A Offida nelle Marche il carnevale celebra 502 anni e si festeggia correndo dietro ad un bove. La festa ricorda molto la nostra Vacca di fuoco anche se oggi i due riti si celebrano in modo diverso e in ricorrenze diverse.

Il carnevale Offidano affonda le sue radici nella dominazione spagnola e i governanti per l’occasione donavano alla popolazione un bove da uccidere per assicurare un ricco addio alla carne prima dell’arrivo della quaresima. Gli offidani per celebrare questo omaggio organizzavano una vera e propria corrida tra le mura del borgo che terminava con il sacrificio della povera bestia.

Oggi quel toro, “Lu bovu”, fortunatamente non è più reale ma è costituito da una sagoma di legno rivestita di tessuti bianchi a strisce rosse. “Dorme” per tutto l’anno come amano dire gli Offidani per risvegliarsi il giorno del venerdì grasso e correre per le vie del borgo grazie a due cittadini, uno corre sotto la struttura dando vita al bove, l’altro lo guida dall’esterno. Dietro al bove una moltitudine di persone in maschera, vestite con il guazzarò, la tipica veste del carnevale Offidano corre all’impazzata per le vie del paese. La corsa si conclude sotto il loggiato di piazza del popolo dove il finto bove viene matato poggiando il muso sugli antichi anelli di ferro.

Il bove di Offida come la Vacca di fuoco? Non sappiamo se le due usanze abbiano un’origine in comune, vista anche la distanza geografica fra i due comuni, sicuramente entrambe le manifestazioni sono nate come una sorta di corrida per poi mutare nel corso dei secoli. Resta il fatto che entrambe le manifestazioni oggi riscuotono un grande successo di pubblico.

Giulio Tammaro – (da Fuori dalla Rete Marzo 2026 Anno XX n. 1)

Condividi questo articolo

Commenti

Articoli correlati