C’è chi dice che se fai parte di qualcosa forse puoi esprimere la tua opinione, questo nella vita, nella politica e soprattutto tutti i giorni. Sono molti i casi in cui Bagnoli non dice la sua in niente e su niente, sembra non giocasse sui campi nazionali ed internazionali. Non giocare la partita dei finanziamenti, non giocare la partita della politica locale e nemmeno quella della politica nazionale, ci rende a quanto pare felici lo stesso.

Eppure ci troviamo di fronte ad un momento storico in cui essere presenti, essere visibili ed essere in qualche modo notato e notiziabile, fa bene alle comunità. Inutile dire che proprio l’Irpinia vive una fase decadente senza guide e senza nessuno spunto futuro e futuristico. Io penso che ogni paese, che ha la volontà di riuscire a campare ancora, di non svuotarsi completamente, quello che sta succedendo, debba impegnarsi e non sto parlando di fare castelli di sabbia o cattedrali nel deserto, ma anche rendere vivibile quello che già è presente.

Mettiamo anche il fatto che i tavoli istituzionali sono ormai il trend e la moda vuole che ci sia un tavolo ogni settimana, ma siamo sicuri che il tavolo serva a qualcosa? Siamo sicuri che con a questo tavolo l’interesse è comune, od almeno l’interesse del proprio paese. Badate, non è molto difficile capire quale comune ambisce alla crescita in maniera esponenziale e quale invece rimane fermo al palo. Innanzitutto, non ci sono comunicazioni ufficiali su niente, non si commenta se non qualche scarno episodio e non si insiste sulla progettazione futura. A giocare la partita sono i comuni con le loro amministrazioni e con tutti i problemi da risolvere, però non può esserci divario di intelletto tra i comuni.

Ci sono realtà anche vicino a noi che programmano, commentano e perlopiù insistono. Realtà piccole che ai tavoli istituzionali contano. Ai tavoli delle decisioni qualche cosa la dicono. Noi, e voglio sbagliarmi, non capiamo la nostra importanza. Non abbiamo l’idea, minimamente politica di poter contare qualcosa e magari anche giocare qualche partita importante. È vero che le elezioni non contano, non fanno sicuramente bene e tanto altro ancora, però dopo le regionali, qualcosa in più va fatta. Anche perché chi doveva chiedere il voto lo ha fatto e chi non lo doveva chiedere lo stesso.

Io penso che Bagnoli può fare qualcosa di diverso rispetto al passato, ma di questo non possono farsi carico i cittadini, perché altrimenti il ruolo non viene distinto. Deve farsi carico un’amministrazione, che deve essere addentrata nelle scelte. Non solo in fase elettiva, ma anche in una fase pre elettorale e post elettorale. Mettiamo l’anima in pace, non potremmo sempre fare le riserve, altrimenti riserve saremo sempre. Eppure abbiamo avuto volti e personaggi di una visione diversa, destra e manca che sia. Personaggi che stringevano mani non indifferenti. Ma come le nostre amate malvizze non siamo mai stati lupi, ma sempre un gregge, mai unito, ma sempre un gregge.

Quando chi contava era a pochi chilometri in linea d’area abbiamo chiesto poco o niente, ora che chi governa è ancora più vicino, ci discostiamo sempre da quello che si dice e non partecipiamo mai al dibattito. Sembra che nella tribuna politica noi siamo i truccatori, siamo quelli che ci gratifichiamo se colui che abbiamo truccato è bello in viso ed ha una piega fatta bene, ma non ce ne badiamo di quello che dice e di quello che fa. A maggior ragione terremo qualcosa da dire, avendo realtà nel nostro territorio importanti, non di nicchia e poi se si vuole essere la cortina del sud o la Roccaraso migliore qualche pugno sopra i tavoli va tirato. E non possiamo solo aspettare di tagliare il nastro e di gratificarci da soli. Dopo di quello esiste qualche altra cosa, anche se non sembra.

Per essere considerati della partita od anche mediocri giocatori, basta anche dire o fare, mettere al servizio delle persone, cosa per cui nasce la politica, secondo me, la propria abilità. Se sei uno che ci tieni all’ordine sfrutta quel fattore almeno di ordine, se sei uno che tiene alla bellezza sfrutta la tua idea di bellezza, ma non pensare minimamente a fregartene, perché domani sarà tardi. E non ci sarà la via del ritorno. Partecipiamo alla discussione e poi giochiamo come sappiamo fare.

Giovanni Nigro – (da Fuori dalla Rete Marzo 2026 Anno XX n. 1)

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