Alla soglia dei dieci anni di collaborazione con gli amici di PalazzoTenta39, sono ormai numerosi gli articoli di storia locale che il sottoscritto ha pubblicato per Fuori dalla Rete e apparsi sul sito dell’associazione bagnolese. Scritti che sono stati realizzati grazie alla disponibilità accordatami dalla signora Marisa Cione nell’accedere al suo archivio privato e la volontà della stessa di fare dono, attraverso quegli elaborati, all’intera comunità bagnolese di parti di memoria collettiva perduta o a rischio di oblìo. Da qualche anno il campo degli utenti di tale “produzione di storia minore” è venuto ad allargarsi, coinvolgendo il comune pugliese ove io risiedo, Brindisi, e dove svolgo le funzioni di presidente dell’Associazione di Promozione sociale “Archivio Storico Benedetto Petrone-APS”. Tra il 2024 e il 2025 abbiamo presentato a Brindisi, in alcuni istituti superiori e in spazi aperti al pubblico, la mostra “Il centenario della Radio”, con il contributo documentario proveniente dall’archivio di Marisa Cione che ha affiancato le numerose radio d’epoca possedute dal sottoscritto. Un reportage di quell’iniziativa è stato pubblicato su questo giornalino.

I giornali ai tempi del fascismo

Quest’autunno, recatomi a Montella, in occasione delle sagre, ho aiutato la signora Cione a una sorta di “scavo archeologico” tra vecchi e polverosi scatoli di cartone e in uno di essi, è avvenuto il ritrovamento di una decina di giornali e riviste risalenti al periodo delle leggi razziali.  Pubblicistica che il nonno della signora Marisa, il professo Rodolfo Domenico Cione, insegnante per quasi mezzo secolo delle scuole elementari di Piazza San Rocco e sindaco nel 1946, di Bagnoli Irpino, aveva conservato. Essa ci è apparsa come una sorta di messaggio affidato da un naufrago a una bottiglia alle onde del tempo e giunto sino a noi dopo una navigazione di quasi novanta anni, affinché divenisse testimonianza e monito su un momento buio e denso di vergogna per la nostra Italia, e condanna del fascismo che la rese partecipe e complice dell’Olocausto.

Da questa riflessione nasceva in entrambi l’idea di far di quei giornali, se pur bisognosi di un restauro, materiale per una mostra didattica sul tema delle leggi razziali.  Tale auspicio si è reso concreto, a Brindisi, ove, grazie alla collaborazione con l’associazione Yeahjasi gestore dei locali dell’exconvento di Santa Chiara nonché della Biblioteca del Vicolo, si è proceduto alla digitalizzazione dei giornali, alla composizione grafica e la loro riproduzione in scala su pannelli in materiale plastico. In occasione della Giornata della Memoria 2026, abbiamo presentato questa mostra presso alcuni istituti superiori di Brindisi coinvolgendo diverse centinaia d’insegnanti, docenti e cittadini. Una mostra che ci auguriamo di portare presto in Irpinia, esibendola innanzitutto a Bagnoli Irpino, ove essa idealmente è nata. Iniziativa che, confidiamo, troverà il dovuto sostegno dell’Associazione Palazzo Tenta39, con la quale l’Archivio Storico Benedetto Petrone –APS ha stretto da quasi un anno un patto di collaborazione.

Qui di seguito una sintesi della presentazione della Mostra.

 “Le leggi razziali attraverso i giornali dell’epoca”

 Il professor Rodolfo Domenico Cione quale dirigente scolastico di Bagnoli Irpino, nonché maestro della scuola elementare San Rocco (ove insegnava anche sua moglie Anna Melillo), durante il Ventennio Fascista, come tutti i dipendenti pubblici, fu costretto al giuramento di fedeltà al Regime Fascista. Trasmettere ai propri alunni quanto riportava la stampa fascista era tra gli obblighi di quel giuramento. Nelle prime pagine di quei giornali, riprodotte nei seguenti pannelli, abbiamo voluto evidenziare come gli articoli inerenti alle leggi razziali fossero stati contrassegnati da Rodolfo Cione, con la stessa matita rossa con la quale egli correggeva i compiti degli alunni.

La signora Marisa Cione, sua nipote, ha affidato all’Archivio Storico Benedetto Petrone-APS quest’archivio affinchè esso sia fonte di ricerca. Per le finalità di questa mostra sono state scelte alcune prime pagine che mettono in luce la contemporaneità dell’entrata in vigore della legislazione antiebraica con il divieto alle donne italiane di ricoprire a lavoro ruoli dirigenziali e l’imposizione del limite del 10% massimo alle donne nell’occupare posti lavorativi. Non mancano le vignette satiriche, volte a vilipendere gli ebrei e incitare l’odio razziale.

 La rivista “La difesa della Razza”, che raggiunse la tiratura di trecentomila copie, è l’esempio più spregevole dell’asservimento d’intellettuali, scienziati e giornalisti alle richieste del Regime di dare una pseudo-giustificazione scientifica alle leggi razziali. Nella stessa si esultava alla nuova legislazione penale fascista che sanzionava l’aborto, le misure contraccettive, il celibato e l’omosessualità quali reati contro lo Stato e degni del Tribunale Speciale.

I pannelli

A ) Le leggi razziali nei giornali dell’epoca custoditi dall’Archivio Storico Benedetto Petrone-APS.

B ) Provenienza, finalità e articolazione della Mostra.

1) Corriere della Sera, 11 novembre 1938 “Le leggi per la difesa della razza approvate dal Consiglio dei Ministri.”

 2) Il Mattino, 11 novembre 1938: “I provvedimenti per la difesa della razza deliberati dal Consiglio dei Ministri.”

3) Il Giornale d’Italia 2 settembre 1938 “provvedimenti contro gli ebrei stranieri…Limiti all’impiego delle donne.”

4) Il Popolo d’Italia 4 settembre 1938” L’epurazione della razza italiana accolta con favore all’estero”

5 ) Il Mattino, 11 novembre 1938 ” La reazione nel Reich all’assassinio di von Rath. Distrutti tutti i negozi ebrei in Germania”.

6) Il Regime Fascista, 11 novembre 1938 “La risposta del popolo tedesco all’ebraismo assassino”

7) Il Regime Fascista 14 novembre 1938 “ Le ordinanze antiebraiche di Goering. Il popolo tedesco vuole una soluzione totalitaria, dichiara Gobbels.”.

8) La difesa della Razza, 29 agosto 1938: A) “Aborto e celibato nella legislazione penale fascista per la difesa della Razza.”  B) “Le differenze razziali tra bianchi e negri ancor prima della nascita

9) Il Giornalissimo 21 ottobre 1938: “Dopo le borse epurare le banche.”

10) Il Giornalissimo 11 novembre 1938: “Criminalità giudaica.”

11) Vignette e articoli di stampa.

12) Vignette e articoli di stampa.

13 ) a- Il Corriere dell’Irpinia, 8 novembre 1941: “Il nostro giuramento: Vincere!” Fuori l’ebreo!” b-Il Corriere dell’Irpinia, 29 novembre 1941 : “Due popoli due rivoluzioni :una Guerra. Ancora gli ebrei!”.

Antonio Camuso – Archivio Storico Benedetto Petrone-APS (da Fuori dalla Rete Marzo 2026 Anno XX n. 1)

 

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