Conservatore: uno statista innamorato dei mali già esistenti. Si contrappone al liberale che vuole sostituirli con altri. (Ambrose Bierce, scrittore americano)

Quella tra Conservatori e Progressisti è la battaglia, che si combatte da sempre, tra chi è convinto che stare fermi aiuti a restare in piedi e chi, al contrario, ritiene che occorra camminare e cambiare per migliorare.

I due schieramenti spesso sono arrivati alle mani, come si dice, e non sempre è stato possibile ricondurli a più miti consigli. Ci riuscì per una volta il mitico Menenio Agrippa (Ah, le Scuole Elementari di allora…), circa duemila e cinquecento anni fa, il quale mise d’accordo Patrizi e Plebei che minacciavano la rivolta e che, per questo, è passato alla storia.

Non fu possibile, invece, ad esempio e sempre a Roma, evitare la guerra civile tra i “popolari” e gli “ottimati”, i quali, quattrocento anni dopo, capeggiati rispettivamente da Mario e Silla, scatenarono una guerra civile. Insomma il conflitto tra questi due modi di pensare la politica e la vita sociale è stato sempre presente, nella storia.

E continua ad esserlo, anche in Italia, dove però, fortunatamente, ormai viene condotto solo a parole, sia pure durissime. Pochi hanno dimenticato, infatti, lo scambio verbale al veleno tra Berlusconi e Prodi, in vista delle elezioni politiche del 1998:

Berlusconi: “Con Prodi la sinistra usa la stessa tattica di Stalin e Lenin: l’utilizzo dell’utile idiota.”

Prodi: “Io almeno sono utile …”.

Quella che segue è una simpatica raccolta di scambi verbali. Prima però credo sia utile riportare una domanda che, da anni, accompagna il dibattito politico nel nostro paese: ma gli italiani sono conservatori o progressisti? Ognuno ha la sua opinione in merito. La risposta è quindi probabilmente impossibile.

Certamente, però:

  • “Gli italiani guadagnano netto, ma vivono lordo.” (Giuseppe Saragat, ex Presidente della Repubblica)
  • “Difficile capire un paese, scrisse un libellista, dove la stessa cosa è chiamata al Nord uccello e al Sud pesce.” (Enzo Biagi, giornalista italiano).

E’ meglio abolire la servitù dall’alto che attendere che si abolisca da sé dal basso.  Alessandro II, Zar di tutte le Russie

Se i partiti non rappresentano più gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori. Corrado Guzzanti, attore satirico italiano

Se esiste una causa per il diffondersi dell’ignoranza di massa è il fatto che tutti sanno leggere e scrivere. Peter De Vries, scrittore americano

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle. Voltaire, filosofo francese

Il sogno della democrazia è di innalzare il proletariato al livello di stupidità già raggiunto dalla borghesia. Gustave Flaubert, scrittore francese

Più stanno a sinistra, più abitano in centro. Federico Bini, giornalista italiano

La democrazia è una forma di religione. E’ l’adorazione degli sciacalli da parte dei somari. L. Mencken, saggista e editore americano

I rappresentanti di automobili vendono automobili. I rappresentanti di polizze assicurative vendono assicurazioni. E i rappresentanti del popolo? Stanislaw J. Lec, poeta satirico polacco

Questi giovani d’oggi non credono a niente: noi, alla loro età, eravamo pieni di delusioni. Altan, fumettista satirico italiano

I miti sono necessari: i giovani devono avere delle t-shirt in cui credere. Ellekappa, vignettista satirica italiana

Colombo fece l’uovo e inventò l’America e a giudicare dal risultato li fece uscire tutti e due dallo stesso posto. Giobbe Covatta, attore e scrittore italiano

In fondo la politica non è altro che un certo modo di agitare il popolo prima dell’uso. M. de Talleyrand, diplomatico francese

In Italia la borghesia è illuminata solo quando qualcun altro paga la luce. Valentino Parlato, giornalista italiano

Luciano Arciuolo – (da Fuori dalla Rete Dicembre 2025 Anno XIX n. 4)

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