Quelli che come me hanno frequentato la Scuola Primaria negli anni “60 del secolo scorso si sono sentiti raccontare la guerra, soprattutto la Prima Guerra Mondiale, come combattuta da italiani eroici e pronti a sacrificarsi per il bene della Patria. Abbiamo poi scoperto che, probabilmente, quegli italiani non conoscevano neanche il significato della parola Patria e, sicuramente, non sapevano neanche dove si trovavano le trincee nelle quali morivano come mosche.
Oggi che la guerra è tornata ad essere una realtà, sempre più vicina, con la quale fare letteralmente i conti (pensiamo al prezzo dei carburanti); oggi che in tanti son tornati a parlare di guerra con tanta facilità e superficialità, ho ritenuto opportuno riportare, a chi ha la bontà di leggermi, alcuni passi dell’ultimo libro di Antonio Manzini (protagonista il personaggio ormai arcinoto del vicequestore Rocco Schiavone). A parlare è un reduce, il “sor Pietro”.
“La guerra è una cosa infame, fijo mio. La guerra puzza di fango, di marciume, di vermi, di fiori vecchi, di fame e di sangue… Te pare de stà dentro alle fauci de un mostro che ogni tanto se ciancica un uomo. Un uomo… Un ragazzo, Rocco. Pensi solo a restà vivo, fijo, a scavatte ‘na buca se cominciano a scoppià le bombe e i cannoni… Pensa che so’ partito co’ Stecchino, era un amico mio. Al primo assalto all’arma bianca, fuori dalla trincea, il primo proiettile l’ha pijato proprio qui, in fronte. Ecco, la guerra de Stecchino è durata tre secondi, La mia tre anni… La guerra è una fogna de morte, nera e marrone e giallo piscio, molla come la merda che t’esce di continuo perché nun la poi fermà. Fijo mio, nella guerra tutte ‘ste cose dell’eroi io nun l’ho mai viste, se cacavamo sotto e se tremava… E che voi sapè del milite ignoto? Rocco, tutti i soldati so’ militi ignoti, ricordate ‘sto fatto. E pure se la guerra nun la fai, sempre un ignoto resti…”
“Ma voi a quarcuno lo avete ammazzato?”
Il vecchio abbassò lo sguardo. Poi allargò le braccia e non rispose…
Insomma la guerra, a dirla con chi l’ha fatta, fa schifo e sembra incredibile doverlo ancora dire. La guerra fa schifo e fa schifo anche chi la dichiara e vuole farla. Come Hamas, certo. Ma anche e, dopo anni di stragi e decine di migliaia di donne e bambini morti, soprattutto come Nethanyahu, Putin e, ultimo arrivato nel Club, Donald Trump.
Con Trump, per dirla con Giancarlo De Cataldo, gli americani, che avevano messo la maschera di Bob Dylan, hanno mostrato che sotto c’era quella di John Wayne, “uno che prima spara e poi ti chiede i documenti”.
Luciano Arciuolo

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