“Pura lana Piemontese”, il progetto che trasforma la lana da scarto a prodotto di qualità

Lo smaltimento della lana è diventato un problema importante negli ultimi anni. Nella transizione dal mondo contadino a quello moderno la lana da bene prezioso e versatile per i nostri avi è diventata invece un peso di cui sbarazzarsi. La lana “sucida”, ovvero impregnata di sostanze grasse e altre impurità, oggi in Italia non ha più mercato e il suo smaltimento rappresenta per gli allevatori un’ulteriore voce di costo.

Per affrontare questo problema negli ultimi tempi sono partite diverse iniziative. Tra queste, molto interessante è
quella lanciata dall’assessorato agricoltura della Regione Piemonte che, a partire dallo scorso anno, ha dato vita, d’intesa con Arap, l’associazione regionale degli allevatori e il Consorzio “Biella The Wool Company, a un progetto che consente lo stoccaggio e lo smaltimento della lana tosata. Il progetto nasce con l’obiettivo di risolvere una problematica propria degli allevamenti ovini, trasformandola in un’opportunità di sviluppo.

In concreto Arap effettuerà la raccolta della lana sucida presso gli allevatori delle province di Torino e Cuneo e trattandosi di un sottoprodotto di origine animale, produrrà tutta la documentazione sanitaria necessaria. In un secondo momento i sacchi depositati nei magazzini verranno trasportati al Consorzio “Biella The Wool Company”, dove la lana verrà lavorata e recuperata. Il consorzio provvederà quindi alla trasformazione dei lotti di
lana in prodotti finiti e di qualità.

In prospettiva la realizzazione di un lavaggio attrezzato per poter trasformare i lotti di lana sucida in semi-manufatti o prodotti finiti, garantendo attraverso il marchio del Consorzio la qualità del prodotto medesimo e il rispetto dell’ambiente e dei lavoratori. Un progetto interessante, che nasce dall’esigenza di risolvere il problema dello smaltimento della lana e che si traduce in un percorso, fra pubblica amministrazione e allevatori, che in futuro potrà determinare un ritorno economico con il riconoscimento di una marginalità a tutti gli attori della costituenda filiera, allevatori in primis. Perché non prendere spunto?

Giulio Tammaro

(da Fuori dalla Rete Agosto 2023, anno XVII, n. 2)

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