Fratelli in armi (Film del 2011 di Alex Rubin)

di Luciano Arciuolo

Credo che lo spettacolo di Meloni, Salvini e Tajani che saltano urlando, offerto una decina di giorni fa a Napoli, sia il punto più basso raggiunto dalla politica italiana negli ultimi decenni. Fortunatamente gli elettori della Campania hanno fatto giustizia.

Ma anche la finanziaria che, tra tanti altri obbrobri, ha peggiorato la legge Fornero sulle pensioni, dopo che Salvini e Meloni hanno vinto le elezioni promettendo di cancellarla, non è un bello spettacolo.

E le tasse sulla benzina che Meloni prometteva di cancellare e che invece ha aumentato?

Di queste cose non parlano più, lor signori.

Ma la  Zanzara è lieta di dare una notizia che, se non è più una vera novità, è sconosciuta ai più, perché la RAI e MEDIASET (cioè TeleMeloni) non hanno avuto il coraggio di parlarne.

Il governo italiano, il 30 luglio scorso, ultimo giorno utile, ha chiesto all’Unione Europea un prestito di 15 miliardi di euro per comprare armi.

Le armi, ovviamente, le compreremo dagli Stati Uniti, come Trump ha intimato all’Europa e come i suoi galoppini italiani volevano.

Al di là del merito della questione, vanno evidenziati alcuni fatti:

  • Le televisioni al servizio del governo non hanno dato la notizia perché sennò il governo e soprattutto la Lega di Salvini, che si è sempre detta contraria ad acquistare armi, avrebbero fatto la solita figura di merda.
  • Salvini e Meloni erano contrari ai soldi europei del PNRR proprio perché in parte erano prestiti europei (a tassi ridicoli, meno dell’1%). Come si fa a giustificare, allora, che oggi chiedono prestiti non per modernizzare il paese ma per comprare armi? Meglio tacere!
  • E’ importante farsi belli agli occhi di Trump, ma senza che si veda troppo. Si riferiva a loro il Presidente americano dal ciuffo arancione, quando diceva che molti europei erano pronti a baciargli il culo (parole sue)?

L’Italia, dicono al governo, ha riacquistato dignità a livello internazionale e la Meloni ha grande influenza su Trump.

Beh, era meglio prima, visto che ci ritroviamo oggi con dazi al 15% e con l’obbligo di comprare gas, petrolio e armi dagli Stati Uniti. Ovviamente ad un prezzo superiore a quello di mercato.

Complimenti.

Luciano Arciuolo

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