Da circa un mese è stato aperto il primo tratto, quello che arriva fino a Volturara, della ormai famosa Ofantina Bis ed entro aprile sarà possibile utilizzare l’intero tragitto, vale a dire fino a Parolise. Si sta risolvendo, infatti, anche l’ultimo intoppo, vale a dire un contenzioso giudiziario, uno dei tanti capitoli di questa incredibile telenovelas.

L’apertura dell’Ofantina Bis rappresenta una piccola grande vittoria dell’Irpinia onesta, dell’Irpinia che lavora e che ha voglia di progredire, di quell’Irpinia che non ha intenzione di accettare più elemosine. Occorre ringraziare l’ingegnere Palatucci per la passione profusa ed ammirare il modo in cui è stato capace di sensibilizzare la gente sul problema. Occorre ringraziare l’on. Franco D’Ercole, neoassessore all’industria della Regione Campania, per il buon senso e la praticità con la quale ha gestito la faccenda.

Vedete, la storia di questa strada è incredibilmente ricca di situazioni grottesche e paradossali ma forse il massimo lo si raggiunge quando si tenta di indagare sul vero motivo per il quale non veniva aperta. Ebbene la risposta è menefreghismo, vale a dire totale disinteresse per il problema anche da parte di quei personaggi, molto influenti, che potevano arrivare a casa più comodamente e con una buona mezz’ora d’anticipo. Per risolvere la questione, i nuovi protagonisti non hanno dovuto far altro che riunirsi intorno ad un tavolo e decidere di aprirla.

Tutto ciò dimostra come nel passato si era occupati a tal punto a soddisfare i singoli bisogni individuali per aumentare le proprie clientele, da dimenticare e tralasciare le cose più ovvie e facili da ottenere. Comunque, adesso l’importante è che l’Ofantina venga aperta. Questa strada ci pone davanti nuove prospettive di sviluppo e di rilancio, ci permetterà di muoverci più facilmente ed in meno tempo, la nostra economia riceverà una insperata boccata d’ossigeno, alcuni posti di lavoro sono meno a rischio.

Se si considera che a breve inizieranno anche i lavori sulla Lioni-Contursi, possiamo effettivamente affermare che forse siamo un po’ meno isolati ed un po’ più vicini al mondo. Provate soltanto ad immaginare cosa questo può comportare per lo sviluppo turistico del Laceno. In ogni caso è importante non dimenticare i paradossi e le situazioni grottesche vissute intorno a tale vicenda, non dimenticare per non sbagliare più.

Biagio Amico – This Informazione Anno V N. 2 –Febbraio 1996

 

Condividi questo articolo

Commenti

Articoli correlati