Nel corso della sua storia secolare, Bagnoli ha dato i natali a una moltitudine di personaggi illustri che hanno conferito prestigio al paese. Molti sono stati dimenticati, altri solo parzialmente ricordati con targhe o busti; pochi, tuttavia, sono stati celebrati degnamente per i traguardi raggiunti in vita e per il lustro dato alla propria terra natia. Tra questi spiccano figure come Leonardo di Capua, grande intellettuale alla corte napoletana, e Alessandro Ronca, soldato al servizio di Andrea Doria durante l’epica battaglia di Lepanto (1571). Grazie alle loro gesta e ai loro studi, il nome di Bagnoli (allora Balneolo) è entrato negli archivi di regni e ordini religiosi dell’epoca. Purtroppo, la comunità raramente ha ricambiato tale onore.
Questo intervento intende proprio fungere da monito e da stimolo affinché la comunità tutta torni a valorizzare il proprio patrimonio culturale. Bagnoli merita di conoscere il proprio passato e di essere orgogliosa dei personaggi che hanno vissuto nel loro stesso paese, talvolta persino nelle stesse case che oggi abitiamo. Il momento giusto per celebrare un nostro illustre concittadino non è lontano. Il prossimo anno, il 9 febbraio 2027, cadrà il 450º anniversario della morte del frate Ambrogio Salvio (1491-1577).
Questo religioso domenicano non dimenticò mai le sue origini, infatti investì costantemente le rendite derivanti dalla sua attività di predicatore nella costruzione del complesso di San Domenico, un unicum nel panorama irpino e campano. Dopo la soppressione degli ordini religiosi all’inizio dell’Ottocento, il complesso di San Domenico divenne proprietà comunale e fu progressivamente spogliato delle sue opere. Due di queste le ammiriamo ancora oggi, spesso senza conoscerne l’origine: la vasca al centro di Piazza Leonardo di Capua e l’obelisco di Piazza Castello provengono proprio dal convento domenicano. Il contributo di Salvio fu però ancor più profondo grazie all’istituzione di uno studentato e di una biblioteca all’interno del complesso domenicano, che garantirono alla comunità bagnolese un progresso culturale straordinario per un piccolo borgo montano.
Un’ultima preziosa testimonianza è custodita nella chiesa di San Domenico: la grande pala d’altare della Madonna del Rosario, commissionata nel 1576 al maestro Marco Pino da Siena. L’opera versa oggi in pessime condizioni; non potrebbe essere proprio questo evento l’occasione per avviarne l’urgente restauro? In vista dell’anniversario del prossimo anno si potrebbero organizzare diverse iniziative per rendere omaggio alla figura del Salvio. Innanzitutto sarebbe opportuno istituire un piccolo comitato organizzatore; successivamente si potrebbero programmare varie attività: un convegno di studi, la celebrazione di una messa nel giorno della sua morte, l’affissione di una targa commemorativa nel luogo in cui, secondo le fonti, sorgeva la casa della sua famiglia (via Bonelli, 85) e, infine, una mostra documentaria. Quest’ultima potrebbe esporre registri provenienti dagli Archivi di Stato di Napoli e Avellino e dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, che conserva i carteggi tra Salvio e gli influenti cardinali Guglielmo Sirleto (1514-1585) e Antonio Carafa (1538-1591).
Queste sono alcune proposte per omaggiare la figura di Ambrogio Salvio e approfondire gli studi sulla sua vita. L’auspicio è che questo appello non resti inascoltato, ma diventi l’inizio di un percorso condiviso, capace di trasformare la memoria in un’occasione concreta di crescita culturale per l’intera comunità.
Domenico Ciletti – (da Fuori dalla Rete Marzo 2026 Anno XX n. 1)

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