Cicale contro formiche

di Luciano Arciuolo

“E a che ti serve possedere le stelle?”

“Mi serve ad essere ricco”

“E a che ti serve essere ricco?”

“A comperare delle altre stelle …”

 da “Il Piccolo Principe”

I fratelli Caponi, magistralmente interpretati da Totò e Peppino De Filippo nel Film “Totò, Peppino e la … Malafemmina”, sono i rappresentanti emblematici di Cicale e Formiche. L’uno spendaccione e gaudente, l’altro accumulatore seriale e maniacale di danaro liquido.

Il danaro. Spenderlo o accumularlo? E se spenderlo, come? E se accumularlo, perché? Il dibattito, come si dice, è aperto e le posizioni in campo sono inconciliabili. Da questo punto di vista è vero che i soldi non danno la felicità.

Se si risparmia in maniera maniacale e si finalizza la propria vita al loro possesso, infatti, essi diventano una ossessione. Se, al contrario, si spende sempre e comunque tutto quello che si possiede, vengono a mancare continuamente.

In ogni caso il danaro svolge un ruolo importante nella nostra vita, lo si voglia o no. Nel bene e nel male.

Una cosa è certa: hanno ragione quelli che dicono che se i soldi non danno la felicità, figuriamoci la miseria.

Il problema è, a mio avviso, l’approccio alla questione: bisogna evitare di mettere il danaro al centro della propria vita. Solo così si può non diventarne schiavi.

Le monete furono inventate per sostituire le merci, nell’economia del baratto. Se io devo scambiare tre chili di mele con due chili di pere, porto con me l’equivalente in moneta delle mele e compro le pere. Il danaro, cioè, è, di fatto, un mezzo di scambio. Un mezzo per velocizzare e facilitare il commercio, in fondo. Oggi è senz’altro un mezzo per vivere meglio. Ma resta comunque un mezzo, non un fine. I problemi nascono quando si stravolge questa semplice verità. Del resto, abbiamo scoperto che persino le monete che i faraoni portavano con sé nelle piramidi (da utilizzare, pare, per pagare una sorta di pedaggio verso l’aldilà) non sono servite a niente se non a diventare, migliaia di anni dopo, materiale da museo.

Cicale e formiche, cioè spendaccioni e accumulatori probabilmente, dunque, sbagliano entrambi. Ma, in verità, sono anche tanto, tanto divertenti.

Il novanta per cento del mio ingaggio lo spenderei in divertimenti, donne e whisky irlandese. L’altro dieci per cento probabilmente lo sprecherei –Tug McGraw, giocatore americano di baseball

Chi trova un amico trova un tesoro. Chi trova un tesoro se ne fotte dell’amico – Ivan Della Mea, cantante e scrittore italiano

Chi trova un amico chiede un prestito – Marcello Marchesi, umorista, autore, attore italiano

Il conoscente è un tale che conosciamo abbastanza bene per chiedergli un prestito, ma non così bene da        concederglielo – Julian Tuwin, umorista e scrittore polacco

 Vissero infelici perché costava meno – Leo Longanesi, scrittore e giornalista italiano

 I risparmi sono una cosa molto buona soprattutto se i tuoi genitori li hanno fatti per te – Winston Churchill, politico inglese

 Perché denunciare il reddito dopo tutto il bene che vi ha fatto? –Marcello Marchesi

 I soldi di carta potranno anche essere coperti di germi, ma oggigiorno li teniamo così poco con noi che è impossibile prendersi qualche malattia –Herbert V. Prochnow, umorista americano

 Cliente: Quanto costa il taxi?

Tassista: Beh, dipende dal tempo …

Cliente: Supponiamo che piova …

Anonimo americano

Luciano Arciuolo – (da Fuori dalla Rete Agosto 2025 Anno XIX n. 3)

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