lago e, attraverso la grotta, defluiscono verso il vallone omonimo, tributario del Fiume Calore. La galleria realizzata immette direttamente nel ramo fossile in corrispondenza della splendida “Sala del thè” avente il caratteristico aspetto policromo, da cui si diparte un camminamento che consente la visita dei primi settecento metri della vastissima cavità carsica.

La Grotta di Caliendo, in definitiva, rappresenta un paradiso naturale, scarsamente valorizzato. Si avverte sempre più decisamente l’esigenza di una iniziativa che valorizzi la grotta, stabilisca le regole della sua fruizione, preservandola nel contempo dall’attuale frequentazione incontrollata. Ma le grotte sono inserite, sono ambienti fragili i cui delicati equilibri naturali possono subire un impatto non trascurabile in caso di iniziative mal progettate. Anche i sentieri ben articolati ed idoneamente progettati presenti per uno sviluppo complessivo di circa ottocento chilometri che si diramano sui Monti Picentini e quelli del Partenio costituiscono un elemento di forte attrattiva turistica in quanto permettono di far conoscere un corollario unico di monti e vallate che accolgono una fauna e una flora che conserva ancora intatti i caratteri di elevata naturalezza.

Sabino Aquino (Già Presidente dei Parchi Regionali dei Monti Picentini e del Partenio)

Fonte: Il Mattino del 25 ottobre 2026

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