Avete mai visto il film Il vigile?
Grande film interpetrato da un grande attore Alberto Soldi. Il protagonista, Otello Celetti (Alberto Sordi),incarna la figura dell’italiano medio del dopoguerra: si trova improvvisamente investito di un potere che non sa gestire.
Il vigile vs la realtà
Inizialmente, il vigile cerca di essere un “Incorruttibile” tutore della legge. Tuttavia, la metafora si sviluppa quando la sua inflessibilità si scontra con il problema reale, che nel caso del film è rappresentato dal sindaco, in questo caso è rappresentato dai commercianti di Bagnoli Irpino, che segnalano al Sindaco gravi difficoltà causate dalla gestione troppo rigida da parte del Vigile (che fa rispettare la legge specifichiamo).
Questo evidenzia l’ipocrisia di una società che invoca la legalità ma ne teme l’applicazione rigorosa. La domanda quindi nasce spontanea: ma la causa della criticità che sta compromettendo irreparabilmente il lavoro di questi commercianti, che hanno aderito tramite una lettera con tanto di firma, è causata dalla corretta applicazione della legge “da parte del Vigile” che vigila sull’osservanza delle regole della viabilità e delle soste nella piazza principale, o della mala gestione delle attività nel corso del tempo?
Personalmente mi schiero a favore del vigile e spero che continui con la sua linea. In fin dei conti, il bagnolese medio è questo, pur di non ammettere i propri errori e i propri fallimenti gestionali da la colpa a terze persone. Appare evidente che il bagnolese medio non è mai uscito al di fuori di questo contesto, perché tutto questo è veramente un paradosso.
Mentre in molte mete turistiche sia del nord che del sud prevalgono le aree pedonali dove i vantaggi per i turisti sono veramente punti di forza del tipo: esplorare il paese a piedi, accesso diretto nei negozi, atmosfera rilassante ecc.; qui prevale il contrario: caos, macchine fuori posto, smog, ma soprattutto il mordi e fuggi, prendi e vai, quello che il bagnolese medio ha sempre fatto, portando questo bellissimo paese nell’oblio più totale.
Danilo Santoriello

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